Giudiziaria / 20 Marzo 2026
L'AVV. FABIO REPICI: PERCHE' DICO NO ALLA RIFORMA CHE STRAVOLGE LA COSTITUZIONE
Di Fabio Repici - Il 2 giugno 1946, insieme al voto che diede allo Stato italiano la forma repubblicana, i cittadini, che uscivano da una dittatura criminale ventennale e dai disastri della seconda guerra mondiale, elessero i componenti dell'Assemblea costituente, ai quali diedero il compito di discutere, redigere e approvare il patto fondativo, la Costituzione della Repubblica italiana, entrata in vigore l'1 gennaio 1948. Com'è noto, la Costituzione si compone di 139 articoli e di diciotto disposizioni transitorie e finali. Dell'Assemblea costituente furono membri esponenti politici e intellettuali del calibro di Lelio Basso, Piero Calamandrei, Benedetto Croce, Giuseppe Di Vittorio, Giuseppe Dossetti, Luigi Einaudi, Vittorio Foa, Nilde Iotti, Girolamo Li Causi, Emilio Lussu, Teresa Mattei, Lina Merlin, Aldo Moro, Costantino Mortati, Ferruccio Parri, Sandro Pertini, Umberto Terracini e Ignazio Silone, solo per citarne alcuni. Imperniata sulla separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) come fondamento della libertà e dell'uguaglianza dei cittadini, la parte della Costituzione relativa al potere giudiziario venne . . .