BARCELLONA P. G.: Chiesti tredici anni per il boss Mazzagatti imputato nel processo scaturito dall'operazione "Sistema"

19 aprile 2011 Cronaca di Messina

Il sostituto procuratore della Dda Giuseppe Verzera ha chiesto la condanna a 13 anni per il boss di Santa Lucia del Mela Pietro Nicola Mazzagatti, imputato nel processo scaturito dall’operazione “Sistema” sulle estorsioni nel Barcellonese. Il rappresentante della pubblica accusa ha anche chiesto, ai giudici della Seconda sezione del Tribunale, la condanna a 10 anni ciascuno per i due agrigentini, ritenuti esponenti di primo piano del clan mafioso Digati, Vincenzo Licata e Domenico Mortellaro. Ma il processo è stato aggiornato al 28 aprile, giorno in cui è attesa la sentenza. La Corte (presidente Samperi) ha accolto la richiesta di uno dei difensori, l’avvocato Carlo Autru Ryolo, disponendo l’acquisizione della documentazione giudiziaria relativa a Mazzagatti, dalle sentenze di condanna a quelle di proscioglimento, fino alle risultanze di indagini già concluse. A svelare il “sistema” delle estorsioni era stato un impreditore che ha raccontato che per ogni lavoro iniziato sarebbe stato costretto a versare una tangente che variava dal 2 al 4 per cento dell’importo dell’appalto, a seconda della difficoltà del lavoro e del profitto che l’impresa poteva conseguire. Una situazione che sarebbe andata avanti dal 1998 fino al 2008. Mazzagatti, Licata e Mortellaro sono accusati di estorsione con l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra. I tre avevano scelto il rito ordinario. Mazzagatti è accusato di aver imposto il pizzo alla CoGeMar su un appalto nel comune di Gualtieri Sicaminò, nel ’98. Mortellaro e Licata, invece, vincitori di un appalto a Barcellona, sono accusati di aver imposto all’impresa la presentazione di un’offerta di comodo per il secondo lotto di un lavoro a Barcellona. A chiedere il loro rinvio a giudizio, lo stesso sostituto della Dda di Messina Verzera, assieme al collega della Procura di Barcellona Francesco Massara. Tito Cavaleri – GDS