L’utilizzo dei SAPR (droni) per il controllo del territorio, MessinAccomuna scrive al Prefetto

14 Aprile 2020 Senza categoria

Con lo scopo di ricondurre a legittimità i comportamenti e gli atti amministrativi che regolano la vita quotidiana dei messinesi, il “laboratorio di partecipazione civile messinAccomuna” ha inviato questa mattina alla Sig.ra Prefetta di Messina, Dott.ssa Carmela Librizzi, il seguente atto relativo all’ordinanza n. 112 del 11/04/2020.

"Preoccupati per la moltiplicazione di disposizioni locali che, confondendo competenze e responsabilità, violano norme sovraimposte, sovvertono la gerarchia dei poteri, si pongono al di fuori dell’ordinamento normativo e costituzionale (e che appaiono in molti casi deliberatamente ordinate a determinare tensioni tra le Istituzioni con finalità di autopromozione politica), ci rivolgiamo a Lei da cittadini che, a partire dal 13/04/2020, dovrebbero essere interessati da un’ordinanza sindacale (la n. 112 dell’11/94/2020), che ci appare illegittima perché in contrasto con la normativa nazionale, con le disposizioni applicative fornite dal Ministero dell’Interno e perché adottata abusando del potere ordinativo conferito ai Sindaci dal Testo Unico degli Enti Locali (DPR n. 267/2000 e ss.mm.ii.) all’articolo 50, comma 5.

L’ordinanza in questione riguarda l’utilizzo dei SAPR (droni) per il controllo del territorio e, pur richiamando la circolare n. 555 del 30.03.2020 del Ministero dell’Interno (allegata alla presente) che disciplina l’utilizzo di tali strumenti, non si adegua sue alle disposizioni in ordine alla gerarchia delle operazioni chiaramente definite del documento; anzi, evitando di farne riferimento esplicito e puntuale. La citata circolare, infatti:

A. richiama l’art. 5, c. 3-sexies del D.L. 18/02/2015, n. 7 convertito con modificazioni dalla L. 17/04/201, n. 43, che “riconosce unicamente alle Forze di polizia la possibilità di impiegare gli aeromobili a pilotaggio remoto per lo svolgimento di attività di controllo del territorio per finalità di pubblica sicurezza”, che determina “una vera e propria riserva di competenza i cui confini non possono essere dilatati fino a ricomprendere anche le polizie locali, le quali, infatti, ai sensi dell’art. 16 della legge 01/04/1981, n. 121, non rientrano tra le Forze di polizia propriamente dette”.
B. Determina che “il concorso prestato in occasione dell’attuale emergenza dalle Polizie locali sia preordinato ad assicurare la salvaguardia del bene giuridico della salute pubblica, nella sua dimensione collettiva, che trova il proprio riconoscimento nell’art. 32 della Costituzione”.
C. Stabilisce per conseguenza “che i Corpi e i Servizi delle Polizie municipali, una volta coinvolti dai Sig.ri Prefetti (…), possano anche impiegare i “droni” (…). Resta però fermo che il ricorso all’impiego dei SAPR da parte delle Polizie municipali deve avvenire in maniera armonica rispetto alle indicazioni impartite dal Prefetto attraverso le pianificazioni di impiego delle risorse disponibili…”.

È evidente che l’assetto normativo vigente non pone in capo al Sindaco alcun potere ordinativo autonomo in ordine all’utilizzo dei cosiddetti “droni”, anche con riferimento al controllo degli spostamenti dei residenti, se non in subordine alle disposizioni coordinative e organizzative fissate dal Prefetto. Appare chiaro ed evidente che non è nel potere dei Sindaci porre in essere azioni e organizzazioni autodeterminate, mentre risulta loro dovere informare i Prefetti della disponibilità a supportare con strumenti SAPR la rete di controllo del territorio rimettendosi alle disposizioni di quella autorità in merito al coordinamento e all’organizzazione spaziale e temporale per l’effettivo utilizzo della strumentazione disponibile.

In modo che è difficile considerare inconsapevole, l’ordinanza omette di richiamare tale subordinazione del Corpo di Polizia municipale al Prefetto e riconduce di fatto al Comune una funzione ordinativa non coerente con le disposizioni nazionali sulla materia. In proposito si osserva che l’atto potrebbe essere viziato da abuso di potere o da falsa applicazione delle disposizioni contenute nel Testo Unico degli Enti Locali; si consideri infatti che la stessa ordinanza esplicitamente riferisce il contenuto dell’art. 50, comma 5, del D.Lgsl. n. 267/2000 (e ss.mm.ii.) che disciplina il potere ordinativo dei Sindaci, fondandolo sul presupposto della esistenza: “emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale”.

Nel caso dell’attuale emergenza sanitaria, non può sfuggire che la stessa non può essere considerata di carattere “esclusivamente locale”, avendo piuttosto carattere nazionale (o pandemicamente internazionale) e interessando in maniera più acuta altre regioni e territori d’Italia, maggiormente colpiti del territorio Metropolitano e Comunale di Messina.

Pertanto, alla luce della Circolare del Ministero dell’Interno n. 555 del 31/03/2020, Le chiediamo:

1) Se l’ordinanza sindacale n. 112 dell’11/04/2020 rientri nelle attività definite da Lei definite concordate ai sensi del ruolo di coordinamento delle azioni di controllo del territorio definite;
2) In tal caso domandiamo se possa ritenersi in linea con le disposizioni vigenti la mancata previsione del dovere di informazione preventiva alla Prefettura, contenente “l’indicazione delle aree urbane dove si concentreranno prevalentemente i controlli con l’utilizzazione dei droni”, come stabilità dalla Circolare n. 555;
3) Se, trattandosi di una mera disposizione applicativa di competenze non proprie nell’ambito di una competenza operativa e di controllo di esclusiva riserva prefettizia, la cui attivazione deve avvenire sotto il controllo e il coordinamento della Prefettura, abbia alcun senso l’utilizzo dello strumento normativo dell’ordinanza sindacale, o se non fosse più corretto operare nell’ambito di semplici istruzioni o indirizzi (magari da consacrare con lo strumento della “delibera di indirizzo” di competenza della Giunta Comunale);

Considerando, inoltre, che la stessa Ordinanza riconosce l’inesistenza nel Corpo di Polizia Municipale delle competenze tecniche sufficienti per gestire i dispositivi SAPR e prende atto dell’affidamento diretto (senza evidenza pubblica) disposto dal Comandate del Corpo di Polizia locale con la Determina Dirigenziale n. 3214 del 07/04/2020, si chiede anche di conoscere:

4) Se, indipendentemente dal limite economico per l’affidamento diretto di incarichi da parte della Pubblica Amministrazione a soggetti privati senza il ricorso a procedure di evidenza pubblica, non sia necessario che il controllo sulla mobilità privata dei cittadini, che ingerisce in maniera importante e sostanziale su diritti individuali (libertà e riservatezza), di rilievo costituzionale e normativo, debbano affidati a soggetti dotati non solamente di sufficienti conoscenze tecniche, ma anche di adeguate autorizzazione pubbliche e alla raccolta di informazioni “sensibili”; si sottolinea in proposito che a tale aspetto la citata Ordinanza n. 112 dell’11/04/2020 dedica appena un fugace accenno, laddove riferisce della “esclusione da parte dell'Operatore del trattamento dei dati acquisiti/trasmessi”, senza dettagliare gli (eventuali) aspetti del capitolato dedicati alla garanzia della riservatezza o senza riferire di alcun obbligo di distruzione delle informazioni o di impossibilità alla loro conservazione da parte dell’operatore privato.

In conclusione, dunque, visto e considerato quanto precede, si pone alla Sua attenzione la domanda se l’ordinanza in questione non debba essere considerata in contrasto con la disciplina governativa, in quanto inadeguata, eccessiva rispetto ai poteri conferiti dalla legge, incompleta nella definizione dell’oggetto, delle competenze e delle funzioni attribuite al Corpo della Polizia Municipale e al soggetto privato che dovrebbe operativamente svolgere le dette funzioni.

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