CICLISMO, L'ORGOGLIO NIBALI: Tirreno-Adriatico, Nibali trionfa con una crono da campione. Strepitosa rimonta sui 9,3 km

La rimonta è completata, Vincenzo Nibali si aggiudica la 47. edizione della prestigiosa Tirreno-Adriatico annichilendo i diretti avversari nella cronometro conclusiva di San Benedetto del Tronto. Lo “Squalo” vince in quattro mosse, pedalando da campione nelle ultime quattro tappe, le più impegnative della settimana fra i due mari, dopo la cronometro a squadre dell’esordio e le due frazioni riservate ai velocisti. Un successo di prestigio in una delle classiche italiane e contro quasi tutti i big del ciclismo mondiale, da Gilbert a Cancellara, Cavendish, Kreuziger, Rodriguez, Scarponi, campioni cui si è aggiunto in corsa lo statunitense Horner. Il gran finale della “Corsa dei due mari” è andato in scena ieri, sul lungomare di San Benedetto del Tronto, affidato a una cronometro di appena 9,3 km pianeggianti, con appena sei curve, da correre a tutta; una prova per specialisti. Classifica generale in mano a tre campioni, Chris Horner, Roman Kreuziger e Vincenzo Nibali, che si presentano al via racchiusi in appena 6″, distacco minimo, ma frazione altrettanto breve che alimenta le speranze dello statunitense e del ceko. Al pronti-via, però, Nibali ha praticamente già bevuto il secondo che lo separava da Kreuziger, dando così ragione ai bookmaker che in mattinata lo davano favorito a 2,25, contro i 2,50 di Horner e i 3,60 di Kreuziger. Lo “Squalo dello Stretto” aggredisce rettilinei e traiettorie con grande determinazione, e furore agonistico. All’intertempo, Nibali ha già 11″ di vantaggio su Horner e ben 13 su Kreuziger; il ritmo del campione messinese non cala nella seconda parte della frazione, e lo porta al traguardo in 10’56”: 20″ meglio dello statunitense e 27″ del ceko. Un dominio assoluto, considerando l’evolversi dell’intera settimana della Tirreno Adriatico. Horner, invece, apparso in evidente calo fisico, ieri ha fatto il suo, rimpiangendo magari ancora una volta l’errore tattico sulla salita di Prati di Tivo, quando ha praticamente lavorato per Nibali. Kreuziger, ancora una volta, si è sciolto sul più bello; grande talento mai pienamente sbocciato, il ceko dell’Astana per compiere il definitivo salto di qualità avrebbe bisogno di ben altro carattere e personalità. Doti che, invece, non mancano proprio a Nibali, che ne ha distribuito a grandi dosi vincendo in rimonta una corsa difficilissima già dopo il primo giorno. La disastrosa cronosquadre della prima tappa, infatti, lo ha costretto in pratica a partire dalla 98. posizione, pagando ben 38″ a Kreuziger. Una corsa sempre in salita, quella del capitano Liquigas, che ha dovuto ingoiare anche il boccone amaro dello sgarbo da parte del compagno di squadra Sagan, che a Chieti gli ha tolto vittoria e secondi di abbuono. Nessuna polemica da parte di Nibali, ma una grande risposta di carattere e da capitano vero già il giorno seguente, con la splendida vittoria nella tappa più dura, nell’arrivo in salita a Prati di Tivo. La terza perla, lo Squalo dello Stretto la sigla all’arrivo di Offida, dove mette in mostra inusuali doti di sprinter, lasciandosi alle spalle i due rivali. Ieri, infine, la ciliegina sulla torta, a cronometro, dimostrando di aver lavorato bene quest’inverno, in ottica Tour, negli allenamenti specifici per le corse contro il tempo. Insomma, un Nibali grande protagonista su ogni terreno e che si candida tra i favoriti assoluti alla Milano- Sanremo di sabato prossimo: certamente è uno dei grandi favoriti e per questo motivo sarà guardato a vista dagli avversari. Per la cronaca, la cronometro di ieri porta la firma finale, manco a dirlo, di Fabian Cancellara: il fuoriclasse svizzero ferma il cronometro sul miglior tempo in assoluto, 10’36”, alla media di 52,641 km/h; a 12″ uno splendido e sorprendente Daniele Bennati, mentre a completare il podio c’è l’australiano Meyer, a 16″. In classifica generale, trionfo di Nibali, con un vantaggio di 14″ su Horner e di 26″ su Kreuziger. Tanino Pellizzeri – GDS

Lo Squalo stanco ma felice: «Una grande prova. E sabato sogno di vincere la Milano-Sanremo».
STANCO dopo le fatiche di una settimana corsa tutta in rimonta, Vincenzo Nibali al termine della Tirreno Adriatico dà sfogo a tutta la sua felicità. Una vittoria dedicata alla sua fidanzata, Rachele, presente al traguardo. «Credo di aver fatto una grande prova, anche se c’era molto vento contrario, tanto che la ruota davanti tendeva a sbandare quando rilanciavo dopo le curve. Sono arrivato a questa Tirreno con più gare di tutti, tra Argentina e Oman, poi a casa ho fatto la preparazione giusta, lavorando molto bene. Qui ho avuto una squadra perfetta, ci siamo lasciati dietro le polemiche e tutto è filato per il verso giusto. È stata una settimana intensa e difficile, anche perché per noi la corsa si è fatta subito in salita. Recuperare uno svantaggio mette pressione: con i compagni siamo stati bravi a non soffrirla, muovendoci ogni giorno da grande squadra. La vittoria di Prati di Tivo è stata importantissima ma la prestazione di lunedì, forse, quella fondamentale, perché psicologicamente i miei avversari hanno subito un colpo, mentre per me è stato un toccasana. Ho cercato di rimanere tranquillo: le prove così corte non ammettono errori e si vincono soprattutto con la testa. Sono felicissimo, veramente: esco da questa prova con la condizione in crescita e quando la gamba gira anche moralmente si è molto più sereni». Una serenità che lo porta già ad analizzare i prossimi impegni, a partire dall’imminente Milano-Sanremo, appuntamento clou di questo inizio di stagione: «Le corse a tappe sono la mia vocazione, ma credo di poter essere competitivo anche nelle classiche di primavera. Se la Tirreno-Adriatico era uno degli obiettivi di inizio stagione, la Sanremo e le corse delle Ardenne saranno i prossimi. La condizione c’è, ovvio che bisognerà lavorare duro per mantenerla; per sabato, nella Classicissima, voglio rifinirla al meglio in questa settimana di allenamenti. Sono consapevole che per vincerla dovrò inventarmi qualcosa ma le sfide difficili mi gasano; già in passato ci ho provato sul Poggio, e anche quest’anno non mi tirerò indietro, ma per questo tipo di corse ci vuole anche molta fortuna. Per le classiche di aprile, invece, troverò un terreno più adatto alle mie caratteristiche ma anche una concorrenza super agguerrita. Dopo la Liege-Bastogne-Liege, infine, deciderò insieme al management della squadra se correre il Giro d’Italia. Il Tour è nei miei programmi, anche perchè quest’anno non ci sarà Contador e si potranno fare grandi cose. Ma di questo preferisco parlarne più avanti: ora voglio godermi questo successo e pensare a obiettivi più imminenti». (t.p.)

Classifiche, albo d’oro e scheda.
Ordine d’arrivo: 1) Fabian Cancellara (Svi) copre i 9,3 km in 10’36” (media 52,6 km/h); 2) Daniele Bennati a 12”; 3) Cameron Meyer (Aus) 16”; 4) Svein Tuft (Can) 16” 5) Manuele Boaro (Ita) 16”; 6) Hayden Roulston (Nzl) 17”; 7) Ian Stannard (Ing) 18”; otto) Peter Velits (Svk) 20”; 9) Vincenzo Nibali (Ita) 20”; 10) Marco Pinotti 21”.
Classifica generale: 1) Vincenzo Nibali (Liquigas) in 29h38’08”; 2) Chris Horner (Usa) a 14” 3) Roman Kreuziger (Cze) 26”; 4) Rinaldo Nocentini 53”; 5) Johnny Hoogerland (Ola) 1′; 6) Joaquin Rodriguez (Spa) 1’16”; 7) Michele Scarponi 1’16”; 11) Domenico Pozzovivo (Ita) 1’41”; 12) Danilo Di Luca 1’50”; 18) Stefano Garzelli 10’22”.
Albo d’oro: 2011 Cadel Evans; 2010 Stefano Garzelli; 2009 Michele Scarpoli; 2008 Fabian Cancellara; 2007 Andreas Kloden; 2006 Thomas Dekker; 2005 Oscar Freire; 2004 Paolo Bettini; 2003 Filippo Pozzato; 1999 Michele Bartoli; 1993 Maurizio Fondriest; 1989 e 1990 Tony Rominger; 1985 Joop Zoetemelk; 1982 e 1978 Giuseppe Saronni; 1080-1981 Francesco Moser; dal 1972 al 1977 Roger De Vlaeminck.
La scheda: Vincenzo Nibali è nato a Messina il 14 novembre 1984. Professionista dal 2005. Nel suo palmares, 24 successi fra tappe e classiche, 5 classifiche finali (2010: Vuelta, Tour de San Luis, Giro di Slovenia; 2008: Giro del Trentino). Al Giro d’Italia: 3. nel 2010, 2. nel 2011. Settimo posto al Tour del 2009. È la terza vittoria stagionale per Nibali, dopo la tappa sulle Green Mountains nel Tour of Oman e la frazione regina di questa Tirreno Adriatico, la Martinsicuro-Prati di Tivo.