MESSINA: Cocaina alle Eolie con il pesce surgelato. Arrestate venti persone, altre due sono ricercate. Quattro anni di indagini, cento militari in azione

5 aprile 2012 Cronaca di Messina

Pesce surgelato, droga… fresca. E a fiumi, per la gioia di tante narici. Perché soprattutto di coca si parla; e in grandi quantità da “sfamare” una consistente fetta di mercato vacanziero dell’Arcipelago eoliano. Alle isole, la “bianca signora”, sbarcava in mezzo alle confezioni di prodotto ittico, quello destinato ai ristoranti e non solo. Poi veniva smistata da Salina e da Vulcano, per essere spacciata a 150 euro a dose. Roba per turisti dal portafoglio pesante: clienti d’oro che nella stagione estiva ormeggiano lo yacht e si “godono” la vita; poi anche professionisti e tantissimi ragazzini pronti a prosciugare le tasche dei genitori che glielo consentono. Il parco consumatori è il più disparato, confermano i finanzieri che in quattro anni di indagine hanno visto di tutto. Nelle intercettazioni si faceva riferimento al commercio di gamberi, alias cocaina. Droga proveniente da Catania, ma anche da Milazzo; traffico in costante crescita, attenzionato dal 2008 e oggi smantellato dal Gico. Ieri all’alba sono scattate le manette per venti persone, ma se ne cercano altre due che si sono rese irreperibili. Ordinanze di custodia cautelare, eseguite dalle Fiamme gialle del Comando provinciale di Messina sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia e in particolare dei pm Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco, i quali ieri hanno preso parte alla conferenza, presieduta dal comandante provinciale della GdF Decio Paparoni e dal col. Ferdinando Falco del Nucleo di polizia tributaria. Contesto criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti e particolarmente articolato. Attività di indagine denominata “Ice pool”, sfociata nell’arresto in flagranza di otto persone, attraverso l’impiego di oltre un centinaio di militari tra Messina, Lipari, Salina, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Taormina e Catania, che hanno eseguito altri dodici arresti. A entrare in azione il Gico della Finanza di Messina, con la collaborazione di diversi reparti del Comando provinciale peloritano, del Gan (Gruppo aeronavale presieduto dal col. Joselito Minuto) e del Comando provinciale di Catania. «Le investigazioni scaturiscono – esordisce il col. Paparoni – dall’approfondimento di una segnalazione per operazioni sospette proveniente dal Nucleo speciale di polizia valutaria, dove venivano evidenziate anomalie finanziarie sul titolare di un’impresa commerciale». Da qui gli sviluppi che, passo passo, hanno portato a svelare il consistente traffico, prevalentemente di cocaina, in cui uno dei canali di approvvigionamento era rappresentato dal 44enne catanese Salvatore Recupero, dipendente del Comune di Catania, il quale servendosi di Antonio Filetti (29 anni), di un altro soggetto tuttora ricercato e del 50enne Salvatore Torre (quest’ultimo arrestato a Messina durante un trasporto di 66 grammi di cocaina il 26 marzo 2008 al casello autostradale di Tremestieri) riforniva a fini di spaccio un gruppo di personaggi attivi alle isole Eolie. Tra questi vi erano il 42enne Santino Taranto, titolare di una falegnameria di Salina e Fabio Giovanni Picciolo (39 anni) titolare nel 2008 di un noto ristorante di Vulcano. Santino Taranto, coadiuvato dal fratello Carlo (37 anni) si occupava dello spaccio attraverso Cristian Delosa (33 anni), Lorenzo Genovese (36 anni) e Federico Rando (26 anni), tutti operativi a Salina. La cocaina veniva procurata a Catania ma anche nel Milazzese, attraverso diversi canali; uno di questi era rappresentato dal 43enne Antonino Starvaggi che, approfittando della copertura offerta dalla “Iceberg Srl”, originariamente denominata “Gelo Sud Srl”, impresa di pesce surgelato attiva a Torregrotta, di cui era titolare di fatto, si avvaleva della collaborazione di Paolo Lisa (26 anni) per recapitare la droga sull’isola di Salina a Santino Taranto e Lorenzo Genovese, occultandola sul furgone dotato di cella frigorifera. Altri due distinti canali di approvvigionamento dello stupefacente erano rappresentati dal barcellonese 43enne Salvatore Cipriano (già arrestato in flagranza durante una consegna il 15 maggio 2008 a Milazzo con 18 grammi di cocaina) e da un marocchino di stanza sempre a Barcellona, attualmente irreperibile. Dopo l’arresto del Cipriano, il quale nei rapporti con Taranto si è avvalso in più occasioni della mediazione di Giuseppe Marchetta (63 anni), Taranto si è poi dovuto rifornire dal 45enne messinese Alessandro Cucinotta. Starvaggi, uno dei principali fornitori di Santino Taranto, procurava a sua volta lo stupefacente, utilizzando all’occorrenza corrieri come Paolo Lisa, da vari canali, tra cui uno nel territorio di Giardini Naxos, dove li attendeva il 39enne Carmelo Le Mura. Da questo filone, attraverso gli approfondimenti sui rapporti clientelari di Starvaggi, è derivata un’altra indagine concentrata su Messina, dove sono stati ricostruiti i traffici illeciti di un contesto criminale dedito allo spaccio di cocaina con base operativa all’interno di una sala biliardo di Zafferia, gestita da Francesco Isaja (64 anni), già condannato con sentenza definitiva per traffico di stupefacenti nell’inchiesta “Neve d’estate”, condotta, all’epoca, dalla Squadra mobile. Le attività di Isaja, nelle quali collaboravano suo nipote, il 27enne Francesco Zaccone e Nicola Formica (35 anni), portavano a più spacciatori tra cui il 36enne Giovanni Micalizzi. In questo contesto, venivano utilizzati anche minorenni come pusher o corrieri. Isaja, tra l’altro arrestato in flagranza il 21 febbraio del 2009 con 109 grammi di cocaina all’interno della sala biliardi, si riforniva dal boss di Mangialupi Antonino Trovato (55 anni) all’epoca libero. A tutti i destinatari delle misure cautelari viene contestato il delitto di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti; mentre a Salvatore Recupero, Salvatore Torre, Antonio Filetti, Antonino Starvaggi, Paolo Lisa, Santino e Carlo Taranto, Cristian Delosa, Lorenzo Genovese e a un altro attualmente ricercato, viene mossa anche l’accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Durante l’anno e mezzo di interventi mirati, finalizzati ad acquisire riscontri concreti sull’attività di spaccio di entrambi i filoni, sono stati sequestrati circa 400 grami di cocaina, altri 300 di hashish, sostanze da taglio, telefoni cellulari, denaro contante derivante dall’attività spaccio per oltre 40 mila euro e due autovetture. Ci sono infine 46 persone denunciate. Per portare a termine l’operazione “Ice pool” sono stati impiegati 40 veicoli operativi, tra cui una motovedetta e il pattugliatore “Cinus” del Gan. Tito Cavaleri – GDS