25 Gennaio 2021 Giudiziaria

L’ISTRUTTORE E LE CHAT EROTICHE CON L’ALLIEVA. LA PROCURA ADESSO LO ACCUSA ANCHE DI VIOLENZA SESSUALE

Di Edg – Il deposito di una richiesta di modifica suppletiva del capo di imputazione, la procura adesso contesta all’imputato anche l’art. 609 bis, cioè la violenza sessuale, ha fatto si che il gip Leanza rimandasse la sentenza prevista per oggi stesso nel processo con il rito abbreviato nei confronti di un istruttore di ginnastica arrestato nella scorsa primavera per i messaggi erotici scambiati con un’allieva minorenne.

“Ho evidenziato come – scrive in una nota l’avvocato Cacia che si è opposto alla richiesta – a prescindere dalla infondatezza nel merito della questione e come la stessa costituisca mera riproposizione di altre contestazioni, sia precluso al pm (oggi in aula c’era Alessandro Liprino) di muovere nuove contestazione e ciò in linea con quanto stabilito dalle Sezioni Unite con pronuncia del 13.2.2020 secondo cui è precluso al pm di effettuare nuove contestazioni quando, come nel caso si specie, il giudice ha emesso ordinanza di accoglimento del rito abbreviato. 

Il Gup Tiziana Leanza si è quindi riservata la decisione sul punto, che scioglierà alla prossima udienza del 2 febbraio.

LA SCABROSA VICENDA

L’istruttore di ginnastica messinese di 52 anni, arrestato nella scorsa primavera per i messaggi erotici scambiati con un’allieva minorenne, è ai domiciliari per atti sessuali con minorenne. L’uomo era accusato anche di adescamento e pornografia minorile. Rispetto alle contestazioni iniziali il pubblico ministero ha però fatto cadere il reato di adescamento e la Corte di Cassazione si è pronunciata anche sull’accusa relativa alla pornografia minorile.

La terza sezione della Corte di Cassazione aveva accolto, l’autunno scorso, il ricorso del difensore dell’imputato, annullando l’ordinanza emessa dal Tribunale della Libertà. L’impugnazione riguardava la sussistenza del quadro di gravità indiziaria per il reato di pornografia minorile.​ Secondo la contestazione iniziale, l’istruttore nella sua qualità, avrebbe indotto la minore a partecipare ad esibizioni e spettacoli pornografici, richiedendole l’invio di fotografie e video sessualmente espliciti. Circostanza sempre smentita dall’uomo.

“Avevamo offerto al Gip prima e al Tdl poi – osservava l’avvocato Cacia difensore dell’uomo – la prova dell’ insussistenza della condotta contestata, anche allegando copia dei video e delle foto inviate dalla ragazza. A misura della assoluta normalità delle imagini-video – scrive in una nota il difensore – oggettivamente prive di contenuto erotico o lascivo, si è prodotto una consulenza informatica da cui è emerso come la ragazzina avesse iniziato nel 2018 a pubblicare nei social media contenuti video e foto di analogo tenore a quelli inviati all’istruttore, ottenendo oltre 12000 like da una vasta platea di followers. A ciò si aggiunga – conclude il legale – che la ragazza anche dopo la esecuzione dell’ordinanza di custodia a carico dell’istruttore, ha continuato a pubblicare gli stessi video nelle varie piattaforme social”.