Un commercialista messinese offrì all’Umbria il siero di AstraZeneca. Cantone indaga sul mercato dei vaccini

19 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Un mercato parallelo e milionario dei vaccini per rifornire direttamente le Regioni, anche attraverso canali esteri? È l’ipotesi su cui sta lavorando la procura di Perugia dopo che un commercialista cinquantenne incensurato, residente a Santa Teresa (Messina), si è spacciato come intermediario di AstraZeneca per la vendita delle dosi alla Regione Umbria, e non solo. I carabinieri del Nas – guidati dal procuratore capo, Raffaele Cantone – hanno acquisito presso la struttura commissariale di Domenico Arcuri, all’Agenzia italiana del farmaco e alla Regione Veneto i documenti di approvvigionamento dei vaccini attualmente sul mercato, le modalità di distribuzione alle Regioni e le istanze inoltrate ai fini dell’approvvigionamento diretto.

Gli accertamenti - scrive Quotidiano.net in un articolo di Erika Pontini - in particolare, mirano a verificare l’ipotesi dell’esistenza di una possibile rete di cui faceva parte il commercialista siciliano, incensurato e non conosciuto come truffatore di basso cabotaggio, ma attualmente indagato per tentata truffa e sostituzione di persona. Il materiale acquisito, insieme all’esito delle perquisizioni svolte nell’abitazione e nello studio del fantomatico intermediario, compresi i tabulati telefonici del cellulare, sono ora al vaglio dei militari della salute per tracciare i contatti del professionista.

Tutto inizia il 28 gennaio scorso quando il commercialista prende contatti con Palazzo Donini, sede dell’esecutivo umbro ora alle prese con il terrore-varianti, e si dice in grado di fornire i vaccini di AstraZeneca che saranno approvati proprio il giorno seguente da Aifa. La Regione Umbria però intuisce che c’è qualcosa di anomalo nell’offerta e informa i Nas del tenente colonnello Giuseppe Schienalunga. Di lì l’avvio di un’indagine che porta alla denuncia del quarantenne.

Ma la partita-vaccini è ben più ampia, non solo a livello nazionale. Man mano che passano i giorni e le Regioni lamentano forniture a singhiozzo per immunizzare la popolazione, si fa strada l’ipotesi di un mercato parallelo e di un possibile rifornimento diretto di cui iniziano a parlare i governatori contattati da vari intermediari. Lo stesso Luca Zaia – e di lì le acquisizioni anche in Veneto – ha più volte ribadito di essere in grado di acquistare 27 milioni di vaccini e di farsi capofila di una fornitura di massa per accellerare la campagna fai-da-te. Dosi aggiuntive alle quali si sono detti interessati anche Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, e pure l’Umbria. Ma l’acquisto in autonomia rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di scontro tra le Regioni e il governo che deve dare il via libera. "Sono proposte sul mercato europeo – aveva spiegato in merito Zaia – . Abbiamo chiesto le offerte per iscritto. Nel frattempo abbiamo scritto all’Aifa; ci ha risposto di parlare con Arcuri" aggiungendo di aver ricevuto offerte "tramite intermediari sul territorio europeo, su vaccini autorizzati da Ema".

Stando agli accertamenti dell’Arma non risultano contatti diretti, almeno al momento, tra il commercialista e il Veneto, mentre i Nas hanno già tracciato analoghi tentativi di intermediazione tra l’indagato e altre regioni del sud Italia. In alcuni casi – secondo quanto si apprende da fonti investigative – i rapporti di intermediazione per l’acquisto sarebbero stati in una fase più avanzata, rispetto al tentativo umbro subito abortito.

Ora gli investigatori vogliono capire se e chi ci fosse dietro al commercialista dopo che AstraZeneca si è dissociata pubblicamente dai rapporti con l’indagato. La cartina di tornasole, per verificare se dovessero profilarsi irregolarità, sarà innanzitutto la modalità di approvvigionamento dei vaccini, il quadro normativo-contrattuale vigente a livello nazionale ed europeo, le modalità e i criteri per la distribuzione tra regioni. Da giorni le case farmaceutiche di Pfizer e AstraZeneca sottolineano di non aver previsto per il momento la fornitura del proprio vaccino al mercato privato.

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