L'ALLERTA METEO A MESSINA: Allarme inutile? La polemica invade il web. Buzzanca replica. Paura a S. Margherita. Mareggiate lungo la costa ionica: Letoianni il centro più colpito

11 marzo 2012 Cronaca di Messina

Il rischio, ancor più degli eventi meteorologici, è sempre quello della favola “Al lupo al lupo”. Tutti mobilitati nei giorni dell’allerta, poi quando meno te l’aspetti arriva la “botta” che nessuno ha previsto. Il ciclone libico, che ha provocato paura e ingenti danni a Malta e sulle coste siciliane delle province di Ragusa, Siracusa e Catania, qui da noi è giunto disarmato, come un palloncino sgonfiato, anche se lungo la riviera sud (in particolare a Santa Margherita), come al solito, il mare ha fatto la voce grossa, minacciando le abitazioni delle contrade sorte a ridosso della spiaggia. L’allarme non era un’invenzione dei meteorologi, e dei moderni “profeti di sventura”, quel piccolo “uragano” ha davvero risalito il Mediterraneo e, dunque, era comprensibile mantenere alta la soglia della vigilanza. Ma gli stessi esperti avevano anche sottolineato come sullo Stretto le conseguenze sarebbero state attenuate grazie alla protezione offerta dai monti dell’Aspromonte. Era molto più probabile che Messina fosse risparmiata piuttosto che colpita dai venti di burrasca, dalla tempesta elettrica e dalle onde alte 5-6-7 metri. Nell’incertezza, però, il sindaco Buzzanca ha ritenuto di dover chiudere le scuole e gli uffici pubblici, attirandosi (col “senno del poi”) gli strali di una parte di popolazione. Polemiche che sono rimbalzate sul web e alle quali lo stesso primo cittadino ha replicato in tempo reale. «È la terza “inutile” allerta, così si sfiora il ridicolo», hanno “postato” diversi messinesi. «Il Dipartimento regionale di Protezione civile – è la risposta del sindaco – ha messo il bollino rosso su tutta la nostra provincia, compreso il capoluogo. Non potevamo comportarci in modo diverso. È il sistema degli stati d’allerta che va modificato e soprattutto stiamo facendo di tutto per raggiungere il vero obiettivo: dotare la nostra città di una propria stazione meteorologica, in modo da avere previsioni certe e ben localizzate su una scala ridotta rispetto a quelle diramate da Roma o da Palermo». Anche in provincia non c’è stato quel diluvio che tutti si aspettavano, ma non sono mancati i disagi lungo i comuni del comprensorio jonico. Come riferiscono i nostri corrispondenti Pino Prestia e Gaetano Rammi, a Furci come a Roccalumera sono stati chiusi i rispettivi Lungomare. Si circola a doppio senso di marcia lungo il centro del paese. Difficoltà maggiori a Furci, perché la via IV Novembre (parte integrante della Statale 114 Messina Catania) è particolarmente stretta e l’incrocio di due mezzi pesanti potrebbe causare l’intasamento della circolazione. Proprio per questo, per tutta la giornata vigili urbani e volontari della protezione civile si sono attivati per disciplinare al meglio la circolazione. Sul lungomare di Roccalumera e su quello di Furci le imbarcazioni sono state tirate, e messe al sicuro, in piazza Moro e piazza Pizzolo. I carabinieri di Roccalumera, al comando del luogotenente Santo Arcidiacono, hanno svolto un pattugliamento della zona, per aiutare eventuali automobilisti in difficoltà. A Furci Siculo, infine, l’atteso incontro di calcio di Prima categoria tra la squadra locale ed il Belpasso non si è disputata, perché i catanesi, a causa del maltempo, non hanno potuto raggiungere il comunale “Luigi Papandrea”. L’incontro sarà recuperato tra qualche settimana. A Letoianni la situazione forse più critica. Una violenta mareggiata ha colpito il paese. Le onde hanno flagellato il lungomare, pure nel quartiere Baglio, dove la spiaggia è più lunga. Si è reso necessario chiudere la via Luigi Rizzo, dopo che già il mare aveva raggiunto diverse auto in transito. In particolare, gli abitanti del tratto compreso tra le vie Guglielmo Pepe e Cesare Battisti sono stati costretti a barricarsi in casa, dopo avere posto dei sacchi nelle fessure e avere chiuso i cancelli di ferro. Il fenomeno, come al solito, ha presentato anche degli aspetti spettacolari, che hanno richiamato molti cittadini, alcuni dei quali hanno inevitabilmente finito col bagnarsi. I locali si sono dovuti inoltre impegnare nel destare l’attenzione dei turisti, affascinati dalla mareggiata ma ignari dei pericoli che comporta. LUCIO D’AMICO – GDS