#VIDEO E FOTO – PRIDE DELLO STRETTO, UN FIUME ARCOBALENO PER DIRE NO A QUALUNQUE DISCRIMINAZIONE

9 Giugno 2019 Cronaca di Messina

Posted by stampalibera.it on Saturday, June 8, 2019

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FOTO ENRICO DI GIACOMO

Oltre 3000 le persone che hanno partecipato al primo “Pride” della città di Messina. Tanti giovani, ma anche famiglie e anziani hanno animato la parata che partita da piazza Antonello ha percorso tutto il corso Cavour, la via Tommaso Cannizzaro e la via Garibaldi, fino a giungere a piazza Unione europea.

Balli, striscioni, abiti coloratissimi e luccicanti hanno contraddistinto il fiume arcobaleno che ha invaso il centro cittadino. Moltissime le persone giunte dalla vicina Calabria, dalla provincia e anche da altre città dell’Isola.
Presenti anche delegazioni di studenti, sindacati e movimenti. Molto soddisfatti gli organizzatori del primo “Stretto Pride” che da mesi lavoravano alla buona riuscita dell’evento che si è svolto senza incidenti e disordini.

A rendere ancor più colorito il corteo la presenza di drag queen, palloncini e uno dei simboli della giornata, una riproduzione della statua del Nettuno dipinta dei colori arcobaleno.

“Pride dello Stretto”, è l’evento finale di un mese di attività, che ha visto impegnata la società civile messinese sui temi dei diritti civili a partire dall’affermazione dei diritti della comunità lgbtqi.

Duca: “Orgogliosi di tanta partecipazione”

“Siamo orgogliosi di vedere tanta partecipazione al Pride dello Stretto, che vuole rivendicare con forza l’applicazione dell’articolo 3 della Costituzione che deve essere applicato concretamente e non restare solo una norma scritta”, ha detto Duca a fine manifestazione. “Come comunità omosessuale abbiamo ottenuto qualche diritto in più, ma ancora è poco rispetto a quello che dovremmo avere, parlo ad esempio delle adozioni. Si tratta di un Pride molto partecipato, con cinquanta associazioni e cento sponsor che ci hanno aiutati a organizzarlo, e la partecipazione di movimenti, partiti e sindacati. Ricordiamo come comunità gay messinese – conclude Duca – anche Wanda, travestito ucciso 15 anni fa, secondo noi per un atto omofobo. Per questo abbiamo chiesto la riapertura delle indagini”.

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Enrico Di Giacomo

 

 

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