QUELLA VIOLENZA VERBALE SUI SOCIAL CHE NASCONDE UN INARRESTABILE DEGRADO CULTURALE

28 Febbraio 2020 Cronaca di Messina

Di Edg – “MAZZEO FAI UN GRANDE AMORE PER LA CITTA’: AUTOELIMINATI. MAGARI SENZA SOFFRIRE, MA SPARISCI….”. Quello che pubblichiamo è il commento scritto questa mattina da un tale Pietro Celi (“funzionario direttivo del Comune di Messina”) sulla pagina Facebook del giornalista Antonio Mazzeo sotto un post in cui Mazzeo paragona la messa in quarantena (isolamento e  sorveglianza sanitaria per 14 giorni) dei 194 migranti sbarcati ieri a Messina e trasferiti nell’Hot spot di Bisconte, ad “un sequestro di persona xenofobo decretato dal sindaco di Messina Cateno De Luca a danno dei 194 migranti sbarcati con la Sea Watch”.

Un commento violento, spropositato, abbondantemente fuori dalle righe. E ancora più grave se scritto, come pare, da un funzionario pubblico. 

Il suo pensiero sui migranti non è un mistero per nessuno. Lo si trova esplicitato nella pagina personale di Facebook dove in uno dei suoi ultimi post giudica Carola Rakete una ‘stronzetta’ e commenta con questa foto l’arrivo della nave Sea Watch a Messina.

 

Un vero e proprio fan di Matteo Salvini, un nemico dichiarato della sinistra, quasi una ossessione la sua, ma soprattutto un disprezzo dichiarato verso i migranti che manifesta con foto e frasi di questo tenore: “Perchè l’allarme è solo cinese, quando dall’Africa arrivano meningite, Tbc, Ebola, morbillo etc”.

 

 

 

Insomma, un uomo di destra, con le sue idee discutibili, su cui obiettivamente non varrebbe la pena di perdere neanche un minuto se però non ci fosse un limite anche al disprezzo e all’insulto. Soprattutto quando ad essere attaccato è un giornalista, come nel caso di Mazzeo. Che piaccia o no non importa. Ciò che non è più tollerabile è la quantità di odio trasmesso anche solo attraverso un piccolo commento, il degrado culturale che bisogna subire ogni volta che ci si affaccia sui social. Sono le regole del gioco, si dirà. Ma anche le regole hanno un limite che non bisogna oltrepassare. Ed è quello di restare umani, sempre e comunque.

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