MESSINA: Deficit di 240 mln. Croce: Un mese per mettere i conti a posto

13 novembre 2012 Cronaca di Messina

“Abbiamo 30 giorni per dare alla Corte dei conti una prospetto con le misure economiche per evitare il dissesto, complessivamente siamo in deficit di 240 milioni di euro. Faremo di tutto per evitare il default del Comune perche sarebbe una iattura per la città, ma sarà complicatissimo e ancora non sappiamo come ci riusciremo”. Lo ha detto il Comune di Messina il commissario straordinario di Palazzo Zanca, Luigi Croce. “Siamo stati alla Corte dei conti nei giorni scorsi sia per illustrare la situazione economica finanziaria dell’Ente che per riferire se esiste ancora la possibilità di garantire i servizi essenziali. – ha aggiunto – Stamani poi mi è stato notificata dalla Corte dei Conti una lettera dove mi invitano a predisporre entro trenta giorni le misure correttive”. “La situazione si è aggravata anche perché nel 2011 abbiamo sforato il patto di stabilità – ha aggiunto – e non è stato possibile predisporre un bilancio di previsione per il 2012 da questo significa che non possiamo prendere impegni per 2013”. “Abbiamo raccolto – ha proseguito Croce – i dati dai dei dirigenti dell’area economico finanziaria e abbiamo notato poi molteplici criticità. Tra queste l’incapacità a riscuote crediti e tributi, la continua anticipazione di tesoreria, l’impossibilità di un controllo sulle partecipate, l’enorme contenzioso esistente, l’incapacità di dismettere il patrimonio immobiliare, i fitti passivi, l’affidamento terzi di servizi che potrebbero essere svolti dalle partecipate o direttamente dal Comune”.” A Crocetta chiederò che la Regione adempia a quanto non è stato fatto in questi anni e ci aiuti come accaduto per Catania e Palermo”. “Dovremo fare dei sacrifici – prosegue Croce – ma vi assicuro che partiranno dai vertici di questa amministrazione e faremo di tutto per evitare il peggio ma è una corsa contro il tempo. Voglio solo sottolineare che non è un problema di Croce o del Comune ma di tutta la città e uniti dobbiamo lottare per non andare a fondo”. “Solo così sarà possibile salvare questa città da un dissesto – dice – che sarebbe un dramma sociale di proporzioni incalcolabili”. (ANSA)