L’OPINIONE. DUGIN A MESSINA: IL PROF. MACRIS, “UNA CACCIA “GLOBALISTA” ALLE STREGHE”

10 Giugno 2019 Culture
Riceviamo e pubblichiamo una nota del prof. Daniel Macris sulla polemica nata dalla presenza dello scrittore  Dugin a Messina:
“Scrivo da osservatore amareggiato di uno spettacolo poco edificante, montato da gruppi dell’autodefinita
Sinistra sorosiana: il cecchinaggio on line dell’incontro con Dugin, in programma presso l’Università di
Messina giorno 11/6 pomeriggio. La città tollerante del “Pride”, dimentica di sé e dei suoi principi, ribaditi
“urbi et orbi” e, in primis, le autorità accademiche negano la parola ad uno dei più interessanti intellettuali
della contemporaneità, tacciato di essere filonazista, filo-Putin ecc. ecc. Il tutto, si intende, sulla base di
occhiate furtive su Wikipedia. Peccato che per insegnare in università russe o cinesi l’antifascismo
sostanziale sia un requisito esclusivo. Non si capisce come il prof. Dugin, accusato sull’onda emotiva di tante
nefandezze, possa insegnare ed avere incarichi prestigiosi in Paesi (Russia e Cina) che dell’antifascismo
hanno un’esperienza ed una visione un po’ meno caricaturale e strumentale di quella che si osserva in
Italia. Se si aggiunge che taluni estensori degli alti lai considerano B. Craxi un perseguitato politico, la
serietà dell’assunto si eleva in tutta la sua perentorietà. Tradizionalmente poco frequentati dall’élite
occidentale, gli scrittori russi come Dugin, Limonov, Prilepin, Lilin e, prima, Leontiev ed altri, costituiscono
una singolare riserva di pensiero originale che, certo, disturba l’autismo autoreferenziale che ritiene la
Storia conclusa e questo il migliore dei mondi possibile. L’immotivata chiusura (“pensatore controverso”) è
un triste segno dei tempi, di come la chiamata all’ordine sorosiano e la nuova caccia alle streghe procedano
in un clima tra l’isterico e il surreale. Consola il fatto che questi siano segni indubitabili di paura e di scarsa
conoscenza, che con la scienza hanno poco a che fare e che fanno presagire una fine prossima (cfr. Sergio
Romano 2014). Ci deve essere molta paura nell’establishment, se si nega la parola ad un pensatore
originale. E’ giusto che ciò accada, è giusto vedere la paura e le giustificazioni inqualificabili di un’élite che si
riconosce supinamente nel “non pensiero unico”. Ovunque parli domani Dugin, ha già, suo malgrado,
l’aura di martire: grazie Messina!”. Daniele Macris, Presidente della Comunità Ellenica dello Stretto
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