17 Maggio 2012 Mondo News

Dell'Utri, la Cassazione respinge il ricorso: assoluzione confermata. Era accusato di aver istigato il pentito Cosimo Cirfeta a screditare altri collaboratori di giustizia

ROMA – È andato male l’estremo tentativo della Procura di Palermo di far condannare il senatore Marcello Dell’Utri – uomo fidatissimo in affari e in politica dell’ex premier Silvio Berlusconi – con l’accusa di aver istigato il pentito della Sacra Corona Unita, Cosimo Cirfeta, a screditare i pentiti di mafia che lo accusavano nel processo per concorso esterno. La Sesta sezione penale della Cassazione ha infatti «respinto» il ricorso del Pg di Palermo Antonino Gatto che insisteva per l’incriminazione. Dell’Utri era stato assolto sia in primo che in secondo grado con verdetto del 31 marzo 2011. «Amareggiato e non soddisfatto», per la decisione della Cassazione, ha detto di essere il senatore, confidandolo ai suoi più stretti collaboratori. «Non c’è soddisfazione nell’essere dichiarato innocente dopo 12 anni di lunga gogna giudiziaria protrattasi a causa delle impugnazioni del Pm e della Procura che avevano chiesto anche il mio arresto nel 1999». «Per fortuna il Parlamento disse no a quella richiesta e solo oggi è evidente – ha aggiunto Giuseppe Di Peri, che ha difeso Dell’Utri insieme a Pietro Federico – quanto sarebbe stata ingiusta la misura cautelare». E Federico, nella sua arringa, ha sostenuto: «Marcello Dell’Utri, se fosse stato vero il complotto per screditare i pentiti che lo accusavano, avrebbe dovuto fare da suggeritore silenzioso a Cirfeta mentre, invece, lo chiama a testimoniare nel processo per concorso esterno». Chiedendo il rigetto del ricorso presentato dal procuratore Gatto, contro l’assoluzione del senatore, l’avvocato Federico ha aggiunto che, comunque, «nessuna accusa di istigazione alla calunnia può essere sostenuta a carico di Dell’Utri, dal momento che Cirfeta ha parlato con il senatore del progetto di una “combine” futura, quindi di un reato nemmeno consumato, che alcuni pentiti di mafia stavano progettando ai suoi danni». In effetti, i due legali della difesa avevano sempre parlato di una «insufficienza di prove» in merito all’accusa di calunnia aggravata contestata al senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Ed è questo l’assunto su cui hanno puntato anche ieri nella loro arringa davanti alla Sesta sezione penale della Cassazione. È così, appunto, che i due penalisti hanno sollecitato l’inammissibilità del ricorso presentato dalla Procura generale di Palermo contro la sentenza con cui la Corte d’Appello del capoluogo siciliano aveva assolto Dell’Utri. «Il nostro assistito non ha mai conosciuto Cirfeta di persona, gli parlò per telefono – hanno rilevato – non c’è alcuna prova sull’accusa di calunnia e il ricorso del pg propone mere ipotesi investigative». Nella sua requisitoria, favorevole alla definitiva archiviazione della vicenda, il sostituto procuratore della Cassazione Oscar Cedrangolo, dal canto suo, aveva detto che «un giudice non deve mai presumere il dolo dell’imputato ed è quel che è avvenuto per Dell’Utri. Un fatto che mi spiego solo immaginando che questo elemento sia stato dato per scontato dal momento che c’era stata la condanna per concorso esterno». Ma il Pg non ha nascosto la sua «perplessità e sorpresa» per la mancanza di riferimenti – nel ricorso del Pg Gatto – alla consapevolezza, tutta da provare, che Dell’Utri avrebbe dovuto avere del piano calunnioso nato nell’estate del 1997. È la seconda volta nell’arco di poco tempo che la Suprema Corte bacchetta i reclami di Gatto: lo scorso nove marzo, nell’udienza che ha annullato con rinvio una parte della condanna del senatore per concorso esterno, la Quinta sezione penale aveva bocciato addirittura come «inammissibile» il reclamo del Pg di Palermo che voleva una condanna più pesante dei sette anni inflitti dalla Corte di Appello. Le motivazioni del definitivo proscioglimento del senatore, convalidato con la formula dell’insufficienza di prove contro la quale i difensori non hanno fatto ricorso, saranno rese note entro un mese. Moreno Sabbiati – GDS