MESSINA: Operazione Ice Pool, si è costituito ricercato

7 aprile 2012 Cronaca di Messina

Forse si sentiva braccato. Oppure la coscienza gli ha suggerito di porre fine alla fuga. Fatto sta che Giovanni Di Stefano, 45 anni, catanese, si è costituito nel carcere etneo di piazza Lanza. Salgono così a 21 le persone arrestate nell’ambito dell’operazione antidroga “Ice pool”, condotta brillantemente dalla Procura peloritana e dalla Guardia di finanza. L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Maria Teresa Arena, è stata quindi notificata in “trasferta”. Il destinatario, Di Stefano, è accusato di far parte dell’organizzazione criminale dedita al traffico e allo spaccio di stupefacenti con centro nevralgico nelle Isole Eolie. Sodalizio smantellato grazie al lavoro certosino del personale diretto dal colonnello Ferdinando Falco, comandante provinciale Nucleo di polizia tributaria di Messina, e dei magistrati Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco. Le indagini, dal 2008 ai nostri giorni, hanno permesso di ricostruire nei dettagli le attività illecite. La roba, per lo più cocaina, sbarcava nell’arcipelago in mezzo alle confezioni di prodotto ittico proveniente da Milazzo e da Catania. Veniva poi smistata a Salina e Vulcano anche sfruttando minorenni. La ditta di pesce surgelato “Iceberg srl”, con sede a Torregrotta, originariamente denominata “Gelo Sud srl”, rappresentava uno dei canali privilegiati: la droga veniva occultata su furgoni dotati di cella frigorifera che viaggiavano alla volta delle Eolie. Altro punto di riferimento una sala biliardo di Zafferia. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 400 grammi di cocaina, 300 grammi di hascisc, sostanze da taglio e 40 mila euro. Martedì scorso, all’alba, oltre 100 militari hanno fatto scattare le manette ai polsi di 20 persone. Ora, all’appello, ne manca solo una: un marocchino, residente a Barcellona Pozzo di Gotto, tutt’ora ricercato. Mercoledì, invece, riprenderanno gli interrogatori del gip Arena. Nel suo ufficio, a Palazzo Piacentini, dovranno presentarsi i 9 indagati che si trovano agli arresti domiciliari. Riccardo D’Andrea – GDS