30 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

TRIBUNALE DI MESSINA: I pm Pellegrino e Falvo designati alla Dda

I sostituti della Procura Maria Pellegrino e Camillo Falvo entreranno a far parte del pool della Direzione distrettuale antimafia. Il decreto di nomina dei due magistrati è stato firmato nei giorni scorsi dal procuratore capo Guido Lo Forte e sarà operativo dal 1. giugno. Maria Pellegrino, messinese, è in magistratura dal 1997, nello stesso anno è stata destinata all’allora Pretura circondariale di Messina e ha continuato a esercitare la funzione di sostituto dopo l’unificazione degli uffici. Ha svolto anche funzioni di pm supplente al Tribunale Minori, a Patti e Barcellona. In questi anni s’è occupata di procedimenti delicati, specie in materia di abusi su minori, violenze sessuali, colpe mediche e infortuni sul lavoro. Da qualche anno tratta anche reati contro la pubblica amministrazione, in materia urbanistica e ambientale, nonché reati in materia fallimentare e societaria, di riciclaggio. Dal 2002 è stata designata in co-assegnazione con altri colleghi della Dda per numerosi procedimenti su clan mafiosi. Camillo Falvo, calabrese, è a Messina dal 2010. Uditore giudiziario dal febbraio 1997, è stato ufficiale della Guardia di Finanza e funzionario di Polizia. Ha svolto all’inizio le funzioni requirenti per 4 anni alla Procura di Rovigo, con applicazione extradistrettuale alla Procura di Vibo Valentia. Nell’ottobre del 2002 è stato trasferito al Tribunale di Catanzaro dove ha svolto funzioni sia di giudice civile che penale. Nel 2006, dopo circa due anni di processo e numerosissime udienze, è stato relatore ed estensore della complessa e voluminosa sentenza sul disastro del camping “Le Giare”, per l’inondazione a causa della quale persero la vita 13 persone. Ha maturato una vasta esperienza decennale come giudice in processi di criminalità organizzata, esercitando tutte le funzioni giudicanti, ha presieduto per oltre due anni il collegio che a Catanzaro si occupava anche di maxi-processi in materia di mafia, tra cui quelli denominati “Mithos” e “Revenge”. Ha definito anche numerosi processi nei confronti di rappresentanti politici e pubblici amministratori, è stato più volte applicato in Corte d’assise e al Tribunale per i minorenni, oltre che al TdL di Catanzaro.(n.a.)