16 Febbraio 2008 Agenda & Consigli

Totò nel cinema di poesia di Emanuela Patriarca

L`opera di Pier Paolo Pasolini è stata analizzata in lungo e in largo. Ogni sua composizione poetica, ogni romanzo, ogni saggio, ogni opera cinematografica è un piccolo grande passo di un cammino coerente ed impegnato. Pasolini, che potremmo considerare senza alcuna esagerazione uno degli artisti italiani più completi del `900, ha anticipato di quarant`anni problematiche che affliggono oggi la nostra società . Ha tentato di metterci in guardia sul rischio di uno “sviluppo” da non considerare come sinonimo di “progresso”. Ha anticipato la crisi degli ideali che hanno animato i movimenti degli anni `60; ha profetizzato l`alienazione e l`appiattimento culturale a cui avrebbe portato la televisione. Ma ciò che rende più vivo l`interesse verso il pensiero pasoliniano è sicuramente la modalità  tramite la quale il grande artista esprimeva il suo disagio, il suo disprezzo. La poesia, non intesa solo come composizione in versi ma quasi nel senso tarkovskijano del termine, cioè come quel percorso di ricerca teso alla costruzione di una determinata verità  artistica, è l`arma pasoliniana per eccellenza. Emanuela Patriarca, autrice del libro in questione, seleziona una piccola parte del percorso poetico di Pier Paolo Pasolini e, nella fattispecie, tre opere cinematografiche che vedono il regista lavorare al fianco di Totò. Antonio De Curtis non fu mai apprezzato appieno da una buona fetta della critica italiana poiché spesso recitò` in film realizzati con una certa approssimazione. L`equivoco più grande fu però di giudicare l`attore napoletano da un solo punto di vista: con la sua verve, le sue facce e i suoi sberleffi, Totò era sicuramente in grado di poter far raggiungere ad un film mediocre quella qualità  che altrimenti non avrebbe avuto. Purtroppo però non fu mai presa in considerazione la possibilità  che Totò, spogliato della sua cattiveria e della sua strabordante comicità , potesse “gettare la maschera” e proiettarsi in una dimensione più drammatica. Poi venne Pasolini. Il rapporto tra il regista e Totò iniziò con Uccellacci e uccellini, una vera e propria svolta nell`opera cinematografica pasoliniana, e proseguì con i due episodi La terra vista dalla luna (in Le streghe) e Che cosa sono le nuvole? (in Capriccio all`italiana). L`autrice del libro descrive i percorsi individuali dei due artisti fino al loro primo film insieme. Dopo un rapido excursus sul pensiero pasoliniano e sulla genesi di Uccellacci e uccellini, Emanuela Patriarca individua i punti di incontro tra un regista ed un attore le cui vicende artistiche sono apparentemente così diverse. La poesia è il raccordo fondamentale, poiché non è possibile scindere l`approccio pasoliniano all`arte e la figura dell`attore-personaggio Totò. Molte, all`epoca, furono le critiche negative. Il sodalizio tra i due artisti è stato rivalutato in tempi recenti. Pasolini venne accusato di aver svuotato la figura di Totò, di averla inserita in un contesto non suo, in cui l`attore napoletano non avrebbe mai potuto dimostrare tutto il suo talento. In realtà  Pasolini ha compiuto un gesto fondamentale: come in Che cosa sono le nuvole? il regista ha mostrato come un personaggio a volte sia costretto a recitare una parte, cosa che spesso e volentieri succede anche nella vita reale, quando poi invece, una volta tolti i fili che legano le mani del burattinaio al burattino, vengono a galla la poesia e la dolcezza di un animo imprigionato nel corpo per troppo tempo. La critica tende a rivalutare opere spesso dimenticate o che in un determinato periodo non vennero considerate degne di interesse. Ma riteniamo sia troppo facile parlare a posteriori, quando il compito della critica dovrebbe essere quello di anticipare, profetizzare. Evidentemente è destino che questo debba essere esclusivamente compito di un poeta. Il pregio di questo libro, oltre ad una precisa analisi dei lavori dell`insolita coppia Totò-Pasolini, risiede nell`importanza di una profonda e necessaria reinterpretazione di un film e di due cortometraggi che non solo sono delle tappe fondamentali dell`opera dei due artisti, ma che sono due tasselli fondamentali che compongono il puzzle della migliore cinematografia italiana.

Matteo Botrugno