MESSINA: La misteriosa morte di Placido Manganaro. Giampilieri si interroga. I compaesani: «Era un gentiluomo, la scomparsa della sorella lo aveva segnato». Le indagini proseguono

4 marzo 2012 Cronaca di Messina

Il cielo così azzurro a Giampilieri non lo ricordavano da tempo. Il sole a scaldare dopo settimane di piogge e di freddo, gli anziani sempre lì. Su quelle panchine dove le chiacchiere e i commenti scandiscono i tempi di un borgo che prova a dimenticare quella maledetta montagna che due anni e mezzo fa ha portato morte e distruzione. Tutto sembra cristallizzarsi, ma questo è un sabato del villaggio diverso rispetto agli altri. Manca un amico, uno di loro. Sino a qualche mese fa, Placido era tra quelli che in piazzetta si fermava a parlare, a raccontare. Da qualche giorno non c’è più. Morto o forse ucciso, questo saranno le indagini a stabilirlo. Placido Manganaro, 86 anni, è deceduto al Policlinico universitario, dove era arrivato già in condizioni disperate. Una morte che inizialmente sembrava naturale, ma le ecchimosi sul corpo hanno lasciato spazio ad altre ipotesi. Immediatamente sono state avviate le indagini, coordinate dal pubblico ministero Anna Maria Arena e condotte dai carabinieri. Sul cadavere dell’uomo di 86 anni, dopo un primo esame esterno effettuato giovedì, è stata disposta l’autopsia dalla Procura eseguita venerdì. I risultati degli esami chiariranno i contorni della vicenda e daranno le risposte attese. Da almeno tre-quattro giorni a Gaimpilieri, infatti, non si parla d’altro. «Era una persona splendida – racconta un anziano che lo conosceva dall’infanzia – che sapeva sorridere e che talvolta si innervosiva per la sua età. Io lo prendevo in giro, “quanto è brutta la vecchiaia” gli dicevo e lui si arrabbiava. Ma era un gentiluomo». «Da qualche mese, però, non era più lo stesso – racconta Paolo, uno che gli umori della piazza li conosce molto bene – la separazione dalla moglie e la morte della sorella Maria lo avevano segnato. Attorno a Maria ruotava tutta la famiglia e la sua scomparsa aveva inevitabilmente avuto delle conseguenze su tutti. L’altra sorella Grazia è costretta a letto da tempo per problemi di salute e forse lui sentiva addosso tutto il peso di questa situazione difficile». Placido e la sorella vivevano assieme da quando il primo si era separato dalla moglie, qualche tempo fa. A dare loro una mano una badante, che li accudiva con amore. È stata proprio lei a trovare Placido Manganaro sostanzialmente in fin di vita, ridotto così male da morire, dopo qualche ora dal suo arrivo al Policlinico. Poco distante dalla piazza un altro capannello di anziani. E il motivo è sempre lo stesso. «Povero Placido – racconta uno di loro – qualche settimana addietro avevamo incontrato il fratello Biagio. Ci aveva raccontato che Placido aveva delle improvvise crisi e che spesso si picchiava da solo, si dava pugni. Omicidio? No, assolutamente. Io non ci credo». Non ci credono neanche altri compaesani. «E chi sarebbe l’assassino? No, non mi sembra possibile – commenta Antonio – anche se non si sa mai». Cosa può aver portato qualcuno ad uccidere a suon di botte, secondo quella che è una delle ipotesi, un anziano signore di 86 anni? E chi lo avrebbe aggredito? Sono alcune delle domande a cui gli inquirenti stanno cercando di dare delle risposte. I carabinieri stanno seguendo alcune ipotesi, ma sulle indagini vige il più assoluto riserbo. Mauro Cucè – GDS