Messina: interrogazione Gioveni su Arena Cicciò e parcheggio Palacultura

2 Gennaio 2019 Politica

Accende nuovamente i riflettori sull’Arena Cicciò e sul parcheggio del Palacultura il consigliere comunale Libero Gioveni (PD) che ha presentato a riguardo una interrogazione. «Il nostro prezioso Palacultura, costantemente utilizzato per eventi di varia natura, dispone anche di due strutture da troppo tempo abbandonate al loro destino ma che potrebbero rappresentare il classico “valore aggiunto” – si legge – la famosa Arena ubicata nella terrazza panoramica intitolata a “Domenico Cicciò”(indimenticato scrittore, giornalista e critico letterario), considerata certamente uno dei luoghi più suggestivi della città per mettere in scena delle rappresentazioni culturali, sociali e ludiche per la cittadinanza, e il parcheggio sotterraneo mai utilizzato da quando è in vita lo stesso “Palantonello”».

La passata Amministrazione aveva già dato il via a un iter tecnico-amministrativo per riportare all’attenzione del Dipartimento stabili comunali le condizioni dell’Arena Cicciò per la quale è necessaria l’agibilità per pubblici spettacoli e una riqualificazione integrale dell’intera arena. «Ritengo senza mezzi termini – prosegue Libero Gioveni – che non si possa non insistere sul recupero e la valorizzazione di questa preziosa struttura che sembra essere stata costruita sul “tetto del mondo” per il meraviglioso scenario che offre sullo Stretto e perché si trova proprio nello stabile che era stato realizzato per delle finalità culturali».

Per quanto riguarda il parcheggio sotterraneo del Palacultura, inutilizzato dalla costruzione della struttura, la sua estensione prevede due lotti di trenta e quindici stalli per un totale di 45 parcheggi che spesso ospitano alcune auto della Polizia Municipale. «Inutile elencare qui le proposte di utilizzo del parcheggio che, oltre a poter e dover essere impiegato per le finalità per le quali si suppone fosse nato (ospitare le auto dei visitatori del palazzo e dei partecipanti agli eventi), potrebbe essere anche utilizzato certamente per altre finalità “esterne” (certamente utili anche a far incassare risorse all’Ente) – commenta Gioveni».