18 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Presunte estorsione ai "Cantieri Palumbo Spa", chiesto processo per tre sindacalisti

Si accelera sui tre sindacalisti indagati dal sostituto procuratore Maria Pellegrino nell’ambito dell’inchiesta sulle intimidazioni alla “Società Cantieri Palumbo Spa” della zona falcata, e che ha visto una vasta attività di accertamento da parte della Procura su attentati e intimidazioni subiti negli ultimi mesi. Il magistrato ha chiesto infatti il rinvio a giudizio per tutti e tre. Si tratta di Vincenzo Cambria, 45 anni; Leonardo Miraglia, 41 anni; Giovanni Schepis, 52 anni. Sono tutti messinesi, il primo è rappresentante sindacale della Cisl mentre gli altri due sono membri della Rsu. Anche dopo la fase successiva alla chiusura delle indagini preliminari, quella cioé dedicata alle eventuali attività difensive degli indagati, il quadro delle accuse non è cambiato secondo il magistrato, che ha confermato le sue ipotesi di reato: estorsione continuata in concorso perché Cambria, d’accordo con Miraglia e Schepis, attraverso minacce e pressioni psicologiche, avrebbe costretto l’amministratore unico dei cantieri, l’imprenditore napoletano Antonio Palumbo, che risulta parte offesa nel procedimento insieme alla dirigente del personale dei cantieri, Alessandra Latino, a versare periodicamente somme di denaro. L’udienza preliminare su questa vicenda è stata già fissata, si terrà davanti al gup Massimiliano Micali il prossimo 8 giugno. I tre sindacalisti sono assistiti dagli avvocati Salvatore Silvestro, Giovambattista Freni e Filippo Rotella. Secondo quanto ha ricostruito la Procura l’ultimo episodio estorsivo in ordine di tempo, una “mazzetta” da 1.500 euro, si sarebbe verificato il 15 aprile del 2010. L’imprenditore napoletano Antonio Palumbo sarebbe stato costretto a pagare con regolarità somme di denaro per evitare il blocco dell’attività dei cantieri navali e quindi un grave danno all’impresa. Il sostituto Maria Pellegrino ha ricostruito anche attraverso quali comportamenti i tre avrebbero messo in atto tutta la loro manovra, per farsi pagare le cosiddette “tangenti anti-sciopero”. Miraglia e Schepis, come appartenenti alla Rsu all’interno dei cantieri Palumbo, di concerto con Cambria portavano avanti e sollevavano questioni lavorative e sindacali pretestuose, alimentando le proteste da parte dei lavoratori e ingiustificate astensioni dall’attività lavorativa, anche da parte di altri dipendenti. Cambria inoltre, sempre d’accordo con Miraglia e Schepis, come rappresentante sindacale della Cisl all’interno del gruppo cantieristico, avrebbe fornito rassicurazioni all’amministratore unico Antonio Palumbo, al direttore generale Raffaele Palumbo e alla responsabile dell’Ufficio personale Alessandra Latino. Avrebbe garantito che, solo grazie al suo intervento, le riunioni all’interno dell’azienda si sarebbero svolte serenamente, senza alcun atteggiamento ostruzionistico da parte dei due rappresentanti sindacali di base, vale a dire Miraglia e Schepis.(n.a.)