LA STORIA – L''EROE' LUCA ARLOTTA: Un gesto "fuori moda" gli è costato la vita. I superstiti ricoverati all'ospedale Barone Romeo in condizioni serie ma non sono in prognosi riservata

17 gennaio 2011 Cronaca di Messina

Sono stazionarie le condizioni di tre dei quattro pescatori dilettanti di San Piero Patti che sabato sono stati vittime di una tragedia del mare costata la vita al loro amico e concittadino Luca Arlotta 28 anni, che lascia la giovane moglie di ventisette anni e una figlia di pochi mesi. Tre di loro– Antonello Arlotta, 38 anni, Antonino Scaffidi, 27 anni, Giuseppe Santalucia, 45 anni – sono ricoverati nel reparto di Medicina dell’ospedale Barone Romeo di Patti mentre il quartoFrancesco Pagana, 34 anni, è in Rianimazione nello stesso nosocomio dopo che i sanitari hanno riscontrato sintomi di ipotermia e assideramento. I tre non sono in pericolo di vita. E intanto gli inquirenti hanno ricostruito la tragedia avvenuta nel tratto di mare tra Patti e Giosa Marea Erano le 16 circa quando i quattro ragazzi di San Piero Patti hanno chiamato dalla barca un amico dicendo di trovarsi in difficoltà ma che stavano rientrando. È stato quello l’ultimo contatto che hanno avuto con la terra ferma. Un’onda, infatti, ha fatto ribaltare subito dopo la loro barca. L’amico ha compreso subito che qualcosa non andava avvalorato dal fatto che i telefonini dei quattro giovani risultavano irraggiungibili. Solo uno squillava, ma era rimasto sulla vettura parcheggiata a San Giorgio di Gioiosa Marea. A questo punto è entrato in scena Luca Arlotta, che aveva accompagnato gli amici ma non era andato in barca con loro perchè non sapeva nuotare. Sceso in spiaggia, l’uomo ha sentito delle grida di aiuto provenienti dal mare. Erano le 18,30. Il ventottenne di San Piero Patti non ci ha pensato due volte. Si è fatto prestare un’imbarcazione che si trovava sulla spiaggia di San Giorgio di Gioiosa Marea, ed è partito alla ricerca dei suoi amici. Non ha voluto sentire ragioni. Nonostante le persone presenti in spiaggia avrebbero cercato di dissuaderlo perché nel motore non c’era benzina, Luca è voluto partire lo stesso.

La ricerca ha portato i suoi frutti. Infatti Luca Arlotta ha trovato i quattro in mare e li ha raggiunti remando in quanto il poco carburante presente nel motore era già finito. Ma mentre, stremato, li soccorreva, un’onda ha fatto ribaltare anche la sua imbarcazione. A riva intanto l’allarme era generale. Mentre la motovedetta della Capitaneria di Porto stava effettuando le ricerche in mare, anche un motoscafo, con tre volontari, partiva per dare manforte. Erano le 20,30 quando è arrivata la notizia che i cinque erano stati ritrovati vivi. La motovedetta della capitaneria di porto di Milazzo li stava riportando a riva al pontile di Marina di Patti. dove li attendevano due ambulanze. La prima trasportava all’ospedale “Barone Romeo” di Patti due persone, una delle quali era Luca Arlotta, già privo di vita. Sull’altra è stato fatto salire un altro dei pescatori, mentre altri tre venivano trasferiti al pronto soccorso del nosocomio pattese sulle autovetture della Capitaneria di Porto. Le prime notizie davano la certezza che tutti i cinque erano vivi. Ma poco dopo, dalla struttura sanitaria arrivava la notizia del decesso di Luca Arlotta. Si scoprirà in seguito che l’uomo era già morto quando è arrivato al nosocomio. Forse il decesso era già avvenuto in mare. Sulla sua morte ci sono alcuni dubbi che l’inchiesta della Procura di Patti dovrà sciogliere. Secondo una prima ipotesi Arlotta avrebbe sbattuto la testa contro l’imbarcazione nel momento in cui è stato travolto dall’onda che lo ha fatto ribaltare. Èd è probabile che sia morto per annegamento. Ma c’è anche un’altra ipotesi. Gli inquirenti pensano che a causare la morte possa essere stato uno shock termico. Infatti il giovane aveva raggiunto gli amici a remi, stanco e sudato. Una volta finito in mare lo sbalzo di temperatura avrebbe potuto causare un arresto cardiocircolatorio. Sarà il Sostituto Procuratore della Repubblica di Patti dott. Alessandro Lia, che ha in carico l’inchiesta, a decidere, questa mattina, se disporre l’esame autoptico sul corpo del ventottenne di San Piero Patti. Il magistrato valuterà la documentazione che gli uomini della Capitaneria di Porto di Milazzo depositeranno in Procura. Se la dinamica sarà perfettamente ricostruita attraverso le testimonianze dei superstiti, l’autopsia non sarà richiesta, in caso contrario si opterà per eseguire l’esame autoptico. Il gesto eroico del ventottenne non passerà inosservato. Il sindaco di San Piero Patti, Ornella Trovato, ha annunciato che per il giorno dei funerali sarà disposto il lutto cittadino e che sarà vagliata la possibilità di concedere una medaglia al merito. «L’azione compiuta da Luca Arlotta – ha detto il primo cittadino – deve essere da esempio per tutti. Avrebbe potuto attendere l’arrivo dei soccorsi, invece, come era nella sua indole, sempre disponibile e pronto a sacrificarsi per gli altri, ha scelto di andare incontro ai suoi amici per portarli in salvo». Gabriele Villa – Salvatore Pantano