5 Giugno 2021 Giudiziaria

Il tentato omicidio di Cuscinà, sentenza d’appello per Paolo Gatto e Giuseppe Cutè

Sentenza d’appello ieri per gli autori del tentato omicidio di Francesco Cuscinà, avvenuto il 25 agosto di tre anni fa sul viale Giostra

Il gup Simona Finocchiaro, il 30 giugno di un anno fa aveva condannato col rito abbreviato a 19 anni e 10 mesi Giuseppe Cutè, a 17 anni e 4 mesi Paolo Gatto, e poi un anno e 4 mesi a Giovambattista Cuscinà per il tentativo di omicidio di Francesco Cuscinà, 64 anni, ferito il 25 agosto del 2018 sul viale Giostra a Messina.

Ieri, come detto, è arrivata anche la sentenza d’appello, che ha parzialmente riformato il giudizio di primo grado, ritederminando la pena nei confronti di Giuseppe Cutè in 13 anni e 4 mesi di reclusione, e di Paolo Gatto a cui sono stati inflitti 8 anni e 4 mesi per due capi d’imputazione e 4 anni e 2 mesi per altre due fattispecie, oltre a una multa di 1.200 euro. Conferma della condanna invece per Giovambattista Cuscinà.

I FATTI

Gatto, figlio di Puccio, boss di Giostra, era accusato di tentativo di omicidio e rapina, Cutè di tentativo di omicidio e interposizione fittizia di beni, e infine Cuscinà, che rispondeva della detenzione di un’arma. I due si affiancarono al 64enne ed esplosero alcuni colpi d’arma da fuoco, colpendo il bersaglio alla testa, all’addome e al braccio. La pistola però si inceppò, ne scaturì anche una colluttazione, quindi la fuga dei due. Cuscinà riuscì a recarsi prima al punto territoriale di emergenza di Messina Nord e poi all’ospedale Piemonte. L’intento dei due era uccidere Cuscinà per contrasti nati all’interno del clan di Giostra.