Operazione Ottavo Cerchio. La Polizia arresta il funzionario del Genio Civile FELICE D’AGOSTINO

Lo hanno rintracciato presso l’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania di rientro dall’estero. I poliziotti della Squadra Mobile di Messina, con l’ausilio di personale della Polizia di Frontiera Marittima ed Aerea di Catania, hanno tratto in arresto Felice D’AGOSTINO, messinese, 62 anni, destinatario di misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito della più vasta operazione di polizia Ottavo Cerchio. L’uomo, che non è stato rintracciato lo scorso 3 marzo, quando l’operazione ha avuto luogo, è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari appena rientrato sul territorio nazionale.
L’indagine aveva inizio la notte di Capodanno del 2019 allorquando la saracinesca di un esercizio commerciale, una tabaccheria nella titolarità dei fratelli Ferrante, veniva attinta da alcuni colpi di arma da fuoco. Ritenendo potesse trattarsi di intimidazione a fini estorsivi, la Squadra Mobile avviava una mirata azione investigativa che, al netto delle evidenze afferenti all’episodio del danneggiamento alla Tabaccheria, consentiva – fin da subito – di portare alla luce l’esistenza di un sistema di corruzione che coinvolgeva, a vario titolo, soggetti operanti sia nel settore pubblico che in quello privato. Dei 14 soggetti indagati, undici venivano raggiunti dalla misura cautelare.
Tra i destinatari della misura, particolare rilievo assume la figura di Marcello Tavilla, socio di Pietro Ferrante e di un cittadino tunisino nella Blu Marine Service S.R.L., attività di import-export con l’estero di prodotti ittici. Il Tavilla, persona che annovera precedenti giudiziari e di polizia, con il concorso di Cinzia Fiorentino e Pietro Ferrante, aveva modo di partecipare ad un accordo corruttivo con Felice D’Agostino, funzionario del Genio Civile di Messina, affinché quest’ultimo – in cambio di denaro – favorisse nell’aggiudicazione di lavori pubblici, le ditte edili degli imprenditori Giuseppe Micali e Giovanni Francalanza. Specificamente, Tavilla, Fiorentino e Ferrante, improvvisandosi “mediatori” e chiaramente senza averne alcun titolo, “segnalavano” al D’Agostino, per l’effettuazione di lavori pubblici, le ditte riconducibili al Micali ed al Francalanza, promettendo al funzionario del Genio Civile la somma di 2.000 Euro per ogni appalto eventualmente aggiudicato.