11 Novembre 2020 Cronaca di Messina e Provincia

OPERAZIONE ANTIMAFIA ‘CESARE’: LE DICHIARAZIONI DEL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI

Pubblichiamo il video con le dichiarazioni rese dal comandante provinciale dei Carabinieri Lorenzo Sabatino relative all’Operazione antimafia “Cesare”.

 

È stato il procuratore aggiunto Rosa Raffa a delineare i contorni e la grande valenza dell’operazione antimafia, nel corso di un intervento al Comando provinciale dei carabinieri, con accanto il colonnello Lorenzo Sabatino. Il magistrato è scesa anche nel dettaglio di alcuni aspetti specifici dell’indagine.

«Il rapporto che Irrera ha, tramite Grillo, con i malavitosi appartenenti ai Santapaola emerge come assai corroborante, ed lo stesso Irrera che riconosce la validità e la serietà di questo rapporto. È un “genio” delle corse clandestine, è lo stesso Natale Rigano a indicarlo come il “numero uno” – è testuale in una conversazione -, in quanto alla scelta degli animali, alla capacità di somministrare i farmaci dopanti, è colui che gestisce le scommesse calmierando anche il denaro da investire, e che annota i rapporti di debito e credito con gli scommettitori. A mio avviso la rilevanza di questa investigazione e dell’accertamento di questa fetta di attività è particolarmente rilevante».

«È stata accertata anche l’operatività – ha spiegato poi il procuratore aggiunto -, di una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, inizialmente sono fatti emersi casualmente che però poi hanno portato ad indirizzare più specificatamente l’attività di indagine. Il protagonista di questa associazione è Carlo Altavilla che si rifornisce in Calabria da un cugino, Giuseppe Mauro, è una associazione che vede come base operativa ed anche come custodia della sostanza stupefacente la zona di santa Lucia Sopra Contesse ma che poi commerciava la sostanza, hashish, cocaina e marijuana anche in altri quartieri e nella zona nord della città».

«Un’altra operazione – ha poi affermato il magistrato -, ha avuto esecuzione con l’arresto di 11 persone, 5 in carcere, 3 ai domiciliari e 3 con obbligo di presentazione perché indagati di appartenere ad una associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. L’indagine qui parte dall’arresto di quello che si è rivelato il capo dell’associazione cioé Tommaso Giacobbe che è stato arrestato nella sua abitazione con l’omonimo nipote per detenzione di un cospicuo quantitativo di sostanza stupefacente. Dalle intercettazione dei colloqui in carcere si ricostruisce la compagine di questa associazione che vive nel rione Aldisio della città su base familiare. Della base familiare, oltre alla affectio, condivide anche rancori e tensioni personali. Si possono distinguere due fasi della vita di questa associazione , quella precedente all’attività di Tommaso Giacobbe che svolge con altri sodali cioè la moglie, la figlia, il nipote arrestato nella prima operazione ed una donna con cui intrattiene una relazione extraconiugale.

Il colonnello Sabatino ha invece sottolineato che «l’operazione di questa notte è stata possibile grazie al lavoro investigativo del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale di Messina, che ha sviluppato questa indagine che è stata convenzionalmente denominata “Cesare”, in direzione del clan Galli operante nel rione Giostra, mentre l’attività della Compagnia di Messina Sud, con l’operazione “Affari di famiglia”, ha fatto luce su un contesto di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti in alcuni quartieri della zona sud della città. Si tratta di due impegni investigativi distinti che hanno portato all’intervento repressivo scattato nel corso della notte con perquisizioni e arresti e sequestri di beni immobili e anche numeroso denaro contante».