MESSINA: Traffico di stupefacenti. Condannato il 57enne Canepa

13 Marzo 2021 Inchieste/Giudiziaria

L'accusa aveva chiesto sei anni di reclusione, considerando anche lo “sconto” di pena per la scelta del rito abbreviato. Ma il gup Valeria Curatolo ha ragionato diversamente e ieri ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione il 57enne Paolo Canepa, imputato nell'ambito del procedimento “Affari di famiglia”, con cui lo scorso anno i carabinieri della Comagnia Messina Sud hanno smantellato una organizzazione a conduzione familiare, capeggiata dal 68enne Tommaso Giacobbe.

In questo troncone processuale Canepa, che è stato assistito dall'avvocato Domenico Andrè, rispondeva di detenzione di droga ai fini di spaccio.

La rete della droga scoperta con l'operazione “Affari di famiglia” provvedeva secondo le risultanze investigative ad assicurare un'attività di spaccio stabile tra cocaina, hashish e marijuana tra il Villaggio Aldisio e Fondo Fucile. È in questo secondo troncone d'indagine, a suo tempo portato a termine dalla procura e dai carabinieri insieme all'operazione “Cesare”, che è emersa l'immagine più forte e drammatica: un ragazzino di 12 anni che veiva utilizzato dalla madre per la consegna della droga. Con tanto di “paghetta”. Il dodicenne dopo il blitz fu trasferito in una comunità familiare, su disposizione del Tribunale per i minorenni. A capo del gruppo c'era Giacobbe, e fu proprio dal suo arresto, avvenuto nel dicembre 2018 (con lui finì in manette anche l'omonimo nipote appena maggiorenne) che partì l'indagine. Nel sodalizio avevano un ruolo primario la moglie Giuseppa Leonardi, la figlia Rosina, la nipote Lucia Villari e persino l'amante, Cristina Lisa, con rapporti non sempre idilliaci.

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