Messina: Il “sacco” edilizio del torrente Trapani a Messina, tre condanne in appello

Si chiude con tre condanne, un’assoluzione e parecchie dichiarazioni di prescrizione il processo d’appello sul “sacco edilizio” del Torrente Trapani, la nota vicenda legata alla realizzazione del complesso “La Residenza”, in cui erano contestati una serie di reati urbanistici e anche il falso ideologico, l’abuso d’ufficio e l’omissione di atti d’ufficio.

Un procedimento in cui si prospettava la prescrizione di tutti i reati anche su richiesta dell’accusa e poi s’era tutto ribaltato. La Procura generale infatti, che aveva prima chiesto ai giudici di secondo grado di dichiarare la prescrizione dei reati e un’assoluzione nel merito, poi era tornata sui suoi passi chiedendo la conferma integrale delle condanne inflitte in primo grado.

Erano coinvolti in cinque (le qualifiche sono riferite all’epoca dei fatti): l’ingegnere Francesco Rando, dirigente del dipartimento Attività edilizie e repressione abusivismo del Comune; il costruttore Giuseppe Pettina, rappresentante legale della Pett srl; Silvana Nastasi, rappresentante legale in periodi diversi della Se.Gi. srl; Franco Lo Presti, rappresentante legale dal febbraio 2011 della Residenza Immobiliare delle imprese Coc e Costa srl; Nicola Biagio Grasso, rappresentante legale della Carmel srl (subentrata alla Se.Gi. Srl).

La sentenza. L’unica conferma integrale della condanna di primo grado l’ha registrata l’ingegnere Rando (un anno e tre mesi). Pettina, Nastasi e Grasso hanno usufruito per quattro capi d’imputazione della dichiarazione di prescrizione: per Grasso significa in concreto “l’uscita” dal processo, per Pettina e Nastasi una condanna a sei mesi per l’unico capo d’imputazione rimasto in piedi. Lo Presti è stato invece assolto da tutte le accuse “per non aver commesso il fatto”.

Nonostante la prescrizione - hanno deciso i giudici d’appello -, restano i piedi a carico di tutti gli imputati (fatta eccezione per Lo Presti, che è stato assolto), tutte le statuizioni civili decise in primo grado, ovvero i risarcimenti al WWF e alle numerosi parti civili private. Ribadita quindi anche la confisca della struttura che passerà al patrimonio dello stato. Sono da risarcire secondo i giudici come privati: Società cooperativa Costruzioni Convenzionate soc. coop. Fiordilino Ruggero e Maugeri Giovanni; Colosi Angelo e Tusa Sebastiano; Bigandi Domenico, Galtieri Daniela, Zampaglione Domenico, Bordenca Giuliana, Campolo Vittorio, Cosenza Caterina, Falco D'Urso Vincenza.

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