Prosciolte due gerenti di una casa di riposto

30 Gennaio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Barcellona, Giuseppe Sidoti, ha prosciolto dall'accusa di abbandono di persone incapaci, con la formula perché il fatto non sussiste, le gerenti di una casa di riposo per anziani di Giammoro. Si tratta di Carmela Camarda, 51 anni di Spadafora e della ex socia Domenica Nunziata Morina, 53 anni, originaria di Milazzo e residente a Pace del Mela, che sono state difese rispettivamente dagli avvocati Diego Lanza e Stefania Scolaro. Secondo l'originaria accusa, che aveva indotto il pm Dora Esposito a chiedere il rinvio a giudizio di entrambe le indagate, le due gerenti agendo in concorso tra esse, Carmela Camarda nella veste di amministratore unico della cooperativa sociale “l'Oasi dell'anziano”, con sede a Giammoro e Domenica Morina di socia responsabile della stessa struttura ricettiva e dell'assistenza dei soggetti nella stessa alloggiati, avrebbero abbandonato, anche solo in parte, le persone ricoverate ed incapaci, per malattie o per vecchiaia, non in grado di provvedere a se stesse. Si trattava, infatti di soggetti non autosufficienti, rinvenuti su sedie a rotelle delle quali le stesse gerenti dovevano avere cura. In particolare, si contestava di non aver posto rimedio alle insufficienze e all'inadeguatezza della struttura assistenziale, così come accertato dai Nas dei Carabinieri di Catania durante il controllo effettuato il 25 settembre 2018. All'epoca, su 14 anziani alloggiati a fronte degli 8 autorizzati 5 erano non autosufficienti totali, ritenuti incompatibili con la tipologia della struttura. Infatti veniva contestato che la struttura sarebbe stata gestita in assenza di personale addetto qualificato ed in violazione degli standard organizzativi e strutturali previsti dalla legge. Fu anche rilevata l'assenza di schede mediche dettagliate per ciascun ospite.

La difesa, con l'avv. Diego Lanza, ha invece dimostrato che si trattava di mere irregolarità amministrative e burocratiche ed in tema di assunzione di personale, tanto che dalle testimonianze dei parenti degli ospiti non è emerso «nessun profilo che attenesse ad azioni nei confronti degli anziani ospiti».

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