MESSINA: OPERAZIONE ‘POLENA’, ECCO LA SENTENZA

22 Giugno 2020 Inchieste/Giudiziaria

Di Edg – La prima sezione penale, presieduta dal giudice Letteria Silipigni (Simona Monforte e Rita Sergi, giudici a latere), dopo essersi ritirata in camera di consiglio, ha emesso in serata la sentenza nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Polena”.

Gli imputati giudicati oggi avevano scelto di percorrere la strada del rito ordinario.

QUESTA LA SENTENZA: Tre le condanne, di cui una pesantissima per Raimondo Messina, e due assoluzioni.

35 anni di reclusione a Raimondo Messina, considerato il reggente del clan di Santa Lucia sopra Contesse. 20 anni per tentato omicidio e 15 per alcune estorsioni (12mila euro di multa e l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici). 

Assoluzione per Angelo Bonasera (perchè il fatto non sussiste) e Letteria Cambria (per non aver commesso il fatto)

4 anni a Concetta Terranova (e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni) 

e infine 2 anni e 2 mesi di reclusione per Antonio Chillè.

È stata ordinata la confisca della società Il veliero 2016 s.r.l. 

Inoltre è stata disposta la condanna di Raimondo Messina al risarcimento dei danni in favore delle parti civile Nicola Giannetto (determinazione e liquidazione da decidere in separata sede) e poi di Gabriele (50mila euro) e Carmelo Ferrara (25mila euro). Questi ultimi due sono i parenti del boss pentito Iano Ferrara, che rimasero vittime di un agguato al Cep.

Venerdì scorso il sostituto procuratore Maria Pellegrino aveva chiesto ben 18 anni più altri 20 di reclusione per Raimondo Messina, attualmente recluso in regime di 41 bis, a cui vengono contestati, tra le altre cose, un tentato omicidio, episodi estorsivi e di intestazione fittizia di beni. Le altre richieste di pena andavano dai 2 anni per Angelo Bonasera ai 4 per Concetta Terranova, passando per i 3 invocati per Antonio Chillè. Tranne Bonasera, difeso dall’avvocato Antonello Scordo, tutti gli altri alla sbarra sono assistiti dal collega Salvatore Silvestro.

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