OPERAZIONE ANTIMAFIA ‘BETA 2’: I 622 VOTI ALLE COMUNALI DEL 2013 DI SALVATORE LIPARI. “SE NON ERA PER NOI, CA FUNCIA CHE LI PRENDEVA….”

29 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

di EDG – Uno degli arrestati nell’Operazione antimafia ‘Beta 2’ (le indagini coordinate dal procuratore di Messina Maurizio de Lucia hanno fatto scattare un blitz questa notte, che ha portato in carcere otto persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, traffico di influenze illecite, estorsione e turbata libertà degli incanti, aggravati dall’avere agevolato il gruppo Romeo-Santapaola) è Salvatore Lipari (nella foto tratta dal profilo personale di Facebook) che nel 2013 si candida alle elezioni comunali con i Democratici Riformisti per la Sicilia, “ottenendo ben 622 voti di preferenza”. Francesco Romeo, in una intercettazione, si vantava con il figlio Vincenzo di aver fatto avere tanti voti al Lipari. “Più che interessante appare – scrive il gip Mastroeni – magistrale ed emblematico come il Lipari si sia presentato agli elettori come “Lipari Salvatore detto Romeo” e, non casualmente da una conversazione registrata a bordo dell’autovettura tra Francesco Romeo e il figlio Vincenzo del luglio del 2015, il primo riferendosi alle vicende elettorali di Lipari, affermava che costui aveva certamente goduto del fondamentale appoggio della famiglia mafiosa per la raccolta dei voti: “Se non era per noi altri i voti dove li prendeva nella funcia… i casette tutti me li hanno dati i voti… ora deve sistemare a quel ragazzo…”, dice Francesco Romeo. “…Il figlio di Don Vincenzo il nipote di D’Arrigo… dove è, è a 20 euro al giorno lo levavo da entro… che fuma ha la depressione…dove cazzo lo possiamo mandare…?”, “…ha le scuole… non è che è bestia hai capito… che è ottuso non lo possiamo ficcare da qualche parte?”. “Appare significativo probatoriamente  – conclude il gip – anche se necessariamente ridimensiona il loro ruolo nell’associazione, questo discorso tra Vincenzo Rome e il padre. All’esterno, e con riconoscimenti che si sono esaminati da parte delle associazioni mafiose più importanti, è Vincenzo Romeo il capo e la figura carismatica, ma poi i Lipari vorrebbero imitare potere e rapporti di Francesco Romeo, potere e ruolo che con evidenza riconosce anche il figlio Vincenzo”.