TAORMINA, L’OPERAZIONE GOOD EASTER: “Determinante il coraggio e la collaborazione degli imprenditori”

26 Luglio 2017 Cronaca di Messina

Ci tengono a sottolinearlo carabinieri e i magistrati (il G.i.p. Eugenio Fiorentino del Tribunale di Messina, il Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, Dottor Sebastiano Ardita, e il sostituto Procuratore della Repubblica, Dottor Francesco Massara) nel comunicato diffuso alla stampa. Questa inchiesta non avrebbe avuto i risultati sperati senza 'il coraggio, la determinazione e la collaborazione' dell'imprenditore vessato. Una boccata di libertà, fiducia e speranza che gli investigatori hanno voluto condividere.

"Le risultanze investigative condotte dai militari trovavano riscontro e risultavano concordanti con la Procura della Repubblica di Messina che analizzate le fattispecie di reato si riteneva la sussistenza di esigenze cautelari gravi ed attuali nei confronti di entrambe gli indagati e specificatamente un concreto e grave pericolo di reiterazione della medesima attività criminosa quale si ricava agevolmente dalle peculiari connotazioni oggettive della condotta delittuosa descritta. Determinante anche questa volta è risultato essere il coraggio, la determinazione e la collaborazione dimostrata dall’imprenditore che in piena sinergia con la Magistratura di Messina e con l’Arma dei Carabinieri ha permesso di assicurare alla giustizia 2 pericolosi malviventi.
La loro opera ha permesso agli inquirenti, in tempi brevissimi, di respingere il fenomeno criminale che cercava di trovare spazio nella fascia costiera dell’Ionio e nei vicini comuni limitrofi. Si auspica che altri imprenditori possano con celerità rivolgersi alla magistratura inquirente e all’Arma dei Carabinieri in modo da poter mettere fine al fenomeno, purtroppo ancora presente, delle estorsioni sul territorio. Gli stessi imprenditori denunciando hanno permesso il brillante risultato, frutto di un certosino lavoro di squadra, e che ha saputo, ridare la libertà a loro stessi che da tempo si vedevano costretti a pagare con i loro sacrifici “il pizzo” al sol fine di non avere minacce e ritorsioni ulteriori."

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