Il mistero si infittisce: terzo cadavere ritrovato in spiaggia

15 Gennaio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Le ricerche nello specchio d’acqua tirrenico del Messinese proseguono senza sosta. Le novità spuntano intanto dal mare della provincia palermitana nell’inchiesta sul ritrovamento di centinaia di chili di hashish tra le coste siciliane e la morte di presunti sub. Un altro cadavere, il terzo dopo Cefalù e Castel di Tusa, è stato recuperato a Termini Imerese. Il rinvenimento è stato fatto questa mattina in contrada Ginestra, a Termini Imerese – come riferisce palermotoday – le indagini sono condotte dai carabinieri. In attesa dell’intervento del medico legale non è stato possibile identificare né stabilire il sesso del sub.

Il ritrovamento dei cadaveri, vestiti da sub, potrebbero avere a che fare con i seicento panetti di hashish, in tutto 38 chili, recuperati sulla sabbia di contrada Santa Carrà a Capo d’Orlando e sequestrati dalla polizia e dall’Ufficio circondariale marittimo di Sant’Agata Militello. Le procure di Patti e Termini Imerese stanno collaborando nelle indagini sul ritrovamento dei due cadaveri (oggi diventati tre) e sull’hashish ritrovato in vari punti della costa tirrenica, sui loro possibili collegamenti e sull’ipotesi di un carico di droga affondato per il maltempo.

La procura di Patti, con il Pm Giorgia Orlando, ha assegnato le deleghe sia ai militari dell’Arma che alla Guardia costiera perché in mare potrebbero esserci delle prove fondamentali e ancora da recuperare: lsi cerca un peschereccio sommerso dalle acque alte. Dall’esame autoptico sul cadavere di Castel di Tusa, il medico legale non è riuscito a risalire all’età indicativa della vittima: dovranno essere fatti altri esami comparando le ossa. Mentre per quanto riguarda il periodo trascorso in mare: non sembra, come emerso dai primi controlli, che la morte risalga a due, tre mesi fa ma potrebbe essere più recente. Dall’autopsia è emerso che il cadavere è di sesso maschile ed il corpo presenta alcuni tatuaggi. In particolare un “tribale” sull’avambraccio sinistro, la sagoma di un pipistrello con alcune lettere illeggibili tra le scapole ed una lettera “M” sul braccio destro. Per quanto riguarda, invece, il corpo recuperato dalla Capitaneria di porto a Cefalù  era su una scogliera. La vittima, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, indossava una muta da sub. La salma non è stata ancora identificata ed è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Termini Imerese a disposizione della magistratura.

I carabinieri di Mistretta, guidati dal Capitano Francesco Marino, pensano che le analogie tra le due vittime e la droga ci siano, stanno indagando per unire i pezzi di più storie differenti tra loro ma capitoli, forse, di un unico racconto: quello del possibile naufragio di un peschereccio con a bordo centinaia di chili di droga e di due corrieri che hanno trovato la morte sfidando le acque agitate della Sicilia senza chiedere soccorso alla Guardia costiera. Perché dell’imponente carico di droga nessuno doveva sapere nulla. Congetture o siamo vicini alla realtà? Per trovare una risposta all’interrogativo non resta che attendere che le indagini facciano il loro corso.

 

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