9 Gennaio 2021 Politica e Sindacato

MESSINACCOMUNA SULLE PROPOSTE DI MODIFICA DELLO STATUTO: “DIFENDIAMO LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLA VITA DEL COMUNE”

PUBBLICHIAMO L’INTERVENTO DI MESSINACCOMUNA SULLE PROPOSTE DI MODIFICA DELLO STATUTO. 

“Zitto zitto, De Luca prova a sopprimere gli strumenti di partecipazione e controllo dei cittadini previsti nello Statuto Comunale. Che brutta la differenza col passato! Lo Statuto vigente era stato predisposto coi massimi esperti di diritto costituzionale, amministrativo e degli enti locali, a seguito di un dibattito amplissimo in città, che aveva coinvolto cittadini e associazioni. Con De Luca, invece, la “riforma” è preparata nel silenzio più totale (e con alcuni svarioni da matita rossa). La partecipazione civica alla stesura della carta d’identità del Comune è un fatto di democrazia, mentre il Sindaco ha usato alcuni interventi di “adeguamento a norma” per ridurre di fatto e senza confronti le opportunità statutarie per i cittadini. È inaccettabile.

Il laboratorio di partecipazione civica messinAccomuna ha approfondito e ha inviato entro la scadenza del 4 gennaio 2021 un documento di osservazioni, concentrandosi sugli strumenti di partecipazione e controllo dei cittadini alla vita del Comune. 

Il documento della Giunta è poco trasparente: non raffronta il vecchio e il nuovo Statuto e non consente di apprezzare i mutamenti introdotti. Nella parte generale e “organizzativa”, si rileva che il Sindaco, contrariamente a quanto promesso nel programma elettorale, non abolisce le circoscrizioni ma, secondo normativa, ne cambia il nome in “Municipalità”. Evidentemente aveva sbagliato le sue valutazioni politiche e amministrative: un altro punto qualificante del suo programma che non troverà applicazione. 

Molto rilevanti per i cittadini gli interventi che, al Titolo III dello Statuto, limitano strumenti e opportunità di partecipazione. Le modifiche apportate sono pesanti e limitanti. Vengono espunte le possibilità di richiedere la convocazione o l’attivazione di: 

La “Conferenza annuale” per il bilancio;

  • Lo “Sportello dei diritti dei cittadini e delle associazioni” e gli strumenti di “informazione” ai cittadini sulla vita del Comune (Bollettini a cura dell’ufficio stampa, che non possono essere sostituiti con l’elenco degli atti accessibili via internet);
  • Il “Comitato dei garanti” in caso di referendum popolare abrogativo e delle “Consultazioni popolari” prima dell’adozione di delibere che riguardino “problemi di particolare rilievo per la comunità o per determinate fasce di cittadini”;
  • Il “Difensore civico” (soppresso in adeguamento a una disposizione regionale per fini di economia per le finanze pubbliche);
  • Tutti gli strumenti originariamente previsti per la “Partecipazione al procedimento” da parte dei cittadini e delle associazioni (dall’obbligo di avviso di inizio del procedimento, alle modalità di intervento nel procedimento, alla possibilità di richiesta di una istruttoria pubblica preventiva, all’attivazione dell’ufficio dei diritti dei cittadini e delle associazioni).

 

Se molti di questi istituti erano di fatto non attivi, la loro previsione statutaria costituiva comunque un impegno da parte delle istituzioni locali per porli in essere. La loro abrogazione ne cancella ogni traccia e toglie ai cittadini la possibilità di appellarsi allo Statuto per pretenderne, anche in prospettiva, l’attuazione.

Il presunto adeguamento a norma per la soppressione del “Difensore Civico” è una foglia di fico: lo scopo della norma è, secondo quanto dichiarato nella stessa delibera di Giunta, “il contenimento della spesa”: per adeguarsi sarebbe stato sufficiente prevedere la gratuità dell’incarico. In ogni caso non c’è alcuna necessità di coinvolgere gli altri istituti di partecipazione. In realtà è evidente la linea della Giunta: ridurre gli spazi di azione democratica e di controllo e consapevolezza sull’azione dell’amministrazione per i cittadini.

Siamo certi che il Consiglio Comunale non consentirà questa inaccettabile riduzione dei diritti di cittadinanza”.