29 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Il Teatro cala il sipario, in scena l'operetta della politica

Nessuna fuga in avanti, nessuna commedia dell’assurdo, questa volta. Il Cda del Teatro Vittorio Emanuele ha deliberato nel tardo pomeriggio di ieri la sospensione «di tutte le attività della stagione di musica e di prosa», escluse le repliche de “La Rondine”, «fino al prossimo 31 dicembre. A comunicarlo ufficialmente sul palcoscenico del “Vittorio”, prima dell’inizio de “La Rondine” (applausi del pubblico, contestazioni dell’orchestra), è stata ieri sera la vicepresidente Daniela Faranda (il presidente Ordile era impegnato altrove). Un comunicato che sgombera il campo da qualsivoglia equivoco. Eccolo: «Sono qui», ha esordito Daniela Faranda, «con i colleghi del Cda e con il sovrintendente, per chiarire in modo ufficiale quali sono le decisioni dell’Ente, prese all’unanimità, dopo i tagli al finanziamento regionale». «Purtroppo e con grande dolore», si afferma, «siamo stati costretti a deliberare la sospensione di tutte le attività fino al prossimo 31 dicembre. La relazione sul bilancio, come dovrà essere modificato in corso d’opera dopo la decurtazione del finanziamento regionale di oltre il 20% a fronte del 5% previsto, non lascia altra possibilità: anche il solo pagamento degli stipendi porterà a un disavanzo, circostanza», si sottolinea, «che non si è mai verificata nella nostra storia. Stipendi che sono tanto più importanti conoscendo la dedizione e la competenza con cui tutto il personale, amministrativo e tecnico, lavora ogni giorno». «Naturalmente», prosegue Daniela Faranda a nome dell’intero Cda, «saremmo felici di poter rivedere questa decisione nel caso che un assestamento del bilancio regionale assegni al Teatro di Messina un ulteriore finanziamento. Anche in questa prospettiva domani (oggi per chi legge, ndr) il Cda si recherà dal sindaco e dal presidente della Provincia che hanno già manifestato disponibilità piena ad affrontare questa battaglia. In questo senso auspichiamo l’appoggio di tutte le forze politiche». La nota si conclude con una manifestazione di «apprezzamento all’orchestra» ieri sera protagonista dell’esecuzione de “La Rondine” e «che sabato scorso ha ottenuto la solidarietà di tutta la città». Con una lettera trasmessa al governatore Lombardo e all’assessore regionale Tranchida, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Previti rivolge intanto «un accorato appello» agli uomini di governo regionale, «affinché ci si possa incontrare per trovare una soluzione condivisa da tutti, che non penalizzi il Teatro e che consenta di svolgere l’attività programmata. Siamo certi», scrive Previti rivolgendosi a Lombardo, del quale è collega di partito (Mpa), «che il suo impegno non sarà inferiore a quello profuso per lo Stabile di Catania». In questo contesto, o forse sarebbe meglio dire a latere, si registra un nuovo atto dello scontro fra l’assessore Tranchida e il sindaco Buzzanca. L’affondo lo porta l’esponente di Fli. «Rientra tra le prerogative del sindaco» chiedere di partecipare alle riunioni del Cda, «ma risulta davvero singolare che chi rappresenta il Comune di Messina, cioè l’ente che dal momento in cui è stato istituito il Teatro, nel 1995, non ha mai adempiuto a quanto previsto dalla legge regionale 4, cioè il cofinanziamento, adesso si voglia ergere a salvatore della patria». «Non si capisce», va avanti Tranchida, «per quale motivo il Comune che ha l’obbligo di cofinanziare il Teatro non lo abbia mai fatto. E soprattutto non si comprende perché nessuno gli abbia mai chiesto conto e ragione di questa inadempienza. Come non si capisce il motivo per il quale l’Ente Teatro non abbia mai chiesto i fondi ministeriali per lo spettacolo di cui usufruiscono altri teatri siciliani. Tutto questo mentre la Regione ha sempre erogato l’annuale contributo a beneficio sia del personale sia degli spettacoli. Quei soldi sono serviti persino a saldare il contenzioso generato da dipendenti adibiti a mansioni superiori». Tranchida poi fornisce altri particolari. «Nella legge istitutiva dell’Ente Teatro viene previsto che il Comune nomini tre membri del Cda più il presidente, la Provincia due componenti e la Regione uno. Dunque il Comune e la Provincia hanno, di fatto, il controllo del teatro mentre alla Regione è sempre spettata la verifica sui bilanci, ma non ha alcun tipo di controllo sull’indirizzo culturale e sulle scelte ordinarie di gestione». In merito poi alla situazione degli orchestrali, Tranchida precisa che, «in applicazione della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, il 20% del contributo regionale dovrà costituire fondo unicamente destinato alla remunerazione del personale orchestrale e di aver dato recenti disposizioni all’Ente Teatro di adeguare la previsione di bilancio ed ogni ulteriore atto consequenziale al dettato normativo». Immediata, e caustica, la replica di Buzzanca. «Tranchida, nell’affannosa e vana difesa di quel che è indifendibile, ovvero il Governo presieduto da Lombardo e sostenuto dall’on. Briguglio, manifesta una raggelante non conoscenza delle cose. Cosa grave per chi ha fatto parte del Cda del Teatro. Ed allora gli ricordo», puntualizza Buzzanca, «che il Comune durante i miei quattro anni di Amministrazione ha rispettivamente versato 40 mila euro l’anno ad eccezione del quarto che ha versato 25 mila euro. L’anno scorso, perdippiù, il Comune ha investito 300 mila euro per il rifacimento dell’impianto di climatizzazione del “Vittorio” e circa 70 mila quest’anno per la messa in sicurezza dell’impianto elettrico. Tranchida avrebbe fatto meglio a tacere».(fra.ce.)