Iniziò da Messina l’esperienza italiana di Shirley, la baby sitter allegra e gentile morta nelI’incidente tra filobus e mezzo dell’Amsa a Milano

9 Dicembre 2019 Cronaca di Messina

«Sabato era uscita di casa, in via Paravia, e aveva preso il bus 80 per poi salire sulla 90, diretta in zona corso Lodi da un’amica. Al momento dell’incidente era appena salita. La sera saremmo andati insieme a una festa», racconta Cristian Ghinaglia, 45 anni, il compagno di Shirley Calangi. Ha sperato fino all’ultimo, ma non c’è stato niente da fare. «Era deliziosa, le piaceva essere sempre in ordine ed elegante. Tranquilla, delicata e allegra, amava stare a contatto con i bambini: al parco giocava con loro, la famiglia per cui lavorava la adorava».

Ai piedi della palazzina del reparto di Rianimazione del Policlinico ieri c’è stato un pellegrinaggio di amici e conoscenti, tra cui i datori di lavoro della donna, che faceva la baby sitter. «Oggi a salutarla sono passate almeno 60 persone», continua il compagno.

Si è presentato anche il sindaco Beppe Sala, che poi ha scritto su Facebook: «È accertato che il filobus non ha rispettato la precedenza semaforica. Ho chiesto di avviare una verifica interna ad Atm e penso che ci saranno indagini giudiziarie per definire le responsabilità. Shirley mi è stata dipinta da quanti a lei vicini come una donna straordinaria, grande lavoratrice e estremamente affidabile. Mi ha colpito in particolare il racconto della famiglia italiana presso la quale lavorava e l’affetto che tale racconto esprimeva. Una storia come tante, una donna immigrata che svolgeva con dedizione uno di quei lavori che sembrano ormai destinati solo a queste persone che vengono da lontano».  A nome di Milano ha espresso «le più sentite condoglianze ai familiari e a tutta la comunità filippina».

Ora la famiglia di Shirley si affiderà a un avvocato «per avere giustizia», ha fatto sapere il compagno Christian. Che poi ha ricordato i primi momenti insieme: «Ci siamo conosciuti ad agosto del 2016, tramite amici in comune. Nei weekend mi piaceva portarla a fare delle gite: nel 2017 eravamo stati ad Alassio».

Shirley era arrivata in Italia nel 2007 da Mabini, provincia di Batangas, e dopo aver vissuto per un periodo con uno dei suoi fratelli a Messina si era trasferita a Milano da una sorella. Poi il lavoro in una ditta e infine quello di baby sitter. «Nel 2015 era stata operata per un problema al cuore, ora stava bene. Non doveva andare così, avevamo tutta la vita davanti». La figlia Angie, 26 anni, è già partita dalle Filippine: arriverà oggi per l’ultimo saluto alla madre. 

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