Processo Terzo livello. Quelle anomalie nelle assunzioni indirette all’Atm Messina

2 Agosto 2019 Inchieste/Giudiziaria

Il terremoto giudiziario ‘Terzo Livello’: nella foto Daniele De Almagro (Edg) mentre esce dagli uffici della Dia, accompagnato dal proprio legale di fiducia. Era il 2 agosto di un anno fa.

di Antonio Mazzeo – Da sempre al centro di denunce per gravi inefficienze e disservizi, sprechi milionari, assunzioni clientelari, violazioni dei diritti sindacali, ecc., l’Atm – Azienda Trasporti di Messina ha fatto gola a tutti i politici di razza della città dello Stretto. Un ambitissimo bacino elettorale che ha drenato enormi risorse finanziarie, contribuendo al dissesto de facto dell’amministrazione comunale e che adesso sindaco Cateno De Luca e consiglio comunale hanno messo in liquidazione per accelerare la privatizzazione del sistema dei trasporti locali. Intanto si moltiplicano le azioni giudiziarie di quei precari “assunti” con contratti-capestro attraverso le agenzie di lavoro interinale e con un bando concorsuale finito in uno dei fascicoli dell’inchiesta Terzo livello su malapolitica e affari. Il processo in corso presso il tribunale peloritano vede imputati, tra gli altri, l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile (già Pd, poi Forza Italia, infine in corsa da indipendente alle ultime elezioni a sindaco di Messina) e il dottore Daniele De Almagro, prima direttore amministrativo e poi direttore generale dell’Atm.

Daniele De Almagro ha condotto il carrozzone-trasporti di Messina negli anni della sindacatura di Renato Accorinti dopo aver ricoperto l’incarico di direttore generale e amministrativo di Gesip Palermo S.p.A. (la società di gestione del verde, pulizia scuole e uffici e trasporto disabili, con socio unico il Comune del capoluogo siciliano). Odierno tesoriere di Asstra Sicilia, l’associazione che raccoglie tutte le imprese di trasporto regionale, Daniele De Almagro è stato anche funzionario del Comune di Palermo per la riscossione Ici ed ex ragioniere capo del Comune di Raddusa (Catania), liquidatore della Servizi per l’occupazione S.r.l. (la società interamente controllata da Gesip che dal 2004 al 2010 ha gestito il Piano per l’occupazione dei soggetti svantaggiati dell’area metropolitana di Palermo) e per un breve periodo anche direttore finanziario di Aeroviaggi S.p.A., tra i più importanti tour operator siciliani. Al processo Terzo livello deve rispondere dell’accusa di aver “agevolato” – su pressione dell’allora presidente del consiglio Barrile – uno dei candidati al concorso per l’assunzione “temporanea” di autisti dell’Atm.

Con lui o con lei, basta che a comandare ci resto io…

Lo scorso 3 luglio, la controversa gara concorsuale è stata ricostruita in parte all’udienza del processo Terzo livello dall’ispettore Giannantonio Spadaro, in servizio presso la sezione operativa D.I.A. di Messina. “L’attività che ho svolto io era quella relativa all’induzione indebita a dare o promettere utilità in relazione all’interesse di Emilia Barrile nell’assunzione di personale presso l’Azienda di Trasporti Municipalizzata Atm di Messina”, ha esordito l’inquirente. “Premetto che nel periodo di intercettazione operato nei confronti della signora Barrile si ha avuto modo di censire diverse conversazioni tra le quali una è avvenuta con il signor Daniele De Almagro che all’epoca dei fatti era il direttore amministrativo in carica dell’Atm, nominato a seguito della delibera commissariale n. 48 del 13 maggio 2015. Egli aveva vinto un bando di concorso con contratto a tempo determinato per tre anni, dal 4 giugno 2015 al 3 giugno 2018. Le conversazioni sono state captate a cominciare dal 21 gennaio 2016. In quell’occasione la Barrile è stata contattata tramite un’utenza dell’Atm. La persona che si è presentata in questa telefonata era il dottore De Almagro. Chiedeva alla donna d’incontrarsi nella stessa mattinata in piazza Antonello. Dopo il contatto con De Almagro, Emilia Barrile telefonava immediatamente a Marco Ardizzone, indagato anch’egli in questo procedimento, riferendogli di essere stata chiamata dal direttore dell’Atme che le aveva chiesto un incontro. Poi ha aggiunto di sapere già che era da alcuni giorni che lui le voleva parlare. Ardizzone le consigliava di mettere in atto una serie di cautele perché non conosceva direttamente la persona e quindi di verificare quello che vuolee di parlare sempre con una certa attenzione… Specificatamente le diceva: La gente non sai chi sono e quindi fai molta attenzione. Il motivo dell’incontro richiesto da De Almagro era finalizzato ad ottenere una copia degli emendamenti al contratto dei servizi che era stato votato perché, le aveva detto, non riusciva ad averli. Ardizzone allora domanda perché non li aveva chiesti con una domanda ufficiale e la donna gli rispondeva che doveva fargli solo una cortesiae che per lei non era un problema trovargli questi emendamenti. Come poi riferito dalla Barrile ad Ardizzone subito dopo l’incontro con De Almagro, quest’ultimo le avrebbe riferito che presso l’Azienda Trasporti Messina doveva essere bandito da lì a breve un concorso per la selezione di un difensore e di un revisore contabile. Quindi dice: Cercano un avvocato e un commercialista con un indennizzo annuale. Barrile aggiunge che, se fosse ancora interessata, riferendosi verosimilmente all’avvocato del foro di Messina Elisa Ardizzone, sorella di Marco Ardizzone, avrebbe potuto farla partecipare. Alla richiesta di Ardizzone di cosa si trattava e della ciccia,riferendosi alla retribuzione, Barrile gli rispondeva: Dieci all’anno. Verosimilmente dovrebbero essere diecimila euro l’anno. Da questa conversazione appare evidente che la richiesta delle delibere era solo una scusa…”.

“Nella stessa giornata, la signora Barrile ha provveduto a recuperare le delibere e ha fissato un appuntamento per consegnarle a De Almagro nei pressi del cinema Apollo in via Cesare Battisti, esercizio ubicato poco distante dall’abitazione della donna”, ha aggiunto l’ispettore Spadaro. “Dopo qualche giorno Emilia Barrile fa una telefonata con Elisa Ardizzone. Nel colloquio l’Ardizzone le dice che era intenzionata a fare un concorso presso l’avvocatura dello Stato. La signora Barrile le suggeriva di partecipare ad esso e contestualmente le diceva: Guarda, oltre a questo qua, dovrebbe uscire a breve un concorso locale, forse in settimana e quindi lo devi presentare. La Barrile si era poi lamentata sul malfunzionamento del telefono cellulare e quindi la invitava ad incontrarsi di persona nel pomeriggio, verosimilmente per evitare di parlarne al telefono. Prima di chiudere le dice: Questa cosa è discretuccia, mi hanno chiamata appositamente perché tu la faccia”.

Il 4 febbraio del 2016 gli inquirenti registrano una telefonata di Emilia Barrile a Daniele De Almagro per fissare un nuovo appuntamento. “Mentre squillava il telefono si sentiva la signora Barrile che conversava con un altro soggetto non identificato”, ha riferito l’inquirente. “Così sono state captate in modalità ambientale delle frasi dove si parlava di assunzioni all’Amam e all’Atm in qualità di autisti. Questa persona con cui conversava la signora Barrile le diceva che era da diversi anni che non lavorava e quindi aveva la necessità di trovare un’occupazione. Lei rispondeva: Va bene, ora vediamo, due mesi saranno... Quindi era evidente che l’interesse di Emilia Barrile verso Daniele De Almagro era anche quello di creare un canale diretto per il concorso che sarebbe uscito a breve per l’assunzione di persone presso l’Atm. A distanza di poco tempo, infatti, la Barrile viene chiamata da tale Francesco Macrì. Dopo aver discusso del più e del meno, la donna gli chiede se avesse effettuato il concorso, se avesse presentato la domanda… Emilia Barrile si riferiva in questo caso alla presentazione dell’istanza per partecipare al concorso per la selezione di autisti per l’Atm. Ciò grazie alla registrazione da parte del candidato su una piattaforma online di una società, la Temporary S.p.A., che aveva vinto il bando per la selezione del personale (Il bando era stato emesso a seguito della deliberazione commissariale dell’Atm, la n. 124 del 2 dicembre 2015, avente per oggetto l’Impegno di spesa per l’affidamento del servizio di somministrazione lavoro a tempo determinato per n. 20 unità da adibire alla guida dei mezzi aziendali, per la durata di mesi quattro, termine poi prorogato, N.d.A). In seguito a questa conversazione, il 16 febbraio 2016 la signora Barrile contatta telefonicamente De Almagro per chiedergli d’incontrarsi. Durante la conversazione De Almagro le dice però che non vorrebbe entrare al Comune perché vorrebbe evitare di farsi vedere in compagnia della Barrile, preferendo un posto più riparato nei pressi del teatro Vittorio Emanuele. L’esito di questo incontro, avvenuto in un pub, viene poi riferito dalla Barrile ancora una volta a Marco Ardizzone. Nello specifico gli racconta che si è fatta spiegare da De Almagro alcune cose inerenti l’iter del concorso per l’assunzione degli autisti. Barrile riferisce altresì che De Almagro le aveva fatto uno strano discorso in merito al loro rapporto di amicizia. Il direttore dell’Atm le aveva detto che l’amicizia doveva rimanere segretain quanto lui era stato nominato dall’amministrazione in carica all’epoca dei fatti, quella con il sindaco Renato Accorinti, mentre Emilia Barrile era in una situazione contrastante con l’amministrazione. In quel momento la situazione politica era abbastanza traballante; vi era il rischio che potesse decadere il sindaco e quindi tutta la giunta e De Almagro, nominato dal sindaco Accorinti, poteva anch’egli perdere tale occupazione. In questa conversazione la Barrile quasi fa capire a De Almagro che se rimangono amici tra di loro, nel caso in cui il sindaco Accorinti vada via, lei, avendo delle forti conoscenze, potrebbe aiutarlo a farlo rimanere nel suo incarico o, eventualmente, a fargliene concedere altri. Lo sai che gli ho detto a lui?,riferisce testualmente la donna.Ma è anche vero, tu hai un contratto a tre anni, no? Possibilmente rinnovabile, è facile che un altro anno l’amministrazione se ne va, giusto? Come si dice, poche parole, no? In base a quello che la Barrile dice ad Ardizzone, il signor De Almagro si manifesta in maniera assolutamente disponibile per questa prospettazione”.

Un cugino tu, un figlio lei, un amico suo…

Nei giorni successivi Emilia Barrile fissa nuovi incontri con Daniele De Almagro anche per conoscere meglio le procedure previste per l’assunzione dei nuovi autisti. “Nel pomeriggio del 25 febbraio 2016, l’esponente politica si reca all’Atm per parlare direttamente con De Almagro, ma anche stavolta preferiscono vedersi all’esterno, di fronte la Banca Sviluppo”, aggiunge Giannantonio Spadaro. “Durante una conversazione si sente in modalità ambientale Barrile discutere con una terza persona di un’assunzione. Lo prendono a tempo indeterminato… Ora vediamo, sto un po’ pressando perché lo facciano a contratto definito, dice la donna. Il succo delle sue conversazioni è quindi sempre legato all’Atm. Infatti da poco è stato pubblicato il bando e inizia la vera vicenda della selezione del personale che diventa sempre più centrale nelle comunicazioni tra la Barrile e De Almagro. In questa fase, Daniele De Almagro si fa parte attiva promettendole di interessarsi a raccomandare direttamente presso la società incaricata le persone da lei segnalate. Il 26 febbraio, cioè il giorno seguente all’incontro con il direttore dell’azienda trasporti, mentre Emilia Barrile si trova in auto con l’ingegnere Francesco Clemente, la donna gli chiede se un suo parente ha fatto l’istanza per partecipare alla selezione presso l’Atm. Espressamente gli dice che la settimanasuccessiva gli deve dare i nomi. Pochi istanti prima Francesco Clemente le aveva detto: Senza che ti angosci, che ti fai. Mia mamma era andata perché ora abbiamo il figlio del fratello di mia mamma a carico. E la Barrile: E’ autista, mi dicevano. Ma l’ha fatto il coso all’Atm? Non l’ha fatta l’iscrizione? Francesco Clemente: Forse l’ha fatta, non lo so. Lo deve fare? La sera prima Emilia Barrile si era incontrata con De Almagro e quest’ultimo le aveva chiesto i nomi delle persone da segnalare a chi gestiva a Palermo la società di selezione, cioè il direttore Orazio Giordano. La società ha la sede legale a Milano ma una delle diverse sedi operative è a Palermo ed è quella che si era aggiudicata il bando di gara per il personale per l’Atm. Da qui si capisce l’interesse vero e proprio di De Almagro… Egli era originario di Palermo, aveva avuto già incarichi presso vari enti pubblici palermitani e quindi si muoveva su Palermo anche per questo…”.

“Sempre in riferimento alla situazione di Francesco Clemente, a distanza di qualche giorno Emilia Barrile contatta il professionista e gli chiede il nominativo del cuginoe se questi avesse alla fine presentato l’istanza per il concorso”, ha aggiunto l’inquirente. “Clemente le risponde che aveva provveduto a trasmetterla tramite pec. Per ricordare l’impegno con la Barrile, il 2 marzo 2016 l’ingegnere Clemente le invia un sms con il nome del cugino: Giuseppe Antonuccio. Lo stesso giorno Daniele De Almagro contatta la Barrile e utilizzando un linguaggio criptico le chiede i nominativi a cui lei era interessata. Le propone di incontrarsi per poter ricevere quelle tre delibere che mi dicevi che mi possono essere utili. L’ipotesi investigativa è che le tre delibere si riferiscano ai tre soggetti che sono stati segnalati dalla Barrile, cioè Giuseppe Antonuccio, Francesco Macrì e Giuseppe Cannaò. Di questi tre, solo uno, Francesco Macrì, alla fine verrà effettivamente assunto”.

Alla presidente Emilia si dovrebbe fare una statua…

Dopo la prima fase di selezione, il gruppo di candidati promosso viene convocato per il 7 aprile 2016 per svolgere un colloquio con la società Temporary presso l’Europa Palace Hotel di Messina. “Alla vigilia di quell’appuntamento si registrano una serie di conversazioni tra il signor Francesco Macrì ed Emilia Barrile e parallelamente vi sono altre conversazioni tra quest’ultima e Daniele De Almagro”, ha precisato Spadaro. “In particolare, il 5 aprile De Almagro contatta la Barrile e le chiede di vedersi presso il bar Fumia, vicino al Municipio. Nel pomeriggio della stessa giornata ci sarà un altro incontro tra la Barrile e Francesco Macrì. Il giorno del colloquio, prima di recarsi all’Europa Palace Hotel, Macrì va direttamente in Comune a parlare con la signora Barrile. Concluse le prove di selezione, Francesco Macrì chiama nuovamente l’esponente politica che gli dice: domani mi vedo, riferendosi con ragionevole certezza al signor De Almagro, al fine di acquisire delle notizie circa l’esito del colloquio. Emilia Barrile non ha fatto specificatamente il nome, ma dovrebbe essere lui. In realtà che cosa accade? Che la Barrile e De Almagro si vedono lo stesso pomeriggio nei pressi dell’Apollo. Prima di raggiungere l’uomo, Emilia Barrile chiama Macrì per dirgli di raggiungerli. E quindi si incontrano il signor Macrì, la Barrile e De Almagro. In serata Macrì chiama nuovamente Emilia Barrile e le spiega che non poteva scrivere una lettera per l’indomani, facendo riferimento anche ad una visita che lui doveva fare al cuore, verosimilmente una visita medica per la presentazione di documentazione inerente alle prove selettive. Anche in questo caso la signora Barrile si mette a disposizione… Il giorno seguente al colloquio, l’8 aprile, De Almagro contatta la Barrile e, parlando in modo criptico, le chiede se tutto andava per il verso giusto. De Almagro le chiede pure se avesse già fatto quella cosa, e la Barrile lo rassicura dicendo che aveva fatto anche un’altra cosa che gli avevano chiesto. Verosimilmente si riferivano sempre al Macrì e all’iter di questo concorso. La settimana successiva avvengono ancora altri incontri. L’11 aprile, in particolare, De Almagro chiama Emilia Barrile per vedersi con il suo amicola sera stessa. L’amicoa cui si riferiscono era certamente Francesco Macrì perché a distanza di qualche minuto da questa conversazione, la Barrile chiama Macrì e lo invita a venire per le 20 davanti al cinema Apollo, specificando che ci sarebbe stato anche quell’altro suo amico, cioè De Almagro. Di questo la signora Barrile prontamente dà notizia a Marco Ardizzone dicendogli che si doveva vedere con quello dell’Atm insieme a quel ragazzo. Dopo l’incontro, Emilia Barrile informa Ardizzone del buon esito dell’accordo e che verosimilmente sarebbe stata effettuata l’assunzione di Macrì. Gli dice nello specifico: Tutto fatto, penso che questa cosa l’ho fatta e che è tutto a posto. Ne abbiamo sistemato un altro…”.

Il 22 aprile 2016, la società di selezione invia una mail ai candidati risultati idonei convocandoli per una visita medica da svolgere a Catania nei giorni 28 e 29 aprile. “Il giorno stesso, la signora Rosalba Cattareggia, madre di Giuseppe Cannaò, contatta Emila Barrile, sua conoscente, per verificare se nella lista dei candidati idonei vi fosse il figlio”, ha riferito l’inquirente. “L’esponente politica le risponde che le sembrava troppo presto per questa cosa, ma la Cattareggia si lamenta che il figlio non risultava in questa lista e che la notizia gli era stata data da persone che erano all’interno dell’Atm. Emilia Barrile replica che ancora la cosa non era definitao che comunque poteva non essere veritiera, dando, tra virgolette, delle speranze all’interlocutrice. Subito dopo, comunque, la Barrile chiama direttamente De Almagro chiedendogli informazioni sulla lista. De Almagro le dà conferma della sua pubblicazione e della prossima convocazione a Catania dei candidati risultati idonei. Il 3 maggio 2016 c’è un nuovo contatto telefonico tra Emilia Barrile e Daniele De Almagro. Lei gli ricorda che aspettava ancora una risposta: Quel nome lì che c’era, che dovevamo vedere un attimino…. I due decidono d’incontrarsi nel pomeriggio. Il giorno successivo viene pubblicata la graduatoria definitiva, con l’ordine di servizio n. 60 a firma del direttore amministrativo Daniele De Almagro e del direttore generale Giovanni Foti. Tra questi candidati, alla terza posizione, si trova il signor Francesco Macrì, che appena saputa la notizia contatta la Barrile per ringraziarla. Volevo darti due baci, dice espressamente Macrì. A tale affermazione la donna capisce qual era il motivo della telefonata e quindi gli chiede se fosse stata pubblicata la graduatoria e quando avrebbe iniziato a lavorare. Macrì non nasconde la gioia di aver vinto il concorso ma dice che ancora non sapeva e che doveva presentare qualche altra pratica burocratica. La notizia l’ho comunicata anche a Nazzareno e lui mi ha detto che ti dovrei fare una statua, aggiungeva Macrì. Alla fine i due prendono accordi per risentirsi nei giorni successivi”.

Le varianti in corso d’opera del concorso anomalo  

Da quel momento in poi non si registreranno più contatti tra Emilia Barrile e Daniele De Almagro. Solo il 4 luglio 2016 sarà captata una chiamata della Barrile in cui si chiedeva un appuntamento a De Almagro presso un bar di Piazza Cairoli. “Due giorni prima l’esponente politica si era sentita con Francesco Macrì per fissare una cena”, ha riportato Giannantonio Spadaro. “I contatti tra Macrì e Barrile proseguono invece nel tempo, anche perché questo concorso aveva una durata prestabilita di quattro mesi. Il 16 novembre 2016, quando stava per scadere il termine del contratto, ecco che Macrì chiama la Barrile per chiederle ancora aiuto in vista di una proroga per altri due mesi. Durante queste conversazioni la Barrile gli diceva di non preoccuparsi, che al 90% per lui non ci sarebbero problemi e che avrebbe provveduto a contattare anche De Almagro per verificare un po’ la situazione”.

Su domanda del Pubblico ministero Fabrizio Monaco, l’ispettore Spadaro si è soffermato sulle procedure adottate dal concorso per la selezione dei nuovi autisti Atm. “Noi abbiamo effettuato una serie di acquisizioni di documentazioni iniziando da quelle inerenti l’espletamento della gara per la scelta della società a cui affidare la selezione dei candidati”, ha specificato l’inquirente. “Si è appurato che la gara per il valore di duecentomila euro è stata aggiudicata alla Temporary S.p.A., agenzia per il lavoro. La Temporary aveva ottenuto lo stesso punteggio dell’altra società partecipante, mi sembra la Gi Group. Quindi si è proceduto a sorteggio e la Temporary ha ottenuto la procedura. Come abbiamo detto si trattava dell’assunzione di venti autisti presso l’Atm, di un contratto per quattro mesi successivamente prorogati. Abbiamo sentito pure a sommarie informazioni il signor Orazio Giordano, legale rappresentante della Temporary S.p.A., filiale di Palermo, quindi la persona che si è interfacciata con Daniele De Almagro circa l’iter espletato per la selezione del personale. Dall’esame dei documenti e della tabella con i nomi dei settanta candidati idonei per la prosecuzione dell’iter di selezione, si sono rilevate delle incongruenze sia nella fase selettiva che nel metodo per l’assegnazione dei punteggi. Quando viene individuata la Temporary, viene fissato l’intero iter che essa dovrà svolgere per selezionare il personale. Si prevedono quattro step: analisi, ricerca, selezione e presentazione dei candidati. Dovevano essere fatti dei test psicoattitudinali, screening, curricula, interviste, ecc.. Questo in teoria. In pratica succede che una volta terminata la presentazione delle domande il 17 febbraio 2016, ci sono 588 domande. In data successiva, la direzione dell’Atm di Messina trasmette via mail all’attenzione del signor Orazio Giordano, responsabile della Temporary, una nota – classificata come n. 5 del 2016 – in cui si spiega inizialmente come essa nasceva da un incontro tenutosi tra il direttore amministrativo De Almagro, il direttore generale Foti e il direttore della Temporary di Palermo, in cui erano stati stabiliti i nuovi sistemi di selezione, totalmente diversi da quelli che erano stati valutati positivamente dalla commissione appositamente creata per valutare la società a cui affidare la selezione. Nello specifico venivano stabiliti per l’attribuzione del punteggio tre criteri aziendali e tre criteri sociali, uno legato all’esperienza lavorativa di autista di mezzo di trasporto di persone, un altro all’età, l’altro ancora alla residenza, all’anzianità di disoccupazione, ecc.. Tutti gli altri step di selezione originariamente indicati, la somministrazione di test psicoattitudinali, le prove tecniche, ecc., vengono invece eliminati totalmente. Effettivamente si crea una procedura molto più fluida rispetto a quella concordata in precedenza, situazione che ci è apparsa abbastanza strana (Secondo quanto rilevato nel corso del controesame del teste da parte dall’avvocato Andrea Schifilliti, legale di Danilo De Almagro, in data 15 febbraio 2016 l’Atm aveva inviato alla Temporary S.p.A. una nota con protocollo 4/2016 in cui si chiedeva di “conoscere anticipatamente alla fase di selezione, i criteri che la società intende adottare per la selezione dei curricula dei candidati e le modalità di definizione del punteggio”. Nella nota, il direttore generale Giovanni Foti e il commissario speciale Domenico Manna  scrivevano inoltre che “in accordo con l’amministrazione comunale, sarebbe auspicabile  dare preferenza ai seguenti parametri: esperienza di guida di bus; età; residenza anagrafica ecc.”. La nota è stata prodotta in sede processuale NdA)”.

“In una prima fase vengono selezionati cinquanta candidati su 588 curricula presentati, quelli che avevano ottenuto il maggior punteggio”, ha aggiunto Giannantonio Spadaro. “Essi vengono sottoposti ad un colloquio in cui veniva attribuito un punteggio da parte dei selettori. Nel proprio curriculum, il signor Francesco Macrì attestava tra le esperienze lavorative di essere titolare dell’impresa individuale Ciservice, con inizio attività nel gennaio 2012 e cancellata il 2 novembre 2016. L’attività prevalente dell’azienda era quella di vigilanza privata, esercitata anche con trasporto di taxi e noleggio autovetture con conducente. Nel periodo compreso tra il 2010 e la data di presentazione del curriculum alla società selettrice, Macrì asserisce di svolgere l’attività di noleggio con conducente e tra le altre attività lavorative espletate negli anni precedenti nessuna di esse riguarda la guida di autobus, quella per la quale effettivamente viene bandito il concorso dall’Atm. Quando Macrì supera le prime fasi delle selezioni, il 14 marzo 2016 produce una dichiarazione sostitutiva di certificazione nella quale attesta di essere disoccupato dal 31 luglio 2009. Questa certificazione permette al Macrì di ottenere, in base agli indici di valutazione stabiliti dalla nota n. 5 del 2016, un punteggio pari a 5, ovvero il massimo ottenibile. Differentemente, se avesse dichiarato che sino al 7 dicembre 2015, data di uscita del bando di concorso, era regolarmente occupato in quanto titolare di un’impresa individuale, Macrì avrebbe ottenuto come punteggio zero. Abbiamo fatto anche un altro accertamento chiedendo all’Inps di verificare la disoccupazione. Ebbene anche l’Inps ci attesta che l’uomo risultava effettivamente impiegato in qualità di titolare di una società. Quindi in questo caso non poteva produrre quell’attestazione. Abbiamo fatto infine gli accertamenti per verificare quali veicoli fossero a lui riconducibili per accertare il criterio aziendale dell’esperienza lavorativa di autista di mezzi di trasporto. Anche in questo caso egli ha ottenuto un punteggio elevatissimo, dieci, il massimo ottenibile, sulla base anche di un’interpretazione benevola del suo curriculum vitae. Lui viene valutato infatti come un autista di mezzi di autobus mentre effettivamente svolgeva l’attività alla guida di taxi. Così alla fine Francesco Macrì ottiene quindici punti in più rispetto ad altri. Non abbiamo però fatto un confronto tra il punteggio del Macrì e quello degli altri soggetti che hanno vinto il concorso perché il nostro interesse investigativo in quella fase era solo il soggetto in questione, dati i riscontri telefonici con Emilia Barrile. Non abbiamo verificato in verità neanche i curricula e le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà degli altri diciannove soggetti avviati al lavoro…”.

Sin qui il racconto dell’ispettore Giannantonio Spadaro della D.I.A. di Messina. In realtà il capitolo Atm non sembra mostrare l’incisività e la completezza degli altri filoni chiave dell’indagine Terzo livello (ad esempio quelli sui presunti pressing da parte di alcuni imputati sugli uffici comunali e/o sull’Azienda Meridionale Acque Messina per accelerare l’iter di delibere e licenze, pagamenti, ecc..). Eppure non erano mancati in passato gli affondi da parte di consiglieri comunali degli opposti schieramenti e di sindacalisti contro le modalità con cui erano state scelte le figure guida dell’Azienda trasporti o lo stesso iter concorsuale per l’individuazione dei nuovi autisti a tempo determinato. Ad accendere le micce, l’1 febbraio 2016, erano stati in particolare i consiglieri comunali Francesco Pagano e Daniele Zuccarello che in un’interrogazione al sindaco Accorinti lamentavano l’anomaliadi affidare alla Temporary S.p.A. la selezione degli autisti Atm, stigmatizzando in particolare quanto affermato in II^ Commissione consiliare dall’allora assessore responsabile e vicesindaco Gaetano Cacciola (“la scelta di servirsi di una società di lavoro interinale e non di un bando per un concorso pubblico è stata fatta per motivi di tempo”). Nell’atto ispettivo Pagano e Zuccarello chiedevano inoltre come mai l’Atm non si fosse rivolta direttamente a un ente regionale come il Centro per l’impiego invece di ricorrere ad un’agenzia milanese. Un mese dopo erano i consiglieri Nina Lo Presti e Gino Sturniolo (eletti con la lista Cambiamo Messina dal Basso e successivamente dimessisi per l’insanabile frattura politica con l’amministrazione Accorinti), a rilevare gravi lacune finanziarie nei piani industriali dell’Atm e perfino alcune questioni di legittimità nella stessa governance dell’azienda. “Giovanni Foti ha i requisiti previsti dallo Statuto dell’Atm per ricoprire l’incarico di direttore generale?”, chiedevano Lo Presti e Sturniolo. “E’ legittima la sospensione del bando di concorso pubblico per la figura di direttore che l’Atm aveva avviato nel febbraio 2014 per poi ritirarlo appena due mesi dopo su input dell’amministrazione? Ed è legittima la permanenza del Commissario straordinario Domenico Manna, nominato in virtù dello stato d’emergenza traffico nella città di Messina dichiarato dalla presidenza del Consiglio dei ministri e poi cessato il 30 settembre 2012?”. Come abbiamo visto, l’intero iter concorsuale era stato “legittimato” proprio da una serie di delibere commissariali.

Il 14 novembre 2016 era il segretario regionale dell’organizzazione sindacale OR.S.A., Mariano Massaro, a chiedere formalmente la revoca del bando di affidamento all’agenzia di lavoro interinale per nuove assunzioni di personale Atm, denunciando come questo procedimento stesse creando “un danno per i contribuenti e la collettività” (secondo Massaro, l’Atm aveva impegnato in bilancio di 1.105.000 euro a favore delle agenzie interinali in previsione di 37 nuove assunzioni a tempo determinato, 435.000 euro in più se l’azienda avesse adottato altre formule di assunzione). Nelle stesse settimane anche il consigliere Libero Gioveni esprimeva il proprio dissenso sull’intenzione da parte dell’amministrazione comunale e dei vertici Atm di ricorrere alle agenzie interinali per le assunzioni indirette, dato che le ingenti somme destinate “potevano permettere un’assunzione diretta tramite concorso pubblico a tempo determinato per un anno garantendo senz’altro più trasparenza e meritocrazia fra i partecipanti”. L’ultima stoccata, in ordine cronologico, giungeva nell’autunno del 2016 dopo la pubblicazione della graduatoria finale del personale selezionato da Temporary S.p.A.. La consigliera Donatella Sindoni denunciava infatti che tra i nominativi risultati idonei “c’erano alcuni figli di personale già impiegato e prestante servizio presso l’Atm”. Donatella Sindoni esprimeva pure forti perplessità sulla legittimità del bando di gara con scadenza il 7 dicembre 2016 per la “somministrazione lavoro a tempo determinato per 37 autisti (30 per dodici mesi e 7 per mesi sei)”, in quanto il contratto nazionale per la categoria prevedeva che “nel caso di cessazione di appalti pubblici nei quali l’ente appaltante proceda ad una nuova aggiudicazione ad agenzia anche diversa dalla precedente, l’agenzia è tenuta a garantire il mantenimento organico di tutti i lavoratori già utilizzati”. Ai rilievi dei consiglieri e dei sindacalisti, amministratori locali ed Atm hanno risposto innalzando un enorme muro di gomma…