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Indagato per favoreggiamento degli autori della strage di Capaci: la replica di Gioacchino Genchi
Forse non ci crederete, ma quando gli operatori della DIA mi hanno notificato l'invito a comparire della Procura di Caltanissetta, con l'imputazione di "favoreggiamento degli autori della strage di Capaci", ho avuto la sensazione di trovarmi su "Scherzi a parte". Purtroppo non era così. Quelli erano dei veri poliziotti, come pure autentico era il provvedimento dei magistrati nisseni. E così ...
SI FACCIA CHIAREZZA - Messina: Sull’ecopass i conti non tornano, troppi i tir a “tariffa ridotta”
Bisogna rifarsi al piano tariffario e ai protocolli d’intesa siglati dal Comune e dalle società di traghettamento, che prevedevano il pagamento di 1 euro per le autovetture, di 3 euro per i mezzi pesanti e di 30 euro per quei mezzi pesanti che avrebbero utilizzato gli approdi del Porto storico e della Rada San Francesco, salvo «disposizioni contingenti da parte della polizia municipale», in pratica salvo deroghe dovute alla “impraticabilità” del ...
Messina, 'fuga' di immigrati. Fermati in otto. Aggrediti poliziotti
MESSINA - Centoundici immigrati di nazionalità eritrea, arrivati a Messina domenica scorsa, sono fuggiti dal Palanebiolo, un palazzetto dello sport in cui è stato allestito un centro per l'ospitalità degli extracomunitari. Lo conferma la prefettura. Gli immigrati sarebbero scappati nonostante abbiano eseguito le pratiche per richiedere la protezione internazionale. Otto di loro, quattro dei quali minori, sono stati fermati dalla polizia dopo essere stat...

FORMAZIONE: Sos degli enti al ministero, “Niente soldi: a giugno 4 mila licenziati”

Questa volta la questione della Formazione professionale siciliana finisce a Roma. E per la precisione al ministero del Lavoro, dove ieri è arrivata la lettera di “avvio dello stato di crisi del settore”, firmata da Cgil, Cisl e Uil e dalle associazioni degli enti Forma e Cenfop Sicilia, che da sole raccolgono sigle che danno lavoro a quattromila operatori, a rischio licenziamento dal prossimo giugno. Il motivo dell’apertura dello “stato di crisi per il settore” è semplice: “L’8 giugno finiscono i corsi di formazione finanziati con il vecchio Avviso 20 e non esiste alcun atto formale, di nessun tipo, che spieghi come si intende andare avanti in questo comparto: per noi quindi a giugno si spegne la luce”, dice Paolo Genco, presidente del Forma.

Il governatore Rosario Crocetta e l’assessore Nelli Scilabra da tempo annunciano il varo di una riforma del settore, e sono trapelate giĂ  diverse indiscrezioni, dall’utilizzo dei voucher formativi (assegni dati agli allievi da spendere per corsi di formazione) allo stop ai fondi dati direttamente agli enti. Ma al momento non c’è alcun atto formale. Non un decreto, non una delibera di giunta, men che meno un disegno di legge.

Da qui la decisione di ieri: “Le associazioni degli enti gestori della Formazione professionale Forma Sicilia e Cenfop Sicilia hanno dichiarato lo stato di crisi del settore – si legge in una nota – lo hanno fatto dopo un incontro i sindacati, prendendo atto del grave rischio riguardante i livelli occupazionali degli enti aderenti, in relazione alla mancata emanazione degli indirizzi di programmazione e al ritardo della promulgazione dei provvedimenti per la seconda annualitĂ  del Piano giovani, finanziato a valere del Pac”.

Per gli enti siciliani si tratta di scongiurare il “concreto rischio di un grave e generalizzato dissesto finanziario”: “Rischio giĂ  paventato a causa dei cronici ritardi e disservizi causati dalla gestione amministrativa del dipartimento Istruzione e Formazione professionale, inadeguato alla gestione anche delle normali procedure”.

Inoltre, Forma Sicilia e Cenfop Sicilia evidenziano
la mancata attivazione delle misure di salvaguardia dei livelli occupazionali “che a oggi hanno comportato la fuoriuscita dal bacino occupazionale di oltre duemila addetti”. Insomma, da ieri si è aperto un nuovo fronte di guerra tra gli enti e il governo regionale. di ANTONIO FRASCHILLA – http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/04/20/news/formazione_sos_degli_enti_al_ministero_niente_soldi_a_giugno_4_mila_licenziati-84081746/

MESSINA, LA DENUNCIA – LA NUOVA EMERGENZA RIFIUTI IN CITTA’: PER IL SINDACO ACCORINTI STRANE COINCIDENZE E UNA STRATEGIA, ‘MARTEDI’ ANDRO’ IN PROCURA’

“In merito all’emergenza rifiuti in cittĂ , il sindaco, Renato Accorinti, sottolinea che: “Arrivano le feste pasquali ed a Messina si profila l’ennesima emergenza rifiuti. Questa volta lecolpiscono al momento Camaro ed il complesso Mito, Larderia e Zafferia, oltre a zone centrali (le vie Garibaldi, Tommaso Cannizzaro e Pietro Castelli), generalmente non toccate, insieme ad altre zone; vi sono invece siti in cui la raccolta sembra procedere in maniera regolare. Se colleghiamo – prosegue il sindaco – la permanenza dei rifiuti in strada con la chiusura degli impianti di conferimento prevista per Pasquetta è facile prevedere che l’accumulo per martedì 22 potrĂ  essere anche importante e complesso a smaltirsi. Chiediamo, dunque, ai cittadini la massima collaborazione, per limitare al minimo il deposito di sacchetti nei cassonetti, al fine di ridurre la pressione e facilitare lo smaltimento dei rifiuti. Dopo Ferragosto e Natale, anche sotto Pasqua, la cittĂ  viene messa a dura prova. La coincidenza ciclica della carenza (o dei guasti) dei mezzi con i periodi festivi è un evento strano, al limite del sospetto, ma oramai quasi non piĂą sorprendente data la sua regolaritĂ . Al punto da meritare approfondite valutazioni, che sono giĂ  state chieste al Commissario liquidatore di MessinAmbiente, Alessio Ciacci, al fine di comprendere se vi siano strategici comportamenti miranti a ridurre l’erogazione di un servizio essenziale. Ove emergessero responsabilitĂ  di questo genere, non esiteremmo ad agire con rigore e fermezza, coinvolgendo anche le competenti autoritĂ . Con il Commissario Ciacci stiamo lavorando per eliminare ogni interruzione nel ciclo raccolta-trasferenza-trasporto dei rifiuti, nelle condizioni strutturali ancora imperfette della raccolta a Messina. Certamente, il rinnovamento che stiamo imponendo a Messinambiente può infastidire alcuni e può anche determinare resistenze, sia interne che esterne. Con serenitĂ  e con la consapevolezza di stare operando un lavoro impegnativo, ma essenziale per il risanamento della societĂ , – conclude Accorinti – noi andiamo avanti, senza deflettere, nella strada del rinnovamento e dell’efficienza per la costruzione di un servizio (finalmente) all’altezza di ciò che Messina merita”.

BARCELLONA: Omicidio Rottino, chiesto giudizio per Enrico Fumia

Un vecchio omicidio che rappresentò una pietra miliare negli equilibri della mafia barcellonese. E’ quello di Ninì Rottino ucciso sotto la sua abitazione di Mazzarrà S.Andrea la notte del 22 agosto 2006. Un delitto per il quale è stato già condannato all’ergastolo in Appello, Aldo Nicola Munafò. Ora, a distanza di otto anni da quella esecuzione, la DIA ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Fumia, accusato di aver partecipato a quella spedizione di morte insieme con Munafò. La richiesta è dei sostituti Giuseppe Verzera e Camillo Falvo che rappresenteranno l’accusa nell’udienza preliminare fissata per il 27 maggio prossimo davanti al gup Maria Teresa Arena.

Il nome di Fumia è venuto fuori per la prima volta durante le udienze del processo Vivaio, il procedimento sulla mafia dei rifiuti che ha portato alla sbarra boss e gregari di Cosa Nostra barcellonese e nel quale Munafò, il mese scorso, è stato condannato in secondo grado per l’omicidio di Rottino.

I pentiti Carmelo Bisognano e Santo Gullo hanno accusato Fumia di aver partecipato all’uccisione di Rottino. Un omicidio del quale aveva abbondantemente parlato il collaboratore di giustizia Salvatore Artino che però non aveva fato il nome di Fumia accusando il padre Ignazio ed il Munafò i quali avrebbero esploso diversi colpi di lupara all’indirizzo del vivaista di Mazzarrà.

La Corte d’assise trasmise gli atti alla DIA per procedere nei confronti di Fumia ma i sostituti Verzera e Falvo al termine delle indagini chiesero l’archiviazione. Richiesta respinta dal gip De Marco secondo il quale ci sarebbero stati invece gli elementi per l’imputazione. Le successive indagini hanno indotto i magistrati della DIA ad avanzare la richiesta di rinvio a giudizio.

Rottino, secondo i pentiti, fu ucciso per contrasti interni alla mafia barcellonese. In particolare avrebbe trattenuto per se i 120 mila euro provento di estorsioni con le quali aveva realizzato un vivaio. da GDS

MESSINA: TROVATO MORTO UNO STUDENTE UNIVERSITARIO ALL’INTERNO DEL SUO APPARTAMENTO. INDAGINI IN CORSO

Il corpo senza vita di uno studente universitario di Economia 23enne è stato scoperto stamattina in un appartamento di via Caldara Polidoro, nei pressi dell’istituto Domenico Savio. Sul cadavere non sono stati riscontrati segni di violenza né altre tracce e nell’appartamento era tutto in ordine. Il sostituto procuratore Antonella Fradà ha disposto l’autopsia che sarà eseguita domani all’obitorio del Policlinico. Il 23enne, originario di Marsala, viveva con alcuni colleghi che in questi giorni erano rientrati a casa per le festività pasquali. I genitori da ieri tentavano di telefonargli senza ricevere risposta. Stamattina hanno contattato il padrone di casa che è entrato nell’appartamento ed ha scoperto il cadavere disteso in bagno ed ha avvertito la Polizia. Indagini sono state avviate dalla Squadra Mobile anche se al momento la tesi più accreditata è quella del malore.

LE FOTO – MESSINA, LA PRIMA VOLTA DI UN SINDACO. ACCORINTI IN PROCESSIONE PER LE BARETTE. TANTISSIMI I FEDELI

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FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

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Tanti i messinesi che in via 24 Maggio hanno atteso di abbracciare “L’ultima cena”: la prima della undici Barette che ieri pomeriggio hanno riunito in preghiera la comunità messinese. A sorreggere le lunghe travi in legno padri e figli, osservati da nonni, a propria volta padri, che tra i colori e i profumi di quelle statue, alcune realizzate in legno, altre in cartapesta, sono stati “allevati”. Ne conoscono ogni singolo particolare e ciascuna è per loro simbolo di ricordi e spiritualità. Tanti, come sempre, gli immancabili volti che rappresentano la memoria di un evento ormai secolare: Giuseppe Ripinto e Mariano Spadaro, (quest’ultimo di 83 anni ma ancora portatore) inseparabili da “La deposizione”; Placido Lentini e Vincenzo Rigano posizionati a pochi passi dalla baretta “U Signuri muttu”. A loro fianco, però, anche un volto nuovo, quello di Renato Accorinti.

MazzarrĂ  S. Andrea (MESSINA): Tirreno Ambiente, perquisiti e indagati due ex a.d. e affiliato ‘ndrangheta

discarica

La Procura di Vercelli ha disposto un provvedimento di perquisizione nelle residenze di Giuseppe Antonioli e di Giuseppino Innocenti, amministratore ed ex amministratore di Tirreno Ambiente, societĂ  che gestisce la discarica di MazzarrĂ  Sant’Andrea (Me). Entrambi sono indagati per truffa aggravata in concorso. Perquisizioni sono state disposte anche nelle sedi legali della Tirreno Ambiente, della Osmon, della Car (Consulenza ambientale ricerche) e della Green Oil Energy srl. Nello stesso procedimento è indagato anche Bartolo Bruzzaniti, giĂ  condannato per spaccio di droga e appartenente alla cosca della ‘ndrangheta Bruzzaniti-Morabito-Palamara. Il reato riguarda una transazione tra la Tirreno Ambiente e la Osmon, per un importo di 2 milioni e 604 mila euro, a favore di quest’ultima. Tirreno Ambiente è una societĂ  mista con prevalenza di quote pubbliche, la Osmon è una societĂ  privata che controlla la Osmon Africa, con sede in Costa d’Avorio, che si occupa di produzione e commercio di olio di palma da usare come combustibile per la centrale di Borgo Vercelli, gestita dalla prima. La Osmon Africa avrebbe erogato compensi alla Green Oil Energy srl, nella quale risulterebbe legale rappresentante Bruzzaniti.

No Ponte
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Il treno del ferro


Voci nel fango