16 Dicembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Antimafia, Aiello: “Mario Ceraolo indagato e ai vertici della Federazione antiusura. Viminale chiarisca”. La Fai (Antiracket): “Su Ceraolo non ci sono cause ostative”

«Chi è tuttora sottoposto a indagini penali per calunnia, false informazioni al pubblico ministero e diffamazione aggravata, può assumere un ruolo apicale all’interno di un’organizzazione antiracket e interloquire ai massimi livelli istituzionali in rappresentanza della stessa? È il caso di Mario Ceraolo Spurio, già vice questore aggiunto della Polizia di Stato e attualmente vicepresidente della F.A.I. (Federazione Antiracket e Antiusura Italiana), tuttora indagato dalla procura della Repubblica di Messina e in passato imputato in un processo nel quale, pur non essendo stato condannato per prescrizione, sono emersi a suo carico elementi concreti di responsabilità. Ceraolo Spurio è anche il padre di Tiziana Ceraolo Spurio, moglie di Salvatore Bonaffini, condannato per omicidio assieme al cugino (suo omonimo)”.

Lo scrive in una interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno Piera Aiello, membro della Commissione Antimafia a Montecitorio e da anni sotto scorta per minacce mafiose “affinché chiarisca – si legge – la posizione della Fai e di Ceraolo Spurio e valuti l’opportunità di rimuoverlo dal ruolo assunto nell’organizzazione». “La normativa vigente – dice Piera Aiello – prevede controlli stringenti sui requisiti soggettivi degli appartenenti alle associazioni antiracket, in mancanza dei quali andrebbe negata l’iscrizione all’albo prefettizio o disposta l’immediata cancellazione. Eppure Ceraolo Spurio, non solo risulta iscritto ad una associazione antiracket aderente alla F.A.I., ma addirittura riveste funzioni di direzione e rappresentanza dell’organizzazione intera”.

LA REPLICA.

“In riferimento all’articolo pubblicato in data odierna su stampalibera.it si evidenzia quanto segue:

La normativa in vigore, peraltro resa ancor più rigorosa proprio per iniziativa del “Movimento 5 Stelle” di cui faceva parte fino a poco tempo l’interrogante, non prevede alcuna causa ostativa allo svolgimento delle fondamentali attività svolte dalla F.A.I. – Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane, nella quale si riconosce il movimento antiracket nato 30 anni fa, né tantomeno degli incarichi ricoperti dall’avv. Ceraolo, il quale rappresenta un sicuro punto di riferimento per il movimento antiracket sin dalla costituzione della prima associazione, l’ACIO di Capo d’Orlando. In quegli anni difficili, quale investigatore della Polizia di Stato, ha partecipato alle indagini contro le famiglie mafiose dei Nebrodi arrestando pericolosi capi mafia latitanti, continuando brillantemente il suo impegno contro la mafia per tutta la sua carriera, entrando anche a far parte dell’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Nel merito l’Avv. Ceraolo saprà porre in essere ogni iniziativa a tutela della propria immagine”.

 

ECCO L’INTERROGAZIONE 

PIERA AIELLO.

— Al Ministro dell’interno.

— Per sapere – premesso che:

già il 20 dicembre 2019, era stata data notizia di un’importante operazione anti- mafia, con ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di 14 soggetti appartenenti al Clan del quartiere Giostra di Messina, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, ed altri gravi reati;

tra gli arrestati risulta esserci Bonaffini Salvatore nato a Messina il 27 settembre 1972, ex collaboratore di giustizia, già detenuto e condannato in via definitiva per l’omicidio di Giuseppe Mastroieni, avvenuto a Messina nel 1992;

il predetto ha un omonimo cugino minore, Bonaffini Salvatore;

il più giovane dei cugini è stato condannato, per l’omicidio di Salvatore Pelle- grino, avvenuto nel marzo del 1992,

a Bonaffini Salvatore più giovane risulta coniugato con la figlia di Ceraolo Spurio Mario, già vicequestore aggiunto della polizia di Stato;

Ceraolo Spurio Mario, è stato impu- tato per una serie di falsi da lui commessi nella sua veste di pubblico ufficiale. Per le accuse a lui mosse il signor Ceraolo Spurio Mario ha ottenuto il non doversi procedere per prescrizione dei reati contestati. Tra l’altro la sentenza n. 4285/13 del tribunale di Catania evidenzia ad avviso dell’interrogante, che a suo carico risulterebbero elementi concreti di responsabilità;

lo stesso Ceraolo Spurio Mario risulta ancora sottoposto ad indagini penali, da parte della procura della Repubblica di Messina nell’ambito dei procedimenti penali n. 6681/19 e 4965/19, quest’ultimo ine- rente il grave reato di depistaggio e rileva- zione segreto d’ufficio;

Ceraolo Spurio Mario riveste un ruolo di vertice negli organismi nazionali di una nota organizzazione antiracket, avendo assunto prima il ruolo di Responsabile legale ed oggi quello di Vicepresidente vicario della Federazione Antiracket Italiana (Fai);

Ceraolo partecipa ad incontri istituzionali organizzati dalla Federazione Antiracket Italiana, ai massimi livelli istituzionali;

il Ceraolo Spurio Mario utilizza il sito istituzionale della Federazione Antiracket Italiana per propagandare false affermazioni, con le quali, diversamente dal vero, smentisce di essere indagato come invece, in effetti è, risultando iscritto come indagato nel procedimento penale n. 6681/19 r.g.n.r. per i reati di cui calunnia, false informazioni al pubblico ministero e diffamazione aggravata:

la Federazione Antiracket Italiana partecipa con propri rappresentati al Comitato di Solidarietà per le vittime del racket e dell’usura, presso il Ministero dell’interno;

la normativa vigente prevede stringenti e incrociati controlli da parte delle diverse forze dell’ordine sui requisiti soggettivi degli appartenenti alle associazioni antiracket e antiusura;

in caso di mancanza dei requisiti soggettivi degli aderenti alle associazioni anti- racket e antiusura, va negata l’iscrizione all’albo prefettizio dell’associazione che lo richieda, o se avvenuta, ne va disposta l’immediata cancellazione;

in caso di mancanza dei requisiti soggettivi secondo l’interrogante dovrebbe essere negata la possibilità di avere una carica come quella che riveste il Ceraolo Spurio Mario;

il Ceraolo Spurio Mario, secondo l’interrogante risulterebbe, infatti, privo dei requisiti soggettivi per essere nominato vicepresidente della Fai di cui riveste le fun- zioni di direzione e di rappresentanza esterna nazionale dell’intera Federazione Antiracket Italiana:

se non intenda chiarire se la Fai risulti tuttora iscritta nel previsto albo pre- fettizio e, anche considerato che la Fai è rappresentata all’interno del Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, di quali strumenti disponga perché siano evitate situazioni di questo genere, che indubbiamente recano danno alla stessa immagine e azione del Ministero nella delicatissima battaglia contro il racket;

se in ogni caso non intenda assumere iniziative normative per rendere più strin- gente e rigorosa la disciplina dei requisiti per la nomina, e per i relativi controlli, per incarichi quali quello di cui in premessa.