30 Maggio 2012 Mondo News

Scommesse, finisce in manette ex dirigente del Palermo calcio. Ingroia: il gioco clandestino è gestito dalla mafia

PALERMO – «Tutto il settore del gioco clandestino, compreso quello sul calcio, è da tempo gestito da Cosa nostra. Ci ha aiutato il rinvenimento di un libro mastro a casa di Giuseppe Provenzano, che era il braccio destro dell’architetto Giuseppe Liga. Da lì abbiamo ricostruito a tappeto la rete di chi gestiva le scommesse». Lo ha detto il procuratore aggiunto a Palermo Antonio Ingroia commentando l’operazione che ieri ha portato a undici arresti nel mondo delle scommesse clandestine. «Tra i fermati c’è anche Giovanni Pecoraro, già arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, accusa poi archiviata – ha detto – In questo caso si parla di intestazione fittizia di beni, faceva da prestanome. Qui procediamo per un fatto specifico». Non c’è un collegamento con l’inchiesta di Cremona ma, ha spiegato Ingroia, «non c’è dubbio che se Cosa nostra si impegna nel mondo delle scommesse cerca anche di controllare i risultati delle partite». Oltre a Giovanni Pecoraro, 51 anni, che è stato responsabile del settore giovanile del Palermo calcio e procuratore sportivo. sono stati arrestati Guido Spina, 47 anni, Stefano Biondo, 50 anni, Giampiero Specchiarello, 37 anni, Giuseppe Provenzano, 49 anni, Antonino Provenzano (fratello di Giuseppe) 55 anni, Domenico Alagna, 51 anni, Salvatore D’Anna, 49 anni, Vito Nicolosi, 49 anni, Nicolò Ferrara 59 anni. Pecoraro è stato arrestato per trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di capitali illeciti, con l’aggravante di aver favorito Cosa nostra. Pecoraro avrebbe fatto da prestanome a un trafficante di droga aiutandolo a reinvestire il denaro sporco che sarebbe finito anche in un’azienda edile del cognato di Pecoraro, Giampiero Specchiarello. L’azienda è stata sequestrata. Pecoraro, nel settembre 2008, era già stato arrestato e accusato di concorso esterno in associazione mafiosa ed estorsione aggravata. L’inchiesta si è conclusa nel marzo 2010 con l’archiviazione per Pecoraro.
L’inchiesta è partita dal libro mastro delle scommesse trovato a casa di Giuseppe Provenzano, braccio destro del boss di Tommaso Natale Giuseppe Liga. Sono due le ordinanze emesse dalla Procura (le indagini sono state coordinate dall’aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Lia Sava, Gaetano Paci, Francesco Del Bene, Annamaria Picozzi e Dario Scaletta): una per gioco clandestino aggravato dall’aver favorito la mafia a carico di otto persone e l’altra per intestazione fittizia a carico di tre persone, una delle quali destinataria anche del primo provvedimento. In casa di Giuseppe Provenzano, al momento dell’arresto a novembre 2009, è stato trovato un file excel con la contabilità degli affari mafiosi compreso il gioco clandestino.