#FOTO e VIDEO – Uccide anziano con 11 coltellate per sottrargli la pensione e poi brucia il corpo in discarica, arrestato 56enne di Milazzo

16 Novembre 2020 Cronaca di Messina

 

Per tre mesi è stato un giallo. Quel cadavere carbonizzato ritrovato il 29 luglio in una discarica abusiva sembrava non avere un nome. Nessuno aveva presentato denuncia di scomparsa. Gli unici indizi attorno a un uomo ucciso con undici coltellate erano un cappellino, un portafogli con un euro e tre mazzi di chiavi. Stanotte, i carabinieri del comando provinciale di Messina hanno arrestato il presunto assassino di Giovanni Salmeri, un pensionato di 73 anni che il giorno del delitto era andato a ritirare la pensione, 650 euro: Ettore Rossitto, un pregiudicato di 56 anni, lo aveva avvicinato con la scusa di un passaggio. Ora, è accusato dalla procura di Barcellona Pozzo di Gotto di omicidio premeditato e distruzione di cadavere. Ad accusarlo sono le immagini tratte da alcune telecamere disseminate in città. I carabinieri del nucleo investigativo di Messina e i colleghi della Compagnia di Milazzo hanno esaminato più di diecimila ore di registrazione. Così l’indagine è risalita al nome della vittima, che indossava un cappellino verde, e al suo carnefice.

In un primo filmato si vedono i due uomini a bordo di un ciclomotore. Stanno andando verso la discarica di contrada Scaccia. Poi, un’altra telecamera inquadra l’assassino, da solo. E il fumo che proviene dalla discarica. Da alcuni numeri di targa si è risaliti a Rossitto, che è stato intercettato e pedinato dagli investigatori.

Un’altra telecamera, qualche giorno prima del delitto, aveva inquadrato i due uomini nei pressi dell’ufficio postale dove l’anziano ritirò poi la pensione. Rossitto aveva programmato un piano per impossessarsi di quei soldi: ecco perché il procuratore Emanuele Crescenti e il sostituto Rita Barbieri contestano la premeditazione. Altri filmati hanno ripreso l’assassino mentre fa dei sopralluoghi sul luogo del delitto.

I carabinieri hanno aperto la porta di casa della vittima con una delle chiavi ritrovate accanto al cadavere. Giovanni Salmeri viveva da solo, i vicini hanno raccontato di non averlo più visto da luglio, ma nessuno si era preoccupato di avvertire le forze dell’ordine. Era un uomo mite, Giovanni Salmeri. Viveva con quelle 650 euro di pensione. E aveva una sola grande passione, la sua collezione di cappellini.

IL COMUNICATO DEI CARABINIERI

Nel corso della notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della locale Procura della Repubblica (Sostituto Procuratore Rita BARBIERI e dal Procuratore della Repubblica Emanuele CRESCENTI), nei confronti di Ettore ROSSITTO (foto), classe 1964, pregiudicato di Milazzo (ME), ritenuto responsabile del delitto di omicidio premeditato e distruzione di cadavere, commesso in pregiudizio di Giovanni SALMERI (foto), pensionato 73enne.

Il provvedimento restrittivo scaturisce dagli esiti delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, con il supporto della Compagnia Carabinieri di Milazzo, a seguito del rinvenimento, avvenuto il 29 luglio 2020, nei pressi di una discarica abusiva in località Scaccia di Milazzo, del cadavere carbonizzato di un uomo, recante varie ferite d’arma da taglio; le prime indagini sull’evento risultarono particolarmente difficoltose in quanto il corpo della vittima era irriconoscibile e, a seguito del sopralluogo, furono rinvenuti solo un cappellino parzialmente bruciato, un portafoglio contenente 1 euro, tre mazzi di chiavi e un coltellaccio da cucina, ma non vi erano documenti identificativi, né effetti personali utili a dare un nome al defunto. 

L’autopsia rivelava come l’uomo, caucasico, alto 1,65, prima di essere dato alle fiamme era stato attinto da almeno 11 coltellate al petto, all’addome e alla trachea, verosimilmente  utilizzando il coltello con lama di 20 cm. rinvenuto sulla scena del crimine.

Nel corso delle successive indagini, i Carabinieri procedevano alla visione e analisi di più di 10.000 ore di registrazione di filmati estrapolati da oltre 40 telecamere di numerosi sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, ubicati nella zona del rinvenimento; tale attività consentiva di individuare, nella mattinata del 28 luglio, il transito, lungo la strada conducente sul luogo ove verrà poi rinvenuto il cadavere, di un ciclomotore con a bordo due uomini (foto), uno dei quali, il passeggero, vestiva un cappello con visiera di colore verde simile a quello repertato sul luogo del delitto e un abbigliamento compatibile con i frammenti di vestiti rimasti indosso al cadavere bruciato

Mettendo a sistema tale scena con ulteriori immagini tratte da altre telecamere della zona, si aveva modo di individuare una densa colonna di fumo proveniente dal luogo del delitto, compatibile con l’incendio del cadavere e, poco dopo, il passaggio dello stesso ciclomotore, questa volta con a bordo il solo conducente, da una strada proveniente dal luogo dell’omicidio.

Partendo da alcuni elementi distintivi del ciclomotore e del casco del conducente, gli investigatori riuscivano quindi ad individuare un fotogramma tratto da un’ulteriore telecamera ove era possibile rilevare la targa del citato mezzo e, in questo modo, giungere all’identificazione del proprietario in Ettore ROSSITTO; l’uomo veniva quindi sottoposto a monitoraggio e ciò consentiva di accertare i suoi pregressi rapporti di conoscenza con il Giovanni SALMERI, soggetto che risultava irreperibile da tempo, sebbene nessuno ne avesse denunciato la scomparsa. 

L’identificazione del cadavere in Giovanni SALMERI avveniva proprio a seguito dell’accesso eseguito dagli investigatori presso l’abitazione del predetto, effettuata utilizzando uno dei mazzi di chiavi rivenuti sulla scena del crimine. L’uomo viveva da solo e in pessime condizioni igienico sanitarie e i vicini confermavano di non averlo più visto sin dal mese di luglio.

La visione di ulteriori telecamere consentiva, inoltre, di individuare delle immagini risalenti alla mattina del 28 luglio, ritraenti il SALMERI in compagnia del ROSSITTO nei pressi di un ufficio postale di Milazzo, dove da successivi accertamenti, emergeva che il SALMERI aveva ritirato, poco prima, 650 euro di pensione. Sulla base di tale circostanza, in considerazione della sequenza temporale delle immagini raccolte, è stato possibile ricostruire il delitto commesso dal ROSSITTO il quale, dopo avere condotto il SALMERI in località isolata, sulla sponda del fiume Mela, verosimilmente sottraeva alla vittima il denaro della pensione appena riscossa dall’ufficio postale per poi ucciderlo con 11 coltellate, dando alle fiamme il corpo

Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il G.I.P. ha ritenuto sussistente la premeditazione del delitto, comprovata anche da ulteriori filmati del giorno precedente all’omicidio che ritraggono il ROSSITTO mentre si reca ad effettuare 2 sopralluoghi nei pressi del luogo ove il giorno successivo avverrà il delitto, in una circostanza, invertendo repentinamente la marcia a poche centinaia di metri, essendosi accorto della presenza di una pattuglia dei Carabinieri.

Il ROSSITTO, pregiudicato e disoccupato, è stato associato alla Casa Circondariale di Messina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

Il gip: "Un'azione vigliacca".

«Ha ucciso in modo vigliacco l'amico in un agguato, distruggendo e mortificando il suo corpo, così dimostrando una crudeltà singolare oltre che una insensibilità assoluta alle condanne e alle esperienze giudiziarie vissute». Parole nette e inequivocabili quelle del Salvatore Pugliese per motivare le esigenze cautelari a carico di Ettore Rossitto. Definito «soggetto evidentemente incline a delinquere e di assoluta inaffidabilità rispetto a qualsiasi prescrizione imposta dall'ordinamento o dall'Autorità giudiziaria». Ragion per cui «i domiciliari non sono certamente adeguati, né proporzionati per la gravità del fatto», rispetto alla custodia in carcere, applicata a suo carico. A pendere verso questa decisione anche il curriculum dell'indagato, macchiatosi di «delitti di specie eterogenea», che «per oltre vent'anni ha registrato condanne in maniera constante (dal furto a reati contro i minori, contro la famiglia, contro la persona, allo sfruttamento della prostituzione)». Un passaggio importante dell'ordinanza è poi quello della premeditazione: «La presenza peraltro dei materassi, collocati diversamente rispetto ai giorni precedenti dimostra come Rossitto si sia recato lì non solo per un sopralluogo ma anche per preparare una azione che doveva essere spedita in quanto commessa in pieno giorno, seppur in luogo poco frequentato, cogliendo l'occasione più propizia per impossessarsi della pensione, e per poi celare il corpo sotto i materassi e i rifiuti dati a fuoco», osserva il gip. Due le perlustrazioni agli atti, datate 27 luglio 2020 e «il giorno dopo» l'uccisione e l'incendio del corpo «è ritornato per accertarsi dello stato dei luoghi», ma la presenza dei militari lo ha fatto desistere. Tradotto: «Vera e propria premeditazione e programmazione anticipata e perdurante del delitto» commesso alle 11.45 del 29 luglio. Accanto al cadavere rinvenuti e sequestrati due portachiavi con varie chiavi e una moneta da 1 euro, e soprattutto un coltello con lama appuntita lunga 20 cm e impugnatura in plastica di colore arancione. Arma con cui il 55enne ha inferto 11 coltellate all'amico. Diventato nemico.

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