Caso Orlandi, Procura Roma ha deciso di aprire la tomba di «Renatino» De Pedis

24 aprile 2012 Mondo News

ROMA – Si avvicina il momento dell’apertura e dell’ispezione della tomba di Enrico, «Renatino», De Pedis, il boss della Banda della Magliana sepolto nella basilica di Sant’Apollinare. Entro la fine di maggio la salma dovrebbe essere traslata nel cimitero di Prima Porta. È quanto trapela dalla procura di Roma.

NUOVA STRATEGIA – Fino a qualche tempo fa l’orientamento degli investigatori che si occupano del caso di Emanuela Orlandi sembrava essere quello di non aprire la tomba, considerato che ai fini dell’indagine poteva essere sufficiente l’esito di un sopralluogo avvenuto dopo che nel 2005 un anonimo aveva indicato la presenza nella cripta della basilica della tomba di Renato De Pedis. Ora però la Procura della Repubblica dopo la nomina a procuratore dirigente di Giuseppe Pignatone, che ha assunto il coordinamento dell’indagine, sembra orientata ad adottare una differente strategia che prevede appunto l’apertura del sepolcro. Per il momento comunque non ci sono conferme circa il fatto che la Procura abbia preso contatti con ambienti vaticani per risolvere la questione.

«VERGOGNA DEL LUOGO SACRO» – «È la svolta che era necessaria e che stavamo aspettando da tempo». Così Walter Veltroni saluta l’annuncio dell’imminente spostamento della tomba di «Renatino» De Pedis, colui che, secondo la testimonianza dell’ex amante Sabrina Minardi, sarebbe il responsabile della morte di Emanuela Orlandi, la figlia di un dipendente del Vaticano scomparsa il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni. «Se, infatti, troveranno conferma – come tutto lascia credere – le decisioni di ispezionare la tomba di De Pedis e di spostarne la salma fuori dalla basilica di Sant’Apollinare – scrive Veltroni in una nota – avremo compiuto due passaggi importanti. È il segnale di una attenzione nuova, sollecitata da chi non ha mai rinunciato a cercare la verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, dall’impegno di trasmissioni televisive, dal recente dibattito in Parlamento e voluta con coraggio e coerenza dalla famiglia Orlandi. Questa svolta – aggiunge – permetterà anche di cancellare una vergogna come quella della sepoltura in un luogo sacro di uno dei capi della banda della Magliana, responsabile di crimini efferati e delitti: quello che io ho definito un vero scandalo prima di tutto davanti alle coscienze dei fedeli e di tutti i cittadini».