21 Febbraio 2008 Giudiziaria

Latte di caimano di Jack Folla

Ieri sera sono stato al cinema con quella bestia da terza elementare di mio fratello. Si aggirava per casa roteando i pugni con uno sparring partner invisibile e stilava la `lista della spesa` ad alta voce. La chiama proprio così, `lista della spesa`, rotea i pugni, gli viene il mascellone col digrigno incorporato, marcia dall`office allo studio, dallo sgabuzzino delle scope al bagno ed elenca al soffitto a voce altissima le palle astrali con cui una crucca pinocchia gli ha infettato il sistema. `Il sabato che mi dicesti stanotte la passo in ospedale con mia cugina ma lascio il cellulare a casa e invece ti hanno vista sgusciare come una biscia in casa del tuo ex…La mail in cui mi scrivesti faccio molta ginnastica, ho il profilo ormonale basso, uguale=no uomini, e invece ti facevi delle illustrissime trombate con quello col golfino verde vomito…` E via così, una litania, uno strazio, una sbobba di cento e più voci, giuro una sera l`ho cronometrato, un`ora e tre quarti di lista della spesa, con quella faccia da reclame del callifugo Ciccarelli -ricordate sui giornali degli Anni Settanta?- `Poveretto! Non sai come soffre! Non usa Callifugo Ciccarelli!`. Io sono mesi che gli assicuro che lui fa ancora la sua figurina e Roma pullula di creature callifughe, di antivirus, insomma di portatrici di latte sano ad alta qualità , tipo Granarolo, ma lui me le risputa con tutti i tacchi a spillo e le gonne a spacco, allora mi viene la svanvera, porca pupazza, se vuoi intossicarti col latte avariato poi non martoriarci i timpani però, macché, lui s`interrompe, ti sbircia e fa: `Presente l`omeopatia? Io mi curo con dosi parcellizzate di veleno.`E ricomincia: `La mattina in cui fingevi di dormire e io ti baciai il seno e tu neanche il solletico, così uscii e richiusi la porta e rimasi lì in corridoio sovrappensiero, passa un secondo o due e pissipissii la sento che armeggia alacremente col telefonino, ed eccotela là , toma-toma, a mugolare tiamomimanchi-tornoprestotesoro- sonosolaconchivuoichesia? E io a rimboccarmi l`ansia `è il figlio, sta parlando col bambino, rilassati`, col tubo che era l`infante, suo figlio fa Paoletto, mentre il birillone di turno, anche se sussurratissimo, di nome fa Orfeo, cazzo capisci Jack? Pure le corna col mito mi fa, con Orfeo, quello che agli inferi si incolla Euridice la morta stecchita, e Ade gli grida dietro: “Io te la rendo, ma con queste leggi: / che lei ti segua per la ceca via / ma che tu mai la sua faccia non veggi / finché tra i vivi pervenuta sia!`. Detto ciò si gira e riparte verso il salotto: `Settantadue: la volta che…` perché adesso le numera pure. Ha ricevuto anche una lettera dal condominio, un `cortese richiamo` ad abbassare la voce di notte. Lui nisba. Risultato?

Ormai tutto il quartiere conosce e discetta su questa telenovela di quarta, tanto che ieri la barista del Bar Kosmos, l`Elvira, ha tenuto a precisarmi che lei, pur avendo apprezzato i suoi libri, adesso se li sta rileggendo uno per uno ma con una `venatura critica`, come se sulle pagine di quei romanzi, a causa del suo farlocchismo, fossero di colpo comparse delle vene varicose, così mi ha fatto pena perché se pure l`Elvira, che fino all`altroieri gli allungava il Fernet gratis, gli diventa l`Aldo Grasso del bar all`angolo, mio fratello è davvero in Zona Cesarini. Così mi ha indotto una pensosa pena (ammetto di essermi preoccupato anche di me, perché se questo sventurato continua a mangiarsi tutti i nostri risparmi, presto sarò costretto a vendermi su e- bay anche l`amaca boliviana) e l`ho portato a vedere `Caos calmo` che mi sembrava consono al suo stato d`animo. Per convincerlo gli ho detto che lo davano al cinema sotto casa, perché quell` `ei fu` del mio hermano sarà  pure capace di farsi un`ora di tapis roulant fissando la Tv come un coniglio ipnotizzato da un fascio d`abbaglianti, ma se si tratta di uscire mi sbuffa e deraglia come una locomotiva dell`Ottocento finita per errore su una rete ad alta velocità .

Il film è bello e ci è piaciuto a entrambi. Moretti stempera e scioglie la sua arcinota supponenza in commozione pura e il suo caos calmo sulla panchina (in cui tutto converge come nella `Finestra sul cortile`) da resa che sembra inizialmente si rivela, a poco a poco, come un gesto di resistenza netto e pulito. Talmente convincente che mio fratello stamattina è andato ai giardinetti di Piazza Vittorio, con la scusa di dare uno sguardo alla statua che hanno messo su per Calipari, il galantuomo dei nostri servizi segreti che col suo corpo ha protetto quello scricciolo della Sgrena. Temo però che i vigili me lo riportino a casa per pranzo perché, con la scusa dell`omaggio a Calipari, si sarà  messo a gridare la `lista della spesa` infastidendo i pensionati e le badanti ucraine. Poco fa, ho letto sul giornale che Moretti ha dichiarato: se già  non l`avessi fatto, girerei `Il caimano`. È ancora attuale, dice. Non la penso allo stesso modo. Il Caimano è una giustificazione che non abbiamo più. L`abbiamo perduta, come mio fratello la ragione. Ma in questo caso ha ragione lui, e lo diceva pure Montanelli. Non resta che curarci con l`omeopatia. Con dosi da caimano di caimani.