18 Marzo 2017 Commenti e appelli

LA RIFLESSIONE DI CLELIA MARANO: I NOSTRI MERAVIGLIOSI RAGAZZI FOSFORESCENTI

Da ormai molti anni, o meglio dallo scoppio delle “primavere arabe”, assistiamo inermi all’arrivo di questi ragazzi con ferite talmente profonde quasi impossibili da guarire. Li vediamo camminare per strada in gruppo, con i loro cappellini, le loro scarpe a buon mercato fosforescenti e le catene che farebbero invidia al più pericoloso gangster rapper della west coast. Come noi negli anni che furono, crescono con i miti americani moderni.
Nessun sogno una volta sbarcati, nessun futuro da conquistare, nessun mito di successo e gloria li aspetteranno all’interno del perimetro italico. Già al momento dello sbarco, dopo aver attraversato il deserto e aver assaporato la “nuova democrazia” libica, capiranno che non sono nient’altro che numeri che alimenteranno le tasche degli imprenditori del “business umanitario”. Al di là di quello che si dice sulla eccessiva spesa dello Stato inerente alla questione dell’immigrazione, i dati dei centri di accoglienza del 2016 ci consegnano una dimensione del fenomeno alquanto ridimensionato dai numeri. Infatti il numero di stranieri regolari è pari a 5 mln contro i 175.000 profughi presenti nelle strutture. Tra l’altro sono gli stessi stranieri regolari che pagano l’accoglienza attraverso i contributi versati. Il saldo tra il gettito fiscale e contributivo versato dagli immigrati in Italia e spesa pubblica destinata all’immigrazione risulta ampiamente positivo, quest’ultimo tra entrate e uscite produce un disavanzo di circa + 1,8 miliardi di euro (dossier statistico sull’immigrazione, IDOS). Soldi di migranti che alimentano l’indotto della falsa accoglienza.
Un sistema di accoglienza che non funziona, che non favorisce l’integrazione, e che di umanitario non ha nulla. I migranti una volta all’interno del sistema vivono in un limbo, sospesi tra il riconoscimento di vedersi cittadini discriminati in patria e migranti economici, quindi rispedibili tra la miseria prodotta dall’occidente.
Ancora più drammatica la situazione dei minori stranieri non accompagnati. Oltre per la tragicità che affrontano nel loro tragitto migratorio (solo nel 2016 ne sono morti 600 nelle acque del Mediterraneo) anche per le conseguenze dolorose che affrontano all’interno del sistema. Una volta giunti in Libia, tra mille peripezie e dopo aver sborsato una ingente somma di denaro (dai 1000 ai 3000 euro), molto spesso vengono rapiti e alle famiglie vengono chiesti i riscatti. Dai vari racconti che ho potuto ascoltare, quasi la totalità di loro in Libia sono state vittime di torture, abusi, e violenze. Molti di questi hanno visto morire i loro compagni portando con sé i traumi della morte.
Una volta sbarcati, le procedure per i minori stranieri non accompagnati sono differenti rispetto a quelle per i loro fratelli adulti. Dopo il riconoscimento, avrebbero diritto di essere collocati in Centri di Prima Accoglienza (CPA) per minori, successivamente dovrebbero essere trasferiti all’interno degli SPRAR (Servizio per Richiedenti Asilo e Rifugiati) o all’interno delle Comunità per Minori in quanto categorie vulnerabili. Purtroppo non sempre i minori riescono a trovare collocazione all’interno dei CPA adatti, poiché quest’ultimi, riempiti oltre le proprie possibilità, risultano essere già abbondantemente stipati. Pertanto i minori vengono letteralmente accatastati anche all’interno di strutture per adulti.
Un passo avanti si farà con l’approvazione della legge di riforma del sistema di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati. In un regime di caos e confusione, la legge cercherà di mettere un po’ di ordine. Lo spirito della legge sarà quello di rafforzare il superiore interesse del minore. Tra le iniziative più rilevanti: la legge prevedrà un sistema organico di accoglienza in Italia con strutture che si occuperanno dell’identificazione entro e non oltre 30 giorni, successivamente i minori verranno trasferiti in uno SPRAR; verrà attivata una Banca Dati al livello nazionale che gestirà l’invio dei minori nelle strutture di accoglienza; i minori, anche quelli in assenza di nomina del tutore, potranno essere iscritti al sistema sanitario nazionale e richiedere il permesso di soggiorno; al fine di perseguire il superiore interesse del minore, la legge promuoverà percorsi di integrazione e l’affido familiare. Inoltre, entro tre mesi dalla data di entrate in vigore della legge, ogni Tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di tutori volontari.
Finalmente con questo dispositivo giuridico cambia l’approccio gestionale, infatti i minori, ancora prima di essere considerati migranti o profughi, saranno considerati bambini, pertanto estremamente vulnerabili e più bisognosi di cure. In questo senso la legge rappresenta un primato che andrà esportato in tutta Europa. Un atto concreto che servirà molto di più della misericordia alla quale li abbiamo abituati in questi anni.
I Minori migranti non li possiamo ignorare, perché ci sono, esistono! Attraversano le nostre strade e frequentano i nostri figli. È compito di tutta la società civile, ma ancor di più delle istituzioni preposte, garantire una crescita positiva a questi nostri ragazzi, che un giorno saranno gli uomini e le donne che abiteranno insieme a noi questo nostro paese.

NELLA FOTOGALLERY CLELIA MARANO ‘A LAVORO’ DURANTE GLI SBARCHI AL PORTO DI MESSINA. Foto di Serena Capparelli e Giovanni Isolino