Coronavirus, Unione Consumatori di Messina chiede la revoca dell’ordinanza che impone la chiusura dei piccoli negozi

1 Aprile 2020 Cronaca di Messina

La revoca dell’ordinanza sindacale che impone la chiusura dei piccoli negozi di beni essenziali (ottici, ferramente, idrauliche, rivendite di detersivi, negozi di animali, ecc.). Questa la richiesta del Comitato di Messina dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha diffidato il sindaco Cateno De Luca all’immediata revoca del provvedimento e il direttore generale Rossana Carruba ad esercitare le prerogative di cui alla Legge 33/2013 quale responsabile Anticorruzione del Comune e quindi di dare disposizioni alla Polizia Municipale di non applicare l’ordinanza, chiedendo, infine, l’intervento del prefetto Maria Carmela Librizzi affinchè provveda ad avviare il procedimento di annullamento della detta ordinanza.

“Sono state ricevute diverse lamentele dai consumatori che, a causa della detta chiusura, non possono riparare un paio di occhiali, acquistare lenti a contatto, riparare serrature, riparare tubazioni idriche, riparare condotte elettriche, acquistare saponi e detersivi, acquistare elettrodomestici quali lavatrici, stufe e frigoriferi e dovrebbero recarsi o a Reggio Calabria (peraltro anche vietato) ovvero nei Comuni più vicini (Villafranca e/o Scaletta Zanclea) con l’evidente pericolosità della condotta”, spiega infatti il Comitato.

“A seguito dell’entrata in vigore del D.L. 25.03.2020 n° 19 (in GURI 25.03.2020 n° 79) i sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali, nè eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1”, conclude il COmitato, evidenziando che “quanto disposto dal sindaco di Messina in contrasto con il DPCM del 22.03.2020 e 11.03.2020 è quindi illegittimo”.

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