4 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

LA MESSINA CHE VUOLE OSCURARE IL SOLE…: Ex Bnl e Royal: progetti di due grattacieli. L'investimento nella demolizione-ricostruzione è del Gruppo Franza, la firma dell'architetto Pino Falzea

La via ai grattacieli anche a Messina, la città d’una certa dimensione più traumatizzata d’Italia da un tragico terremoto, anche nel suo sviluppo architettonico, era stata già aperta dalle nuove leggi sismiche del 2008. Criterio autorizzatorio prevalente diventa quello “prestazionale”: tradotto, se le qualità dei materiali impiegati è di alto livello nulla osta, salvo il buon senso o specifiche prescrizioni dei Comuni, all’espansione verticale, anche pronunciata. Ecco, dunque, la svolta: i progetti di due grattacieli, rispettivamente a 18 e a 14 piani, attraverso la demolizione-ricostruzione del palazzo ex Bnl di via Santa Cecilia e dell’Hotel Royal, che il Gruppo Franza, in particolare la società Neptunia, ha deposito all’ufficio Edilizia del Comune. Ci si muove nell’ambito del Piano Casa, con la previsione di una cubatura maggiorata, fino al 35 per cento, rispetto a quella attuale. Il primo progetto, quello riguardante l’ex sede della Banca Nazionale del Lavoro che verrebbe interamente demolita e ricostruita, è stato già, informalmente, sottoposto all’attenzione dell’ingegnere capo del Genio Civile, Sciacca, e del soprintendente Scuto. In particolare il primo dirigente regionale, non appena riceverà tutti gli elaborati, potrà fornire il parere di propria competenza, innanzitutto, sotto il profilo sismico. Ma anche il parere della Soprintendenza, sia sul singolo progetto che sulla prospettiva, sarà di indubbio interesse. Quanto al progetto di parziale demolizione dell’albergo Royal – breve anticipazione – l’albergo resterebbe negli attuali 5 piani più parcheggio: se ne aggiungerebbero altri 7 suddivisi, in una logica integrata, tra residenze più piccole e collegate all’albergo, ed altre ben più ampie. Ma torniamo al progetto in fase più avanzata, quello relativo al palazzo ex Bnl, che è stato redatto dall’architetto, e presidente dell’Ordine, Pino Falzea, assieme al gruppo transnazionale Ufo (Urban Future Organization con refente a Messina il gruppo dell’architetto Claudio Lucchesi) e naturalmente al Gruppo Franza. Falzea fa una riflessione orgogliosa: «Ci si libera anche così dal complesso del terremoto. La riqualificazione ambientale delle aree già edificate è la vera possibilità per un ridisegno qualitativo della nostra città. Non più consumo di suolo» Questo palazzo-torre di 18 elevazioni, per un’altezza di 60 metri, 65,70 con le torri eoliche, verrà così sviluppato. I primi tre piani interrati saranno destinati al parcheggio delle autovetture, il piano terra adibito alle attività commerciali, la prima elevazione ancora a parcheggio. Interamente ad uffici, quindi, saranno riservati i piani che andranno dal secondo al quarto. Particolare la destinazione del quinto piano: una sorta di moderno cortile condominiale trasferito nella dimensione dell’altezza: «un’ampia zona con un’area per i giochi dei bambini, fontane, verde e sedili, il tutto “con funzione di filtro”. Ma riprendiamo l’ascesa: dal sesto al diciassettesimo piano sono previste le residenze, circa 320 metri quadrati a piano per un totale di meno di 5.000. Sul terrazzo di copertura, infine, corrispondente alla diciottesima elevazione, oltre ad uno spazio condominiale attrezzato con piscina, saranno posizionate le due pale di un impianto micro-eolico. Quest’ultimo, unitamente ai pannelli fotovoltaici e alla geotermia, contribuirà all’autonomia energetica dell’edificio. L’idea concettuale della cosiddetta “First Tower Messina” si basa sulla logica del dinamismo. Questo grazie al corpo centrale che, sviluppandosi in altezza, – sottolinea Falzea – «ruota leggermente adattandosi alle pareti delle 4 facciate, che hanno ognuna una piegatura con diversa inclinazione». Altra nota: «All’esterno della parete continua in vetro, che prospetta sulla via Santa Cecilia, è posto un “brise soleil” in acciaio con 3 diverse inclinazioni che decrescono verso l’alto. I balconi continui sui tre prospetti – prosegue – hanno profondità e inclinazioni differenti e permettono, lungo i fronti sud-est e sud-ovest, di allocare pannelli fotovoltaici nelle parti inclinate verso l’alto. Lungo i prospetti di via Santa Cecilia, i balconi sono integrati nella struttura d’acciaio inclinata». ALESSANDRO TUMINO – GDS