Csm, dopo lo scandalo-nomine eletto il pm Nino Di Matteo. Cambia la maggioranza: la corrente di Davigo ora è la più forte

9 Ottobre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Foto di Enrico Di Giacomo

I pm Antonio D’Amato e Nino Di Matteo sono i nuovi consiglieri del Consiglio superiore della magistratura. D’Amato, che è procuratore aggiunto a Santa Maria Capua Vetere, è stato il candidato più votato: ha preso 1.460 voti. A Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, sono andate le preferenzei di 1.184 colleghi. Il primo degli eletti è espressione di Magistratura Indipendente, la corrente più coinvolta nella bufera che ha investito il Csm per la vicenda delle nomine, legata all’inchiesta di Perugia sul pm Luca Palamara: indagine che ha portato alle dimissioni dal Csm di ben tre esponenti di Mi, storicamente guidata dal deputato ed ex sottosegretario renziano Cosimo Ferri. Di Matteo, invece, è indipendente ma è stato candidadato da Autonomia e Indipendenza, la corrente di Piercamillo Davigo, che adesso è quella con più consiglieri a Palazzo dei Marescialli: con cinque seggi ha la maggioranza relativa. Un risultato rilevante visto che si tratta della più giovane componente del Csm: Autonomia e Indipendenza, infatti, è nata solo due anni fa da una scissione di Magistratura Indipendente. In pochi mesi, dunque, Davigo e Sebastiano Ardita – altro leader della corrente – hanno portato la loro associazione a ottenere la maggioranza dei seggi a Palazzo dei marescialli.

L’affluenza – A votare tra domenica e lunedì è stato il 74 percento degli aventi diritto (6799 magistrati su 9234). Il voto ha dato un nome ai successori di Luigi Spina Antonio Lepre, che si erano dimessi dopo essere finiti coinvolti nell’inchiesta della procura di Perugia su Luca Palamara. Sedici i candidati per i due posti riservati a magistrati inquirenti: oltre Di Matteo e D’Amato, correvano l’aggiunto di Milano Tiziana Siciliano, Anna Chiara Fasano, Grazia Errede, Simona Maisto, Gabriele Mazzotta, Alessandro Milita, Francesco De Tommasi, Lorenzo Lerario, Paola Cameran, Fabrizio Vanorio, Andrea Laurino, Antonio D’Amato, Francesco De Falco, Alessandro Crini e Anna Capena.

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Enrico Di Giacomo

 

 

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