Mobilitaria 2018, presentato il rapporto. La situazione a Messina

20 febbraio 2018 Cronaca di Messina

In occasione dell’anniversario del protocollo di Kyoto è stato presentato il rapporto MobilitAria 2018 che offre un quadro complessivo dell’andamento della qualità dell’aria e della mobilità urbana nelle principali 14 città italiane nel decennio 2006-2016. Lo studio, realizzato dal Kyoto Club (Gruppo Mobilità Sostenibile) e dal CNR-IIA (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto sull’Inquinamento Atmosferico), ha preso a riferimento l’area comunale delle 14 Città Metropolitana: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia.

Sono stati raccolti i dati delle 14 città sulla qualità dell’aria, sulla mobilità urbana incrociandoli con i principali provvedimenti ed azioni realizzate dalle amministrazioni comunali, gli strumenti adottati (PGTU, PUM, PUMS). Sono state elaborate le tendenze, indici, percentuali e grafici, per consentire una valutazione degli andamenti nel decennio, poter comparare i dati delle città (tendendo conto delle rilevanti differenze) e registrare le ultime novità del 2017.

Il Rapporto effettua anche una ricognizione dei principali provvedimenti nazionali 2006-2016 nel campo della mobilità su investimenti, regole e servizi; una valutazione sulle tendenze in atto su trasporti ed emissioni di C02 con gli obiettivi di riduzione fissati dagli accordi internazionali ed europei; una valutazione sui Piani di qualità dell’aria delle Regioni di nuova generazione: la sfida necessaria a livello europeo su emissioni dei veicoli e gas serra. Va ricordato che la Commissione Europea ha avviato da tempo una procedura di infrazione contro Il Governo Italiano relativamente ai superamenti di NO2 e PM10. Proprio in questi giorni il Commissario Europeo per l’Ambiente Karmenu Vella ha inviato un ultimatum al Governo Italiano intimandolo di prendere le adeguate misure per la riduzione dei due inquinanti altrimenti “la Commissione Europea procederà al passaggio successivo della procedura di infrazione con il deferimento alla Corte di Giustizia”.

Per questo il rapporto si chiude con gli obiettivi e le 12 proposte per agire in modo più deciso ed a scala metropolitana per la mobilità sostenibile.

Dal Rapporto emerge che sebbene negli anni 2006-2016 si riscontri un miglioramento diffuso della qualità dell’aria con una lieve riduzione della media delle concentrazioni annuali, le città sono ancora caratterizzate da livelli di concentrazione e superamenti superiori ai limiti fissati per l’NO2, il PM10 e il PM2,5: gli inquinanti che hanno una più stretta correlazione con le emissioni dei veicoli. In particolare il numero dei superamenti del PM10 del valore limite giornaliero la situazione appare più critica soprattutto per Milano, Torino, Venezia.

Nello specifico, per il Biossido di Azoto (NO2) tale decremento delle concentrazioni si verifica in quasi tutte le città analizzate. In particolare, si osserva una notevole percentuale di decremento delle concentrazioni medie dal 2006 al 2016 per le città di Bari, Bologna Catania e Reggio Calabria, per le quali si registrano delle riduzioni percentuali dal 36% al 46%. Prendendo in considerazione il 2016, per l’NO2 le città con le maggiori concentrazioni rilevate sono Milano (49 µg/m3), Torino (49 µg/m3), Roma (49 µg/m3), cui seguono Firenze (43 µg/m3), Napoli (43 µg/m3), Genova (41 µg/m3), Venezia (39 µg/m3), Messina (39 µg/m3).

Per quanto concerne il numero dei superamenti dei valori limite, si osserva che l’NO2 nei diversi anni presenta superamenti per le città di Roma, Torino, Firenze, Milano, Genova, Napoli e Catania. Per quanto riguarda i superamenti del limite orario, nello stesso 2016, la città con il più alto valore è Torino (28) a cui segue Roma (13).

Analizzando il PM10, si rileva come in generale, rispetto alla media annuale, tutte le città hanno presentato una netta riduzione delle concentrazioni nel corso degli anni (Torino, Milano, Venezia, Napoli, Genova e Roma) che consente a molte di queste di avere valori inferiori ai limite di legge stabiliti. Riguardo invece il numero dei superamenti del PM10 del valore limite giornaliero la situazione appare più critica soprattutto per Milano, Torino, Venezia, per le quali, nonostante si registri una netta riduzione dei valori nel corso degli anni, i valori sono molto superiori al limite (35 per anno). Altre città che riportano superamenti superiori al limite sono Roma, Napoli e Cagliari. Da notare che nel 2016 le città che hanno fatto registrare superamenti al limite di legge sono Messina (126), Torino (93), Milano (73), Venezia (63), Napoli (61), Cagliari (52), Palermo (47), Roma (41). In merito al PM2,5, occorre specificare che vi sono dei dati discontinui per la gran parte delle città; nonostante ciò, si evidenzia una riduzione delle concentrazione dell’inquinante, anche se alcune città presentano dei trend con valori maggiori al valore limite (Milano, Venezia e Torino). Tra le città, invece, che hanno ridotto maggiormente le concentrazioni nel periodo considerato vi sono Roma, Bologna, Cagliari, Napoli.

E’ possibile dunque osservare una generalizzata riduzione nel decennio delle concentrazioni degli inquinanti considerati, tuttavia, ancora molti sforzi saranno necessari affinché si arrivi ad una riduzione al di sotto dei valori limite imposti dalla normativa a tutela della salute.