Permessi per attraversare lo Stretto di Messina, scoppia la polemica tra Orlando e De Luca

8 Aprile 2020 Cronaca di Messina

L’ordinanza del sindaco di Messina, che obbliga chi voglia attraversare lo Stretto a registrarsi in un database della ciità siciliana, ha bloccato «medici che devono rientrare a Palermo per prendere servizio in un ospedale». Lo afferma all’AGI il portavoce del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha scritto una lettera ai prefetti di Palermo e di Messina, al dirigente della Protezione civile regionale e al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in cui chiede «quale comportamento occorra assumere» di fronte a una condizione posta da Cateno De Luca per dare il via libera allo sbarco a Messina.

L’ordinanza di quest’ultimo, infatti, prevede l’obbligo di «avere informato il sindaco del Comune di destinazione allegando alla richiesta il nulla osta di quello stesso sindaco». Il primo cittadino di Palermo, dal canto suo, ritiene che la concessione di quel 'nulla ostà entrerebbe in conflitto con le misure disposte dai decreti governativi, che fissano solo «verifiche successive» a quanto contenuto nell’autocertificazione. Dunque, non è sua competenza concedere il nulla osta. In tutto è arrivata una ventina di richieste di nulla osta al sindaco.

La reazione di De Luca è arrivata a stretti giro di posta. «Il Sindaco di Palermo - ha affermato - avrebbe impiegato molto meno tempo a rilasciare il nulla osta all’arrivo del suo concittadino piuttosto che a perdere tempo nel tentativo di innescare una polemica che non è solo inutile ma che è anche nociva agli interessi ed alla tutela della salute della intera comunità Siciliana. Mi sarei aspettato davvero un atteggiamento più responsabile dal Sindaco Orlando, anche perchè rammento che lo stesso riveste l’autorevole ruolo di Presidente dell’Anci Sicilia e pertanto sarebbe suo dovere invitare tutti i colleghi Sindaci a collaborare per rendere ancora più efficienti i controlli dell’autoisolamento invece di chiedere ai Prefetti ed al Presidente della Regione di spiegargli come dovrebbe comportarsi».

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