5 Giugno 2008 Senza categoria

TERREMOTO NELL`UNIVERSITA` DI MESSINA: INDAGATA PER CORRUZIONE IN CONCORSO LA MOGLIE DEL RETTORE MELITTA GRASSO

Le indagini vanno avanti dall`ottobre scorso: sequestro di documentazione e di conti correnti, intercettazioni e interrogatori. A condurle il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, cui sono state delegate dai sostituti della Procura Sciglio e Nastasi, titolari dell`inchiesta. Che agli inizi di aprile hanno chiesto la proroga di 6 mesi delle indagini. Accordata dal Gip Micali. Rimarranno ancora sulla graticola Carmela, per tutti MELITTA GRASSO, dipendente dell`Università  e, soprattutto, moglie del Rettore FRANCO TOMASELLO, ed Enzo Savasta (che nei giorni scorsi ha chiesto di essere sentito dai Pm), uomo di fiducia da sempre di Antonio Corio e Antonia Privitera, i proprietari, ora entrambi deceduti, de IL DETECTIVE, storica società  di vigilanza che da 20 anni ha l`appalto di vigilanza all`Università  e al Policlinico della città  peloritana. CORRUZIONE IN CONCORSO: è questo il reato ipotizzato dai Pm nell`iscrizione sul registro degli indagati. Reato che si concreta quando un pubblico funzionario, in cambio di qualche utilità , compie un atto contrario ai propri doveri d`ufficio. Un atto dovuto, quello dell`iscrizione, imposto dal codice, nel momento in cui dinanzi ai due Pm si sono presentate, a fine settembre, DANIELA e CRISTINA CORIO, 2 delle 4 figlie dei coniugi CORIO. Entrambe dipendenti dell`Università , assunte nel periodo in cui rettore era Guglielmo STAGNO D`ALCONTRES, sono loro le accusatrici. Quali siano i fatti specifici raccontati dalle sorelle Corio e le prove che hanno fornito non lo si sa. E` possibile ipotizzare che affondino le radici nei rapporti che la società  di famiglia intratteneva con l`Università  e Policlinico. EMANUELE GALIZIA, ex poliziotto ed agente dei servizi segreti, divenuto stretto collaboratore di Daniela e Cristina Corio, in una successiva denuncia, ha riferito che Natala, un`altra delle sorelle Corio, gli ha detto che `Enzo Savasta poteva garantirle gli appalti perchè lui aveva in mano tutti avendoli sempre pagati sulla base dei rapporti personali`. Natala Corio ha smentito tutto e lo ha querelato. L`appalto per la vigilanza al Policlinico era stato aggiudicato nel 2003, quando rettore era Gaetano Silvestri, e quello all`Università  aveva visto, nel 2006, il Detective partecipante solitario che se l`era aggiudicato ad un prezzo più basso di quello massimo. Gli inquirenti stanno però verificando che non vi siano state anomalie nell`estensione del servizio di vigilanza al Policlinico, duramente censurato dal collegio dei revisori, che ha fatto lievitare il valore dell`appalto del 50%. Ma è possibile che le due accusatrici abbiano tirato in ballo gli storici rapporti personali di amicizia tra Antonia Privitera e Melitta Grasso. Amicizia che ha portato, per fare un esempio, la moglie del rettore ad essere testimone di nozze dell`ultima delle 4 sorelle Corio, Antonella. Quella che coinvolge anche Melitta Grasso è l`ultima di una serie di denuncie che le due sorelle, Daniela e Cristina, hanno proposto contro Enzo Savasta, che ogni volta ha reagito con querele per calunnia. Le denuncie sono frutto della guerra scoppiata per il controllo della società  di famiglia alla morte di Antonia Privitera, avvenuta agli inizi di maggio. Due sorelle contro le altre 2. Con Enzo Savasta, titolare di una quota di minoranza, a fare da ago della bilancia. Le 2 sorelle, rimaste in minoranza nella società  di famiglia, avevano infatti, alla vigilia dell`estate, già  denunciato Savasta, di essersi impadronito di due milioni di euro de IL DETECTIVE: la cassa che a loro avviso c`era al momento della scomparsa della madre. Chiedendo in sede civile il sequestro del suo patrimonio. Il giudice civile, Liborio Fazzi, l`ha respinta ritenendo che la cassa era solo virtuale e frutto di artifizi contabili in voga nella società , e che il Savasta non ha mai avuto la disponibilità  dei conto correnti della società . Daniela ha anche querelato Savasta per lesioni. Alla Procura ha esibito un certificato di 7 giorni di prognosi dei medici del `Piemonte`, raccontando di esservi stata accompagnata dal marito Piero Cacace, ex consigliere comunale e candidato alle prossime elezioni. Ad accompagnarla e stato invece Gaetano Pria, impiegato del Tribunale di Messina. E i sanitari in un primo momento gli avevano dato solo due giorni di prognosi. Le due sorelle accusatrici si sono presentate a fare la denuncia che coinvolge la moglie del rettore nel periodo in cui, con l`assistenza del legale Andrea Lo Castro, per reagire alla perdita del controllo della società  di famiglia, prima che il Cda sancisse il cambio di maggioranza, servendosi di un prestanome, hanno acquistato un`altra società , la VIGILNOT SICILIA (ora Coiro Srl), cui hanno affittato l`azienda de il Detective ad un canone molto basso. Un`operazione che il giudice Emilio Iannello, in via cautelare, ha ritenuto potenzialmente fraudolenta e ha bloccato, disponendo il sequestro e nominando amministratore Salvatore Formisano, espressione della nuova maggioranza. Per entrambe, così, gli inquirenti stanno valutando la sussistenza degli estremi di calunnia.
Michele Schinella da centonove – 30 Maggio 2008