29 Novembre 2020 Cronaca di Messina e Provincia

Droga dalla Puglia sui pullman di linea, due condanne

Mano pesante anche della Corte d’appello nell’ambito dello stralcio del processo scaturito dall’operazione “Shuttle”, sul traffico di droga dalla Puglia a Messina. I giudici di secondo grado hanno confermato le condanne inflitte a carico di due imputati: Antonio Martiradonna, al quale era contestato il reato associativo, e Michele Cambria (già condannato ad 7 anni nel procedimento principale), per il quale residuavano i singoli reati fine. Al primo, che secondo il teorema accusatorio era il fornitore delle sostanze stupefacenti, inflitti 12 anni di reclusione; al secondo, considerato colui che trasportava la droga, 10 anni (in continuazione con i fatti già giudicati nel procedimento principale). Sono difesi rispettivamente dagli avvocati Nino Cacia ed Elio Maria Addante.

L’operazione “Shuttle” è scattata nel dicembre del 2017. Il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, dopo mesi di investigazioni, smantellò un gruppo che aveva pianificato un articolato, efficiente e remunerativo sistema di approvvigionamento, trasporto e smercio di droga. Veniva seguito un itinerario collaudato, che sfruttava anche i pullman di linea, sino alla destinazione finale: la città dello Stretto. Le indagini scattarono dopo un sequestro effettuato dalle Fiamme gialle il 4 settembre 2015, agli imbarchi privati della Caronte & Tourist, alla Rada San Francesco, di 5 chilogrammi di hascisc, suddivisi in cinque panetti, e 50 grammi di cocaina. Il blitz sfociò nell’arresto di Grazia Leo, nipote di Giacoma e Michele Cambria. In base alle accuse iniziali, Martiradonna, e i tre fratelli Cambria più Leo, dovevano rispondere del reato associativo, poiché, tra luglio e settembre 2015, avrebbero dato vita a un sodalizio «la cui esclusiva finalità era rappresentata dal traffico, la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hascisc e cocaina». Cuciti su misura compiti specifici: Giacoma Cambria «promotrice e organizzatrice dell’associazione, individuando il fornitore delle partite di stupefacente e pianificando i viaggi da Messina a Bari». Dal canto suo, Michele Cambria avrebbe messo «a disposizione del sodalizio la sua autovettura per il compimento dei viaggi». Così come Giovanni Cambria. Mentre Martiradonna «rivestiva il ruolo di fornitore». Lo stesso Martiradonna e Cambria era stati giudicati colpevoli il 23 ottobre 2019 dalla seconda sezione penale presieduta dal giudice Mario Samperi.