Giudiziaria / 15 Luglio 2026

Gli omicidi “punitivi” di Cosa nostra barcellonese negli anni 90: confermati in appello gli ergastoli per il boss Giuseppe Gullotti e il suo successore “Sem” Di Salvo, 30 anni a Isgrò

Un ergastolo e due condanne a 30 anni sono state confermate. Così come le due assoluzioni decise in primo grado. C'è però un'assoluzione “nuova” rispetto al contesto precedente. E' questa in estrema sintesi la sentenza della corte d’assise d’appello presieduta dal giudice Bruno Sagone per il processo sui 13 omicidi decisi da Cosa nostra barcellonese negli anni ’90. Tredici omicidi che hanno avuto una nuova lettura grazie alla dichiarazioni del pentito barcellonese Salvatore Micale, che ha indicato mandanti e autori. Sentenze di morte decretate molto spesso solo per punire alcuni ragazzi che avevano sbagliato secondo i canoni della famiglia mafiosa, o realizzando furti in case “protette” oppure spacciando al di fuori del “giro” tradizionale governato dal gruppo senza chiedere alcuna autorizzazione. In appello gli imputati erano sei: Giuseppe Gullotti “l’avvocaticchiu”, per molto tempo ritenuto al vertice del gruppo, Salvatore “Sem” Di Salvo,designato poi come suo successore, Stefano Genovese, il “cassiere” del gruppo mafioso Giuseppe Isgrò, Carmelo Mastroeni, originario di Merì, . . .