La Procura indirizza la lente sull’Asm, due indagati

21 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria
Che all'Azienda servizi municipalizzati di Taormina si respirasse aria pesante lo si era capito alcuni mesi fa. Tutt'altro che rassicurante la presenza della polizia negli uffici, con gli agenti in cerca di carte, su delega degli inquirenti di Messina. Era il 29 gennaio scorso quando il sostituto procuratore Rosanna Casabona aveva aperto un fascicolo d'inchiesta sulla gestione di Asm. Poi, iscritti nel registro degli indagati Santo D'Agostino, cinquantenne di Castelmola, e Alfio Ferrara, quarantasettenne di Catania. Sotto inchiesta il primo per abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, «commessi a Taormina il 15 marzo 2018 e in data anteriore o prossima al 10 gennaio 2020»: il secondo per il reato previsto dall'art. 321 del Codice penale, che stabilisce le «pene per il corruttore», «commesso il 15 marzo 2018». Poiché nelle date del 2 e 10 novembre scadeva il termine di sei mesi dal giorno dell'iscrizione nel registro delle notizie di reato nei confronti dei due indagati, il pm, al fine di svolgere ulteriori accertamenti, ha chiesto e ottenuto dal giudice Valeria Curatolo una proroga di altri sei mesi.

Sotto la lente una serie di attività collegate soprattutto al ruolo rivestito da D'Agostino in seno alla società, in quanto responsabile del Servizio acquedotto, e a quello di Ferrara, rappresentante di WinTime spa. In quest'ultima circostanza, gli agenti delegati dalla Procura hanno scandagliato i provvedimenti riguardanti l'assegnazione e la fornitura del servizio di somministrazione di lavoro interinale. Su questi due fronti si erano infatti materializzate ombre che avevano spinto qualcuno a presentare denuncia all'Autorità giudiziaria. Da qui l'acquisizione di atti da parte del Commissariato di Taormina, negli uffici del parcheggio Lumbi, su presunte irregolarità relative alla gestione amministrativa e finanziaria dell'ente posto in liquidazione con delibera esitata dal consiglio comunale nel settembre 2011. Riflettori puntati, quindi, sull'ambito dell'acquedotto - di cui Asm si occupa degli interventi di manutenzione degli impianti per conto di Palazzo dei Giurati - e sulle modalità di reclutamento degli interinali di cui si è avvalsa l'Azienda, forte di un contratto di collaborazione proprio con l'agenzia per il lavoro WinTime spa. L'ufficio inquirente messinese, guidato dal procuratore Maurizio De Lucia, sta valutando se siano stati posti in essere affidamenti diretti, bypassando le procedure di gara. Condotte e possibili risvolti giudiziari sui quali si è espresso, tra gli altri, durante una seduta del consiglio comunale di Taormina, l'attuale liquidatore dell'Azienda servizi municipalizzati Antonio Fiumefreddo: «Ci sono cose che per riserbo delle Istituzioni vanno tenute in serbo sino a quando non se ne raccolgono i risultati. Alcuni segreti sono legittimi quando ci sono interventi dell'Autorità giudiziaria. C'è un detto: le rose in primavera, il raccolto in autunno. Ci sono molte spine, ci vuole pazienza. Queste spine si dovranno raccogliere pure, probabilmente si raccoglieranno dopo le rose, ma ci sono». Ma prima di raggiungere questa tappa necessari altri sei mesi. Dopodiché la Procura tirerà le somme.

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