BASKETTOPOLI: GUARDATE COM'ERA RIDOTTO IL MONDO DEGLI ARBITRI. IL GIP DI REGGIO CALABRIA: DESOLANTE MALAFFARE. NON SOLO NELLE SERIE MINORI. ECCO LE INTERCETTAZIONI

basket

Il sistema funzionava così: “Prima dell’incontro gli indagati stabiliscono iI voto da attribuire all’arbitro, il commissario degli arbitri viene contattato e gli viene indicato il voto da attribuire e ciò, con tutta evidenza, a prescindere dalla concreta condotta arbitrale che ancora non è stata tenuta”. Il quadro è raccontato dal Giudice per le indagini preliminari Kate Tassone di Reggio Calabria nell’atto del 27 aprile scorso con cui sono sospesi in via cautelare dal pubblico esercizio Giovanni Garibotti, Alessandro Campera e Giovanni Montella.

Fini – Le finalità erano: “Si incide concretamente sulIa progressione in carriera degli arbitri da una categoria all’altra perché dipende dalla media aritmetica dei punteggi riportati. Passaggio che ha per gli arbitri una rilevantissima importanza innanzitutto sotto il profilo economico e in secondo luogo con riguardo al prestigio e alla possibilità di diventare internazionali con tutto il ventaglio di potenzialità e possibilità anche di guadagno che tale status comporta”. ll ragionamento trova riscontro nell ‘ambito in cui I’inchiesta di Reggio Calabria è nato: la denuncia di Alessandro Cagliostro, ex arbitro delle serie minori e poliziotto. Si passa da un gettone di presenza di 55 euro della C dilettanti a 1000 in serie A, al netto delle note spese. Le intercettazioni riguardano pure le serie fino alla Lega Due compresa. Fino a dove la promozione è possibile, anzi auspicata, anzi pilotata.

Compiacenti Il Gip aggiunge un’altra finalità di quella che il pm Maria Luisa Miranda configura come associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla frode sportiva: “L’attività illecita ha lo scopo di creare una categoria di arbiri compiacenti e ragionevolmente più disponibili verso eventuali richieste dirette a pilotare gli incontri”. E qui che dall’ambiente degli arbitri, l’inchiesta di Reggio Calabria sfocia nel mare aperto delle partite, dei club, dei campionati. Dove finora la Procura della Fip ha sanzionato solo Giovanna Matteini di San Giovanni Valdarno. Gli altri club sono stati, per ora, esclusi dai deferimenti. Questo perché le intercertazioni sono tra esponenti del mondo arbitrale, non dei club. Esempio: “A Cecina diciamo che gli mandiamo arbitri a favore, e poi gli fanno così, ma vaff…” (Garibotti al designatore Cuomo). Così per gli arbitri di serie A. Quelli che sono citati o parlano direttamente, si rivolgono a Garibotti o a Montella per raccomandare altri arbitri. Esempio dagli atti del Gip: “L’arbitro Enrico Sabetta chiama Montella per raccomandare Laura (Russo)”.

Conferma Niente di penalmente rilevante. Ma una conferma, oltre di una radicata prassi nazionale, che del sistema ne facevano almeno moralmente parte tutti dalla C dilettanti alla serie A. Riconoscevano che per essere promossi bisognava passare dai tre che istituzionalmente avevano la responsabilità di premiare o bocciare. Ma riconoscevano anche il modo con cui promuovevano. Non per merito, o almeno non solo. E questo è, almeno moralmente, inaccettabile. O come dice il Gip: “Gli indagati consegnano al giudice e alla collettività uno spaccato desolante del malaffare che sembra avvelenare. in base all’evidenza disponibile, anche quello che piacerebbe pensare come il tempio della meritocrazia pura, dell’agonismo di olimpica memoria, il luogo del “vince il migliore”. E ancora: “L’illecito è stato ed è posto in essere dai tutori delle regole, dai controllori e via via sempre più su in una girandola di cinismo e spregiudicatezza che, olre al rispetto delle regole, sembra aver travolto anche il senso del pudore”. PAOLO BARTEZZAGHI – LA GAZZETTA DELLO SPORT